::florence horrorama

È il momento di postare la prima puntata dei “Grandi Reportage” di Kekule. Questo in particolare è stato terminato nonostante le insormontabili difficoltà tecniche (bici rotta, pioggia, tempo libero), che possiamo racchiudere in un unico neologismo: sphaigah. Ma la mia ferrea volontà ed i miei possenti quadricipiti mi hanno portato lontano, ed eccone gli agognati frutti.
La città in cui vivo è riconosciuta quale uno dei cuori pulsanti della cultura mondiale, ed i riferimenti alla pittura, letteratura, scultura, urbanistica e politica non si contano. D’altronde, sprovvisti di coscienza come sono, non potrebbero contarsi né ora né mai; bè forse il David…nonono via, che vado a pensare. È stato forse un impeto di masochismo a far sì che a cotanti capolavori si siano voluti affiancare qui e là alcune opere contemporanee di gusto almeno dubbio, oppure non di cattivo gusto ma fuori luogo. Dopo attenta selezione, voglio presentarvi gli undici portabandiera della categoria, quelli che possono vantare una caratteristica addizionale nei confronti dei consimili: l’imperdonabilità. Tenete in caldo il vostro dito indice per cliccare le immagini ed osservare tali irripetibili (speriamo) meraviglie della sensibilità artistica umana, si comincia.

::putti a castello
Ma povera tartarughina! Ma cosa avrà fatto mai per meritarsi quattro infanti troppo lontani dall’amare gli animali tutti sul groppone? La fontana è di quelle veramente meste, e noto che non sono il solo di questo parere, a giudicare dal grado di vita vegetale del quale la deficienza idrocinetica di lunga data l’ha dotata. Così come si presenta, l’opera diviene quindi un utilissimo misuratore di inquinamento: quando il nero che ricopre la parte più alta della struttura percolerà all’ultimo putto, scatterà il piano di evacuazione della città per cause ambientali. Utile, ma brutta.

::l’uomo della pioggia
Una meravigliosa entità, degna della migliore citazione di Kafka da seratina intimistica universitaria dei poracci, si materializza in un punto d’ingresso della città. Di quale messaggio si fa portatrice la mercurica sagoma? Forse dell’inutile depauperamento idrico di cui si fa peso, già figlia dell’immaginifico artistico più semplice ed usato. A sua discolpa, si può citare la stoica resistenza con la quale essa ha voluto rinascere a nuova vita dopo che un ubriaco l’ha abbattuta perdendo il controllo della sua auto e penetrando con gagliarda accelerazione la vasca che la circonda.

::il pegaso postindustriale
Rincarare la dose. Se anche non dovesse bastare la saturazione del traffico automobilistico, il grigiore delle vicine fabbriche della zona industriale e lo scenario difficilmente rinfrancante dell’adiacente cimitero, sarà compito di questa struttura abbattere qualsiasi parvenza di organico e policromo, che potrebbe causare dannoso buonumore nel cuore e nella testa dell’incauto lavoratore. Di fronte a tanto apologico metallo, l’operaio delle lancette del film Metropolis fa la figura del miominipony.

::muso equino
Faccia da cavallo talmente brutta ed aliena da essersi meritata la collocazione più segreta di tutte, tra i boschi, sotto una collina, in un parchetto di dimensioni 3×3 metri con una panchina sola. Opera ideata e realizzata in memoria di due bimbe morte durante una cavalcata, fa da offesa definitiva al ricordo delle piccole salme nelle loro mulinobiancose manifestazioni ginniche. Guardarla attentamente mi ha infuso la percezione che i cavalli rappresentino l’Anticristo.

::molare da scalata
Situato in un gradevole parco molto amato da infanti e genitori, questa colata di cemento intarsiata di nettezze ceramiche porta avanti la sua missione di vendetta. Costruita in memoria di un bimbo morto durante una scalata, ora ne è il suo stesso golem, e si alimenta delle teste spaccate e dei braccini fratturati dei bambini che ne tentano l’arrampicata. Io stesso ho ribattezzato l’opera “selezione naturale”: una elite riesce ad arrivare in vetta, gli altri muoiono nel tentativo.

::volatile obeso
Poteva forse mancare il Botero che fa la differenza in una città del genere? L’idea spaventava, ed ecco apparire un proverbiale uccellone esattamente di fronte al locale aeroporto, ah la concretezza dell’arte! Non so quante altre occasioni ha l’opera di questo autore di tentare l’integrazione nel tessuto urbano, ma questa secondo me è nata proprio sotto una cattiva stella.

::donna con pietra
Esattamente di fronte uno degli ingressi al cuore della città più caratteristici, questo Caronte di pietra al femminile ci ricorda la profondità culturale della ricerca dell’equilibrio e del dolore in sua mancanza. In realtà, il Concilio dei Vecchi, composto dagli studenti di architettura più lenti a laurearsi, ha letto l’opera come:”…la città nuova che sorregge la vecchia. Ma anche viceversa. Hai fatto lo scritto di scienza delle costruzioni? E passa ‘sta canna!”. Pur illuminati dalla professionalità di un gruppo di pensatori talmente blasonato, restiamo dubbiosi sui tanti perché.

::gabbia implosiva
È mia personalissima convinzione che in principio questa struttura in metallo fosse composta da una gabbia per volatili con dentro un uccello in alluminio; tant’è vero che è stata posizionata in zona aeroporto proprio come l’uccellone di Botero. Un qualche cataclisma ne ha sfatto le forme primordiali, cosicché l’autore, bando agli scrupoli, l’ha ugualmente rifilata ai committenti, probabilmente spacciandola per opera eterea ed estrema, millantando una qualche appartenenza ad inesistenti avanguardie artistiche. Nel caso vi si spezzasse qualche tubo nel bagno, non sprecate soldi con gli idraulici, procuratevi un seghetto e procacciatevi da voi ciò di cui abbisognate.

::il battista rachitico
Dono di non so più quale cassa rurale, il comune s’è sentito in dovere di farsi benvolere dalla potente massoneria bancaria, allettandone le passioni artistiche col posizionare questa metallica botta di buonumore praticamente a ridosso di Ponte Vecchio, appena oltrarno rispetto agli Uffizi, cosa che la rende fotografabile con Uffizi e Ponte Vecchio in secondo piano, mica cavoli! Di per sé ancora dibattibile, la posizione della scultura la fa assomiglare in valenza ad una casa in stile giapponese posta tra le colonne del Partenone di Atene: è completamente fuori posto.

::stele
Un parchetto sull’Arno; un masso ed una stele, praticamente una pietra sotto un’altra pietra, quest’ultima con cromia similmalachitica. La targhetta in basso, scritta in elegante foglietto ingiallito con irregolari battute a macchina da scrivere, dedica cotanta opera al decennale dell’alluvione del ’66, ricordando a tutti che gli orrori di una tragedia possono riproporsi a livello urbano anche dopo dieci anni. Cosa succederà allora nel 2016? Paura.

::omini di ferro
Tragicamente disposti a semicerchio come i ninnoli di vostra nonna sul mobile buono, forme ominidiche si (s)tendono alla stregua del metallo fuso alla ricerca di un significato. Un ottimo esempio di come spacciare gli scarti delle fonderie d’arte come opera a sé stante, memori del successo industriale dei Baci Perugina, fatti anch’essi con gli scarti della produzione di cioccolato con nocciole. L’arte non si butta mai, al massimo si ricicla.

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18 thoughts on “::florence horrorama

  1. Hai perfettamente ragione, queste “opere” sono di una bruttezza più unica che rara, seconde solo al “layout” di questo post, con le immagini disposte a casaccio in un tentativo mal riuscito di formare un qualche tipo di zigzag che non ha motivo di esistere, al pari delle “opere” di cui sopra. Se volevi dimostrare di non essere da meno di quegli artisti ci sei riuscito…

  2. Io vedo le foto tutte a sinistra…comunque i putini mi accompagnano ogni mattina a lavoro, quindi per me hanno un valore simbolico. Avresti dovuto mettere foto migliori però, queste sono particolari e non rendono l’idea.

  3. Tonilia grazie per aver sollevato il problema, non sapevo come fare a ripararvici, ho ricercato, ho imparato ed ho cambiato la Materia. Ora dovrebbe andare bene, ancora grazie. Un po’ meno grazie per l’acidità imperante 😉

  4. Ottimo reportage, potrebbe essere il principio di una iniziativa a livello nazionale! Anche qua questi mostri spuntano come i funghi… quasi quasi lo faccio anche io!

  5. la cosa più brutta in assoluto però è il pegaso di sesto!____________…un sacco di volte(ci sono passata per anni per andare al lavoro) ho sperato che un tir lo buttasse giù!___________ally

  6. … I baci perugina scarto??? I BACI PERUGINA SCARTO??? CON QUELLO CHE COSTANO? (Eppure sono buonissimi… sono l’unica ragione per la quale non riesco a boicottare del tutto la Perugina/nestlè!!)

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