::tra l’asfalto e i pargoli

Negli anni ho maturato una concezione statistico-economica riguardo gli incidenti del sabato sera. È abbastanza algida e cinica, non vi ci tedio, vi dico solo che secondo me un milioncino di morti culturali sviluppano un inoculo statistico dello 0.1-0.2% di morti fisiche. Una visione delle cose che può essere contestata, accettata, ignorata. Ma almeno ho un parere evolutosi nel tempo con tanto di riscontri, ipotesi, dati; come tutti, chi più chi meno chi meglio chi peggio.
Perché le istituzioni no? Perché son dieci anni circa che vediamo sui giornali ed in tv pubblicità progresso assortite così lontane dalla realtà effettiva del problema?
Ripensateci, ripassate a mente le immagini che ci hanno rifilato in questo lasso di tempo: cosa vedete? Vedete simpatici gruppi di ragazzi dell’oratorio che affrontano con sana allegria e spensieratezza una notte brava ma senza particolari eccessi, tutti bellini pulitini ciellini. A portarli alla tragica conclusione è una lieve mancanza, un bicchierino di sangria di troppo, uno sfortunato gioco da parrocchia fatto in auto. Io non li vedo così, e non la vedo così, a meno che gli autori di questi spot a mio parere menzogneri intendano rivolgersi ad una fetta secondo me piccola del target in questione. Io non mi rivolgerei agli studentelli di filosofia al secondo anno che vivono con mammà e papà, bensì ai tornitori ventenni delle nebbie col vascorossistico mito della velocità, del “giorno da leone” e del raggiungimento veloce dello status economico; mi rivolgerei ai ragazzi dell’interland partenopeo che sognano di diventare un giorno bossetti di quartiere; alle sciacquette del sud tutte cazzatine defilippe e deusanie pronte ad iscriversi a storia del brodino a Torino per poter scappare da Scaranzatrapallo a Mare una volta compiuti i 18 anni. Insomma, a tutte quelle sacche di ignoranza che fanno mercato facile e cieco, alle quali si può imporre prima uno status e poi i prodotti.
Orsù, siamo costruttivi: tu Kekule che cianci tanto e vomiti retorica, cosa faresti allora? Ecco, la mia campagna pubblicitaria sarebbe così: foto di incidente bella cruda, e sotto la scritta cubitale:”VITTIMA DEL CONSUMISMO”. Che ne dite? Ah, secondo voi all’economia non conviene? Non si dicono certe cose? Ah sì? Ma guarda, non ci avevo pensato. Eh no, proprio non ci avevo pensato.

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17 thoughts on “::tra l’asfalto e i pargoli

  1. Tanto per essere algida e cinica anche io: siamo sicuri che una frase così arriverebbe a quelle sacche che tu prendi in considerazione? Sono d’accordo su tutta la tua analisi, condivido ogni parola e riflessione ma sullo “slogan” finale non sono concorde. Cogliere il senso di una frase come “vittima del consumismo” in quel contesto presuppone una sottigliezza di pensiero che ritengo non appartenga ai soggetti di cui parliamo. Meglio un più prosaico “Scemo, ti stanno fregando” con flash di pubblicità, capi firmati, modella seminuda e bolide almeno340allora. No?

  2. Mi firmo, detesto quell’anonymous.
    So che quella era lettura giusta, mi chiedo solo se chi non abbia gli stessi strumenti culturali possa arrivare a capirla con la stessa facilità.

  3. Bè, essendo questa una alterazione visiva della probabile soluzione, e cioè poco più d’un gioco…ha importanza formulare una qualsiasi strategia pubblicitaria?

  4. sì, ha importanza formulare una strategia pubblicitaria… all’ultimo festival della pubblicità, gli spot + applauditi erano quelli sugli incidenti stradali e sulle pubbl progresso in genere… certo finchè le auto vengono vendute collegando “rimorchi di più se hai 235 cavalli sotto il culo”, non si può far molto, ma fare delle belle campagne stampa dove si fanno vedere i MORTI REALI in foto, sarebbe un bel passo in avanti. o in tv ve la vedete alle 2030 un bell’incidente vero, ripreso dalle telecamere di servizio di un autostrada? il problema reale è sulla classe politica e dirigente italiana, troppo connessa con la mafia e con le grandi case automobilistiche e estremamente troppo legata ad una visione del problema che risale al sec scorso. Per chiudere, il payoff (o slogan) migliore secondo me è “VUOI MORIRE?” —-
    Scusa la sbrodolata, ma il tema mi tocca molto. ciao!

  5. Non credo decisamente che il problema sia il consumismo e sinceramente non capisco come ti sia venuto in mente. Non lo dico per semplice spirito di polemica, ma per reale curiosità. Simpaticamente, Serena

  6. Io penso semplicemente che “i ragazzi dell’interland partenopeo che sognano di diventare un giorno bossetti di quartiere; alle sciacquette del sud tutte cazzatine defilippe e deusanie pronte ad iscriversi a storia del brodino a Torino per poter scappare da Scaranzatrapallo a Mare una volta compiuti i 18 anni” ignorino il significato della parola consumismo, come tante altre cose, del resto.

  7. sinceramente, due cose:
    1) a 18/19 anni se sei scemo ti schianti anche con la 500 da 40cv, ma sicuramente meno che col subaru da 250cv (e soprattutto col 500 non rischi di falciare altri innocenti)
    2) selezione darwiniana, chi non e’ in grado di capire che non si beve se si guida merita di schiantarsi (possibilmente contro un muro o contro suoi simili alcolizzati), cosi evita anche di riprodursi e generare figli idioti come il padre
    3) Giovane platano sotto effetto di fertilizzanti esce da discoteca e si schianta contro auto

  8. sulla selezione darwiniana, cinicamente, ci ho fatto un pensierino anche io, ma farei fatica a digerirlo se chessò mio figlio/sorella/ragazza/amico/amica salgono in makkina con il coglione di turno che guida, oppure vengono falciati dallo stesso coglione mentre mette inconsapevolmente fine alla sua vita.
    Se sali in makkina messo così ringrazia solo Dio se arrivi a casa incolume, te la cerchi, il brutto è che spesso stronchi anche chi si faceva gli affari suoi. E ciò fa cagare.
    Ben venga una alfabetizzazione degli imbecilli fatta come si deve allora, andando a monte del problema, e non, come al solito, al sintomo della malattia.
    passo e chiudo

  9. Direi che il problema è soprattutto la mancanza di sfoghi nei paesetti sperduti… alla fine ti sembra tutto cosi’ piatto e stereotipato che ti vuoi auto-lobotomizzare… è cmq sbagliato che ci vadano di mezzo altri, quindi la cosa che ferisce di piu’ sono le vittime inconsapevoli dello scazzo altrui. Per i bevitori/guidatori, piu’ che vittime del consumismo direi conseguenze dello svuotamento di senso .. insomma parliamoci chiaro, non siamo cio’ che possediamo, c’è qualcosa di piu’ da cercare e sicuramente non la si trova in un bar.

  10. Sì, è per questo che ho apprezzato “Amorematico” dei Subsonica, piacevolmente monotematico. Ed in particolare, il pezzo intitolato “Mammifero”.

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