::(im)mensa tristezza

Ecco, come faccio a trasmettervi il dispiacere e la malinconia che ho provato tornando alla mensa universitaria centrale e trovandola in condizioni impresentabili? Troppi ricordi, troppe donne, troppi amici. Troppi anche da ricordar tutti, figurarsi da presentare in forma sintetica, abbastanza scorrevole ed intrigante quanto basta su un blog.
Nucleo del cuore pulsante dell’università, poteva vantare la struttura ariosa di un chiostro, così da poter accogliere su un letto d’erba i metanaturisti studenti sandalini-borsaindiana, e contemporaneamente riparare da qualsiasi dimostrazione metereologica avversa discussioni, scambi di appunti, intere session di baci. Marchiata di rosso come un vitello texano, portava sul corpo intonacato ed affrescato gli arcaici marchi di chi tentò più volte di addomesticarla, geroglifici sui quali per anni abbiamo fantasticato barricate ed eskimi tra convinti irriducibili e comparse voltagabbana. Amava ornarsi all’esterno di biciclette antifurtate per bruttura, all’interno di annunci variopinti ciancianti di posti letti, termosingoli e settimane corte. Vantava: sale 2 di stazza diversa (“Carnaio” e “Priveé”) egualmente servite; antisala 1 e servizi igienici da lettura murale; 1 uscita alternativa, nel caso i goldrake studenti scegliessero un’alternativa alla cascata; 1 sala studio e centro multimediale, tendente al museo del pc; drogatoni ufficiali 1, fornitore di bici misteriosamente “messe a posto” e fumo occasionale.
Ci sono entrato in molte condizioni lì, dall’incravattato e rasato con ventiquattrore, a nudo ubriaco con una bandiera a coprire le vergogne. Ci sono entrato ora, nella condizione di chi ha sete e si accorge che la bottiglia è vuota solo quando la rigira in direzione gozzo, inutilmente: pare infatti che l’Azienda del Diritto allo Studio l’abbia ceduta per intero a ditte esterne, le quali devono aver preso la decisione di buttarsi in un lifting radicale della struttura. Questo significa che si entra dall’ingresso auto, che molte sezioni sono interdette, che il chiostro è campo d’azione degli operai: entra, sali, prendi vassoio, prendi cibo, mangia, lascia vassoio, scendi, esci.
Ed eccola qui la mia mensa, puttana che a fine carriera, sfatta e cadente, cambia pappone. Nessun ciellino a spacciare appunti ed attenzioni, nessun delpierista griffato Nike e Reebok a leggere la Gazzetta, nessuna lanuginosa fuorisede del sud nell’erba: tubi, reti, un’Ape. Penso che non si risolleverà mai più, è chiaramente l’inizio di un lungo abbandono, così ci andranno sempre meno studenti, fino a divenire svantaggiosa.
Ma io ricordo un giorno di aprile, un numero di esami dati tra pochi e molti, il vento ci portava soffioni ed ormoni, mangiavo da solo e guardavo in basso nel chiostro: tutti erano così felicemente immobili, quasi dipinti, da sembrar loro il vento, e la brezza correva a lezione.
Nessuno mi ha detto quanto ero felice.

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11 thoughts on “::(im)mensa tristezza

  1. Due note su questo post.
    ::1.manco avesse le tette!Di questo post è stato detto:”Se avessi fatto ad una donna la dichiarazione che hai fatto alla mensa universitaria, sarebbe caduta ai tuoi piedi”. Devo forse andarmi a sincerare della tenuta dei pilastri?
    ::2.pranzo demoniaco.Sapete quelle cose che vi fanno ridere ogni volta che ve le dicono, quelle facezie divertenti che ricordate solo quando vi vengono rinfrescate?Sul muro della mensa, esattamente prima dell’entrata, a ragione di un discutibile andamento della gastronomia offerta, faceva bella vista di sé la scritta: MARYLIN MENSA.Oddio, ahahah! Lo vedete? Ohohohohohoh! Ne rido sempahahahahahah! XD

  2. E…che devo rispondere? Mi occupo di mense semiabbandonate? Diciamo che mi occupo di trovare lavoro, dato che a fine mese sarò allegramente disoccupato, ed il mio invidiatissimo appartamentino al centro va in qualche modo alimentato.Chi trova lavoro ad un giovane chimico fisico?

  3. Ho ottenuto ciò di cui avevo bisogno. Grazie.
    Mi chiedevo se fossi uno scienziato dall’animo umanista o un umanista dall’animo umanista (ben più banale).
    Io avrei la casa sporca da far paura, potresti analizzare il numero di batteri, virus&co. che si annidano sul pavimento? Prima della fine di giugno però, dal primo luglio passo a più lindi e accoglienti lidi in quel di Firenze! Yuppie!!!

  4. Pingback: ::enigmistica universitaria bisenso (5) | pastaaltonno

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