::turisti per cosa?

Va bene, per par condicio nei confronti del post precedente, sputerò un po’ di bile.

Quanto ma quanto mi stanno antipatici quelli che, prima del ’68 poi del ’77, sono riusciti a restare crumiramente a galla, ed ora sono delle personcine-ine-ine rispettabiline-ine-ine, che nel salotto di casa loro mostrano agli amici di essere ancora “gli stessi di una volta” con un mezzo tiretto di canna. Sono quelli che hanno sfruttato i vortici dei grandi smottamenti culturali del Paese, tenendosi sempre furbescamente ai margini estremi, per poi essere lanciati nella carriera dalla forza centrifuga proprio quando la furia eterea perdeva di vigore e compattezza.

E allora, sinceramente: come non potevo non odiare i coniugi Roversi? Già negli anni ’80, con l’ esperienza di Radio Alice già accantonata, compievano imbarazzanti nefandezze (“Lupo solitario”, “L’Araba Fenice”), molto meno nobili di “Drive In”, e comunque di consimile stile comico. Ma come, il teatro per la gggente, l’alternativa avanguardistico-creativa, e poi vai in televisione a costruirti una frase-tormentone (“ah-bè-bè!”) come qualsiasi comico poraccio dell’epoca? Anche la brevità del rapporto tra la Blady e gli ambienti Dandinici tipo Franza De Rosa (“La tivvù delle ragazze”) è alquanto sospetta…

A cavallo tra gli anni ’80 ed i ’90, Roversi s’era piazzato sul trono della posta del settimanale “Cuore”, e nulla è riuscito a scardinarlo per anni, porca miseria! Su una produzione di quel tono e genere, il suo buonismo mediatore da perbenista acculturato dell’Emilia bene ti teneva sempre sul filo del vomito, con punte letali memorabili; una rubrica da leggere su un fianco, in posizione laterale di sicurezza, imbottiti di antiemetici. Se n’è andato giocoforza, dopo non so quanto tempo, reclamando incompatibilità con i lettori, ma la mia mente prevenuta e malata già ricercava il nome del probabile appoggio che ce l’ha fatto restare così a lungo lì a campicchiare.

E quando oramai pensavo che fossero dei felici anonimi bolognesi, arieccoteli riapparire, velisti, turisti e ovviamente non turNisti, accidenti allo zoccolo duro malinconico che passa le serate feltrinellose a parlare delle barricate prima di salire sulle Audi! L’impatto è stato talmente forte da rendermi cinisello e nebbioloso dentro:”Ma insomma, perché devo pagare il canone, per fargli fare a loro le vacanze?”. Oddio, ma come parlo? Pagoquindipretendo? Africanifuoriditalia?

Mi sono spaventato di me stesso. Allora, prima di criticare vediamo un po’, vediamo come sono in tv, magari coprono un’esigenza effettiva, fanno vedere luoghi che non tutti possono permettersi e con approccio non banale, ecco… Invece noooo! Fanno gli italioti in vacanza, prendono in giro l’interlocutore asiatico come negli avanspettacoli da bettola (“Cinciaolin! Vadaviaiciap!”), comprano souvenir cafoni ed inguardabili, stilano la lista delle venti cose più inutili a sapersi sulle loro mete…ci portano gli amiiiciiii! Fanno esattamente le stesse cose che farebbe il rag. Bianchi e fam.! Probabilmente giustificherebbero la nazionalpopolarità con la quale affrontano i loro viaggi inquadrandola positivamente, come vantaggio. Bene, allora perché non produrre e trasmettere “Turisti per caso a rotazione”, programma RAI nel quale coppie qualsiasi si avvicendano in svariate vacanze in tutto il mondo, mente loro gestiscono la cosa da casa? Ecco, così sarà ancora più vicina alla gggente.

Emiliaparanoica.

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