::vendimi il perché

Nuove frontiere del consumismo: produrre il manufatto prima di decidere per quale scopo.
Francesca ha un’amica che adora regalare e regalarsi accessori da cucina di ogni genere, forma, materiale. Per la varietà spietata dei reperti che ho visionato, non credo più che l’amica frequenti due o tre negozietti fidati; credo invece nell’esistenza di una Antica Puttanateria del Corso dove è possibile reperire tutta questa chincaglieria, d’un botto.
Il pezzo che ha destato il mio interesse maggiore è sicuramente quello che vedete in foto, e che chiameremo Coso. Si evince dall’immagine che il materiale costituente è la terracotta, e, come vedete dallo schema aggiuntivo, il Coso è dotato di: un vano per una candela centrale; un foro per l’alimentazione d’ossigeno della fiamma; un piatto superiore che contiene la salsina obiettivo. Lo scopo dell’esistenza del Coso è: tenere in caldo le salsine piccanti in tavola. Sì, avete capito bene. Ed immaginate da voi tutte le complicazioni che un oggettino del genere porta con sé su di una tavola, è semplice.
Non si può evitare di domandarsi: chi ha sintetizzato in materiale refrattario l’Osanna della minchiata era quindi partito con l’idea di colmare il vuoto insoluto di un sì richiesto accessorio? Bè, ecco come la penso io: un furbo terracottaro di quarta categoria, pur di svendere tutti i suoi prodotti, staccare l’attività e trasferirsi in Argentina per coronare il sogno di diventare maestro di lancio delle bolas, ha cominciato col piazzare combo di piatti sopra vasi forati con una giustificazione fighetta, vale a dire perfetta per la sua clientela feltrinelloide. La leggenda s’è diffusa, e con essa la piaga del regalo originale.
Se riescono a piazzarci un prodotto approssimativo ed un’esigenza fittizia all’unisono, allora la vedo parecchio allarmante.

Annunci

25 thoughts on “::vendimi il perché

  1. non vorrei essere spoetizzante ma a me quello sembra un banalissimo brucia-essenze…quegli affari che si vendono in tutti i mercatini cinesi. metti qualche goccia dell’essenza preferita miscelata all’acqua nel vasetto sopra, accendi la candela e….tac….una delicata essenza si diffonde per tutta la casa………non è che l’amica l’ha spacciato per scalda-salsepiccanti????

  2. secondo me lo usava il suo spacciatore di fiducia per scaldare le dosi, ed ora che lo hanno arrestato l’ha riciclato regalandolo a te, che per empatia te ne sentirai incommensurabilmente rinfrancato – chiccolain

  3. per me non l’ha comprato, l’ha riciclato e quindi si e’ dovuta inventare un uso pratico 😀
    concordo sul bruciaessenze 😀

    enui

  4. Posso non averlo? Insieme al sac a poche che non so usare e al taglia-torrone che mi hanno regalato l’anno scorso. Strano che nessuno dei miei amici burloni non lo abbia ancora agguantato per mostrarmelo con orgoglio in auqlche cena feltrinelloide. Ti dispiace se non segnalo loro il tuo blog? Io invece continuo a leggerlo, è delizioso.

  5. Trenta razze s’uniscono in un sol mozzo
    e nel suo non-essere si ha l’utilità del carro,s’impasta l’argilla per fare un vaso
    e nel suo non-essere si ha l’utilità del vaso, s’aprono porte e finestre per fare una casa e nel suo non-essere si ha l’utilità della casa. Perciò l’essere costituisce l’oggetto
    e il non-essere costituisce l’utilità

    Non sono certa del mio perchè….figurati di quello dello scalda-salse-fighetto-e-vincente-visto-che-riesce-a-rubarti-del-tempo.
    Ergo non è poi così inutile, alla fine….

  6. Non è un brucia/diffusore di essenze, è un “coso” che serve per la bagna cauda, per la fonduta e cose simili. Fudo mi ricorda che ci è stato portato a tavola in un ristorante di Pisa qualche anno fa dove andammo con Freccia…

  7. è un banale recipiente per la bagna cauda. ne ho un intero servizio da 12 qui… Variando possiamo dire che è un efficace diffusore di essenza di aglio ed acciuga in particolare nella zona nord occidentale d’Italia ( il Piemonte appunto famoso per la bagna).
    utile anche come bidet riscaldato per piccoli roditori domestici mi dice la regia….

  8. A Napoli quel coso lì si chiama brucia-essenze mio caro fruttone…ma sai le coordinate geografiche influenzano,forse, al momento del concepimento,il gene dell’inventiva…Ma anche no,è pure possibile che ‘sto artigiano( figo fare l’artigiano,sa di artista,di riscoperta dei vecchi mestieri,fa soldi perchè i manufatti sono molto ricercati e ben pagati,alternativi e no-global) abbia fatto un brucia essenze un po’ grossolano e per venderlo comunque lo ha spacciato per coso…scalda salse e purtroppo c’è chi ha voluto comprarlo perchè è “originale” (detto tra noi è molto brutto,scusa Francè). Vita

  9. Keku, non sei mai venuto “Ai Pioppi” a Viareggio dopo Luccacomics… In quei “cosi” ci sta dentro un pate’ di fegato da spalmare sul pane secco toscano che e’ una favola…

    Un Cupolaro Milanese 😉

  10. Ma quale brucia essenzie…
    Quella è una scodella per la bagna caoda, la tipica salsa all’aglio, olio e acciughe che si consuma nei mesi invernali in Piemonte.
    Usarla non è affatto complicato come sembra.
    E la necessità della candelina è indispensabile per mantenere calda la salsa che sta sopra, altrimenti che “bagna caoda” sarebbe? (hint: “caoda”, in piemontese vuol dire “calda”).
    Se sei ancora diffidente, se capiti in zona e trovi un ristorante tipico, informati se la fanno (di solito su prenotazione): cambierai immediatamente idea su bagna e recipiente.
    Buon appetito.

Una forchettata di commento?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...