::agata e la tempesta

Scrivo questo commento ancora incredulo di ciò che ho visto ieri sera, evitando per fortuna imbarazzanti incontri col regista tenutisi mmm… al Flora se ricordo bene. Premetto che lo stile delicato, attento ed equilibrato del precedente apprezzatissimo “Pane e Tulipani” non c’è, non è qui presente, il regista è lui ma ha preso una botta in testa ed è radicalmente cambiato. O semplicemente stavolta non ha fatto centro. La storia in realtà non ha evoluzione alcuna, i personaggi non sono mai realmente padroni delle loro scelte, ma neanche succubi: semplicemente, il tutto si trascina, tra l’altro verso un finale dubbio e dozzinale. 120 minuti di inspiegabile apatia, che hanno la brutta caratteristica di farsi sentire già al 40esimo, poi tutto diventa una maratona contro la noia. Alcune (troppe!) caratterizzazioni intervengono nel film, fanno una cosuccia e poi scompaiono senza dir nulla o fare alcunché. Ci sono un paio di punti oscuri nella trama, di quelli che ti fanno girare verso la tua accompagnatrice con aria molto incredula. Per il resto, il regista non fa altro che far fare ai protagonisti tanti piccoli desideri da concatenare alla fine appiccicando con lo sputo qui e là le interazioni tra gli uni e gli altri, sistemino consunto per “sorprendere” piacevolmente lo spettatore (esempio: io dico all’inizio “mi piacciono i pompelmi”, ed alla fine del film mi trovano con una cassetta di pompelmi in braccio, ecco così). Ondeggia nella pellicola una patina di “feltrinellismo”, cioè quella patologia sociale (non è politica, credetemi) dello snobismo sinistrorso metaculturale, tra localini, localucci, libreriette fighe, compiacimento nel descrivere l’altro come banale e nazionalpopolare. Gli attori sin dall inizio recitano un pò “abbottonati”, impostati; la Maglietta è espressiva come sempre e fa molta tenerezza, ma passa in secondo piano rispetto al vero protagonista: il suo onnipresente decolleté, che riempie qualsiasi inquadratura, giuro non sto esagerando! Solfrizzi è una bella maschera, ma monoespressiva. Per fortuna che ci sono una grandiosa Carla Astolfi ed una brava Marina Massironi… Menzione speciale per il personaggio della sindachessa danese, caratterizzazione realmente fuori di testa, inutile, irrealistica, banale, sprecata. In conclusione, e mi fa specie dirlo, secondo me dovreste evitare questo film, e non lo farete perché, dopo il precedente, è difficile credere ad un commento così. Se ne riparla, quindi.

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One thought on “::agata e la tempesta

  1. concordo pienamente. un pessimo film. operazione esplicitamente diretta a tentare di replicare l’atmosfera magica e sinceramente ispirata di pane e tulipani con un surrogato assolutamente senza capo né coda. se hai voglia, ho scritto anche io qualche cosa su questo pessimo film, vedi il post su rumori modesti del 18 marzo scorso.

Una forchettata di commento?

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