::la rivincita di natale

Premessa: è stato per me piuttosto difficoltoso andare a vedere questo film, dato che nessuno di quelli che usano sopportarmi in sala cinematografica ricordava di aver visionato il primo; ce l’ho fatta per un pelo, e ne sono parecchio felice: ho avuto modo di apprezzare il primo capitolo. Ma ora: il film. Lo dico subito: qualitativamente non è degno del predecessore, d’altronde a lode di questo e non ad infamia del secondo: i personaggi e le situazioni sono più sguaiati, mentre nel primo film il parlare sommesso dei giocatori contrastava splendidamente con le urla infantili di Lele (Haber), ad esempio; quindi preannuncio che non ci saranno le “frasi da ricordare” dette sottovoce dai protagonisti (“il costo è…che lei non saprà mai…con quale punto non si è venuto a giocare 250 milioni…”). Il pegno più alto da pagare è proprio la mancanza dell’elemento sorpresa: c’è un sentore di lapalissiano che copre l’intero lavoro qui. Ma il segreto è che: non ne ha bisogno! Sì, l’elemento caratterizzante dell’intero film è la cappella nella quale si svolge la partita, dato che l’intera produzione non e null’altro che un santuarietto eretto a stima e ricordo del primo, adulato dalla critica ed adorato dal pubblico (in ambo i casi giustamente, secondo me!); i personaggi diventano icone, l’ambientazione sociale diviene universo a sé stante, tutto si cristallizza una volta per tutte in un immaginifico da edificio ecclesiastico: lì che San Giuseppe, là c’è la Madonna. Che belli che sono. Di per sé resta un bel film, che vale il prezzo pagato, e che scorre via sin troppo leggero e piacevole. Che peccato che il finale sia tirato via in malo modo: un piccolo effetto al rallentatore per la disperazione di Xxxxx (mi autocensuro) e poco altro, invece che far gustare allo spettatore eventuali (ed attese!) singole prove d’attore dei personaggi. Nota: nel film si sente dire “in questo Paese sono l’unico italiano che lavora per gli africani”, e, dato che ad ognuno dei protagonisti è assegnata una “magagna”, vien data tra le altre la tendenza all’omosessualità: nessuna delle due è vera, nessuno tra i più socialmente sensibili si scandalizzi quindi, è solo la risposta che si otterrebbe da tipi così. Se avete visto il primo, infine, correte a vedere anche questo; se non l’avete visto…che aspettate? Affittate la VHS del primo, guardatela, poi come sopra.

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