::l’ultimo tabù

Ma ora basta! Ma smettiamola con la balla istituzionalizzata!
Noi andiamo in Iraq a portare la pace e la civiltà? Loro si difendono dai nostri costumi oramai scollacciati verso la depravazione?
Ovvio che no: loro hanno le materie prime, e noi li teniamo al guinzaglio affinché la differenza di valore tra queste ed i manufatti finiti dalle prime prodotti resti enorme. Si parla dei nostri cellulari e del pc sul quale io stesso sto lavorando, signori! Lo sappiamo fare in mille modi: ad esempio, esaurite le concessioni minerarie a noi vantaggiose in cambio della decolonizzazione del secolo scorso, paghiamo mercenari per far nascere guerre fittizie tra poveri, dove noi siamo quelli che vendono le armi in cambio di concessioni ulteriori; oppure si vanno a controllare zone strategiche con scuse banali, come Israele e Turchia; o ancora si arriva a semplici (semplici?) accordi commerciali.
Fatto sta che il petrolio sembrerebbe alla fine, ed alternative quantitativamente valide al momento non ce ne sono. Comunque andrà, però, a noi il petrolio finirà una ventina d’anni prima che agli arabi. Con tutte le conseguenze strategiche del caso; e quando scrivo questo non parlo di passi di minuetto politico, parlo di soverchiamento militare. Ed ecco perché siamo così presenti da quelle parti, con la scusa del terrorismo.
Ne sono convinto: bene o male, a questo ragionamento ci arriviamo tutti.
Ora: perché non si può dire:"Scegliete voi, il conflitto o il regresso?" È L’ultimo tabù, dato che nessuno ed a nessuno livello, dai partiti politici ai pendolari nel treno, se l’è mai (im)posta la domanda. E se lo facessi io? Io ci provo, e questo è il referendum che metterei su, attenti.
Scegliete tra:
– la pace corredata da un grosso regresso tecnologico causato dalla riduzione dei consumi e dei materiali;
– la guerra per la conquista delle posizioni economiche migliori.

Allora? Scandalo? Pur mantenendo in cuor mio il mio voto personale, io sono democraticamente pronto a rispettare qualsiasi risultato. Come vedete, la cosa esula da qualsivoglia scelta politica. Superiamola, la politica, abbattiamo la barriera imposta del duopolismo similcalcistico ed atterriamo sul pianeta Ciccia, il pianeta del reale. E se dovesse vincere l’opzione più belligerante, almeno così avremo ammesso i nostri reali desideri, senza dover sembrare i pacifisti dell’home theatre e della xbox come al solito, senza doverlo dimostare alla stregua delle sedicenni che fanno il corteo kefiah al collo e scooter sotto il culo.
Lo urlerò io:"Il re è nudo".

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20 thoughts on “::l’ultimo tabù

  1. Brutto cattivo!! Certe cose devono rimanere taciute. Meno male che questo è solo un blog e non un quotidiano, sennò chissà lo scandalo…anzi, immagino che il popolo bue a questo svelamento della realtà reagirebbe con qualche secondo di pausa e poi ti aggredirebbe di essere semplicista.
    Io sottoscrivo ogni parola (anche se ci aggiungerei qualcosa in più oltre al petrolio).
    M.M. (che intanto sul suo portatile si ascolta la colonna sonora su cd di Kill Bill vol I)

  2. Io voto. Voto per la pace corredata da un grosso regresso tecnologico … Si. Perche’ e’ ora di fare un passo indietro. E’ ora di finirla … non e’ possibile che per cambiare la centralina della mia Porsche Carrera 4 debba spendere 8300 euro … iva esclusa … Hai perfettamente ragione … ti posso linkare ? … bye 80yrs. Vabbeh. Penso di linkarti comunque …

  3. Kimala, quel che dici è molto bello, come non essere d’accordo con te.
    Ricorda però che ci sentiamo così giustamente pacifisti perché della guerra economica di cui non vediamo scorrere il sangue in diretta, e direttamente dal nostro benessere, siamo la parte che ne gode i vantaggi.

  4. Anche io sono perfettamente daccordo con te, e te lo comunico da pc a pc, ascoltando la mia Patti Smith preferita inculcata nel cervello in modo che mi isoli ancor di più…eh questo è il progresso! Vuoi mettere tutte queste gioie all’anarchia di una discussione di fronte ad una birra o semplicemente per la strada…mamma mia che arretratezza!!!nonono, nessuno tocchi la mia automobiletta, il mio pc, il mio televisore, il mio lettore cd! Non vorrete farmi entrare in contatto con altri miei simili così, all’improvviso! Ma per chi mi avete presa? Sono civilizzata io!
    Tanto per chiarire io voto per la pace, e benvengano i regressi tecnologici.
    Araba

  5. Diciamo che il tuo referendum sottende un’altra domanda: vogliamo rimanere noi i padroni del mondo e lasciare i poveri beduini a soddisfare le nostre esigenze, oppure siamo condannati a prendere il loro posto se non siamo pronti a combattere la battaglia per il dominio. Per me possiamo anche soccombere del petrolio non me ne frega un cazzo, l’importante che i nuovi dominatori mi lascino bere in pace il mio amato vino

  6. Secondo me sottovaluti alcuni aspetti nel tuo ragionamento. Provo a evidenziarli:
    1) il petrolio non è l’unica materia prima di cui abbiamo bisogno (prova a costruire un palazzo senza acciaio o a stampare dei giornali senza carta);
    2) questa guerra ha a che fare con la situazione geopolitica internazionale e gli appalti per la ricostruzione dell’iraq (dopo la prima guerra del golfo) almeno quanto se non più del petrolio;
    3) Il petrolio avrà una vita ancora lunga (le tecniche di estrazione e di ricerca di nuovi giacimenti sono sempre migliori);
    4) gli USA e la Russia in particolare hanno abbondanti risorse;
    5) non avere petrolio non vuol dire non avere progresso: l’Italia non ne ha una goccia eppure è un paese tecnologicamente avanzato;
    6) il tuo sondaggio presuppone che i paesi dell’opec non venderanno più petrolio ai paesi occidentali quando il petrolio sarà agli sgoccioli. Per cosa lo utilizzeranno? A mio avviso continueranno a venderlo. Inoltre ci sono sempre stati buoni rapporti tra paesi occidentali e paesi arabi (penso alla Libia, all’Egitto, all’Arabia Saudita, allo stesso Iraq di Saddam Hussein in passato);
    7) nonostante tutte le crisi economiche che potranno verificarsi (e ti assicuro che l’Italia si sta infilando in una crisi da cui non si rialzerà tanto presto, nonostante tutto il petrolio del mondo), sono certo che mancherà il pane ma non mancheranno i computer.

    A presto,
    Gab

  7. Gab, il tuo intervento è una mano santa, grazie davvero.
    Per quanto riguarda gli aspetti che evidenzi, facendomi figo del mio anno di ricerca per la Regione Toscana al fine di studiare tutte le problematiche (politiche, sociali, economiche, strategiche, tecnoscientifiche, exoenergetiche, legali, di sicurezza), rispondo con schiettezza che spero apprezzerai, convinto che già sei a conoscenza di parecchie delle cose che dirò:
    1) ho parlato di materiali, infatti, che però dipendono tutti dalla fonte energetica principale (dati alla mani) per estrazione, ricerca, manufattura, eliminazione scorie…
    2) anche qui vedo una sudditanza di fattori sicuramente importanti da quello delle risorse
    3) i “celebri” giacimenti magici sono una bufala, denunciata a Kyoto tra l’altro in un atto ufficiale; il Brent è praticamente finito; una media pesata tra chi crede che finirà tutto domani e chi crede sia una risorsa infinita ha portato ai limiti temporali ritenuti più validi: 2016 in USA, 2020 in Russia, 2036 in Arabia; è quello scarto che ci fa impazzire
    4) vedi punto 3, aggiungendo che il petrolio siberiano era un’altra trovata per eventuali investitori (il mercato ha una natura suicida!), e che devi immaginare cmq delle curve di impedenza dei prezzi, che renderanno proibitivo il petrolio ben prima
    5) perché regge la sudditanza economico-politica che abbiamo imposto, tra l’altro strisciando da colonia tra le spire dei vincitori della guerra, il sangue non lo vediamo e questo ci tranquillizza; è di questo che dibattiamo
    6) risposta facile: per la manifattura, alla faccia nostra; ma anche se fosse bruciato via, a loro (com’è strano il mercato!) straconverrebbe…non “converrebbe”..STRA!
    7) è quell’illusione di autosostentamento che secondo me ci rifila in vena il sistemino (scusa le espressioni da film di Moretti, non è mia intenzione!) capitalistico che viviamo: ho paura che la nostra vista sia offuscata; cmq mi auguro fortemente che sia come dici tu
    Un grazie fotonico per il tuo graditissimo intervento.

  8. Kekule,
    Apprezzo certamente la schiettezza perché leggere tra le righe, per quanto sia un gioco stimolante, mi dà il mal di testa. Rispondo con altrettanto ardore.

    In merito al punto 5: la situazione di “benessere” (lo ripeto: ancora per poco) che abbiamo in Italia, non credo sia dettata dalla sudditanza che l’Italia ha imposto ai paesi in via di sviluppo ma ricchi di materie prime (l’Italia non ha la forza per farlo); è dovuta al fatto che sessant’anni fa gli USA hanno ricostruito l’Europa a suon di miliardi di dollari, non per carità ma per aprire un mercato alle proprie industrie (con tutti gli effetti di sudditanza culturale che viviamo). Ammesso e non concesso che tra 15 anni i paesi arabi siano gli unici a disporre di petrolio, non potranno che continuare a venderlo – come sostieni anche tu -, e venderlo a un mercato ricco. Che senso avrebbe far regredire il ‘mondo occidentale’? Non capisco in che modo possa essere per loro vantaggioso…
    Rispetto al 7° punto, cioè che mancherebbe il pane ma non la tecnologia, non è tanto la fiducia nel progresso inarrestabile, quanto un semplice sguardo a come si muove la WTO: nessuno obietta sulla diffusione della tecnologia (favorisce gli scambi commerciali, quindi incrementa la ricchezza di tutti); maggiori perplessità suscita l’equa distribuzione del cibo a livello mondiale.
    Gab

  9. Punto 5: evidentemente son stato nebuloso, perché in questo caso parlavo di NOI colonia strisciante tra i vincitori, USA e GB in primis.
    Punto 7: una semplice valutazione exergetica, ci vuole più energia per produrre e mandare avanti tecnologia che per cuocere il pane…ed anche di qualità entropica migliore (elettricità vs legna).

  10. voto per il regresso, non vedo l’ora di buttare la mia macchina. E il cellulare. Però al mio regresso DEVE corrispondere il progresso dei più poveri, altrimenti non ha senso la domanda.

  11. io non voto per il regresso. sarei ipocrita. però voto contro la politica estera americana, voto contro il potere assoluto di questa superpotenza. voto contro la spirale del silenzio che attanaglia la popolazione occidentale. voto contro il fantoccio della democrazia che ci tiene moralmente soggiogati. se poi ne deve conseguire il regresso…spero di abiutarmici in fretta! 😛

  12. Ero venuto per tutt’altro ma poi mi è caduto un occhio su questo post e… col solo occhio restante voto per la guerra. Si fa presto a dire “voglio il regresso”, l’uomo ha già vissuto *il passato*, non c’è alcun motivo di tornarci, tanto vale smettere di esistere…

  13. Io voto per un sano regresso. Perché ritardare l’inevitabile a suon di (masse di) morti? Preferisco un bel regresso regionato, pianificato e preparato ora, che un regresso di ripiego, impreparato, destabilizzante e shockante poi (e quando dico “poi”, intendo “dopo centinaia di migliaia di morti”). Tanto prima o poi il regresso arriverà comunque. Tanto vale tenerci pronti a gettare nella spazzatura i nostri bei videofonini che ci fanno vedere i goal del campionato e le televisioni che ci mostrano quanto è bello il grande fratello.
    Sarò pessimista?

    Emanuelito

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