::protezione 20 dal buonsenso

Ve lo dico chiaramente: secondo me, abbronzarsi è cafone. Cafone, ma storicamente innovativo.
Innovativo? In che senso? Bè, per quanto si possa essere compatti e trincerati contro le moine più insinuanti del mercato, esistono delle falle nella nostra coscienza nelle quali riescono a radicare forme di futilità, specialmente collettiva, che non ci mettono poi tanto a divenire usanza, tradizione, necessità. La ricerca dell’abbronzatura è stata forse il primo esempio di tale penetrazione.
Una volta la pelle scurita dal sole era tipica del contado; dalla fine degli anni ’50, prese sempre più piede il concetto di “estate al mare”, con periodo variabile dalla sola domenica all’intero mese. Una decisa abbronzatura, quindi, divenne presto sinonimo di ricchezza, della possibilità di potersi permettere un soggiorno più duraturo, uno status symbol. Una ostentazione cafona, ma non dichiarata direttamente. Ed infatti, la sublimazione di tale nuova usanza avvenne da subito a livello estetico: abbronzarsi è bellezza. Inversione totale dei canoni. Come dire: non ce ne si vuole far vanto come se ci cucissimo il denaro liquido sulla panza per farcelo invidiare, è che siamo più belli. Questo succede quando una popolazione intera, appena uscita dalla guerra, viene ingrassata di moneta fantasma mediante un boom virtuale, i nostri anni ’60.
Generazioni dopo, la guerra lontana, lotte culturali importantissime finiranno (solo?) per abbattere gli antichi tabù morali che ancora stringevano il morso al mercato. E così, annegammo nel superfluo. Oggi, sempre più cafoni: ci si abbronza prima della vacanza, in luoghi dove nascondere la vergogna della prima transizione cromatica; si fanno carte false pur di conservare il colorito con tanta pazienza accumulato più a lungo possibile, o almeno più a lungo della collega dell’ufficio di fronte; per alcuni, l’avere la pelle scura si è completamente slegato dal concetto di estate o vacanza, alla ricerca dell’Estate con la e maiuscola, quella che non ha mai fine, quella della celluloide dei telefilm.
“Ma non ti vergogni?”. Questa domanda mi è stata rivolta più volte, anche nella forma estesa:”Ma non ti vergogni di essere così bianco?”. Capisco subito che rispondere con uno scontatissimo “No” potrebbe portare queste menti limitate alla pazzia; pertanto ripiego su una frase altrettanto ovvia ma più diluita:”Ma abbronzarsi fa male, lo si dice da decenni, e per quanto possa essere d’aiuto, una cremina non potrà mai fare da baluardo assoluto. Poi, il sole invecchia la pelle drasticamente”. Contento della mia diplomazia, sorrido all’interlocutore, assaporando uno scambio di pareri di livello un po’ superiore al discorso da treno. Invece no, l’altro mi va in tilt del tutto: la sua mente non riesce a computare la miscela dei due input comprato-crema-abbronzante e comprato-crema-antirughe: come farli coesistere in un modello unico di bellezza da perseguire?

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10 thoughts on “::protezione 20 dal buonsenso

  1. In effetti mi sono sempre chiesto che senso abbia l’abbronzatura se non quella di sbatterti in faccia che chi ce l’ha è andato al mare. Poi però penso ai due centri per l’abbronzatura vicino a casa; al fatto che sono sempre frequentatissimi; alle sedute di abbronzatura che abbiamo regalato alla collega per il compleanno.
    Sono quelli i momenti in cui mi sento orgoglioso del mio biancore.

  2. Fai attenzione alle immagini che metti: finché non sono tutte caricate, i commenti non sono apribili.
    Nell’ultimo post, alcune immagini non si caricano: ho dovuto dire al buon Mozilla di lasciare perdere le foto per poter procedere.
    Grazie 🙂

  3. beh ma non sempre fa male alla pelle, io ad esempio avevo una irritazione alla schiena.
    la soluzione proposta dalla dermatologa era una pillola molto potente (che avrebbe potuto infastidire il fegato).
    prendendo un po di sole invece l’irritazione é passata ….

  4. Un po’ di sole: si dice che fa bene. Quella è la dose normale da sempre, ma, appunto, ora noi la definiamo Un po’ di sole per differenziarla da una ovvia abbronzatura.
    É questo il busillis.

  5. L’analisi storica e sociale è corretta e ben acclimatata. E in più condivido.Ho scoperto solo qualche giorno fa dei prezzi stracciati delle sedute di lampada.Per ciò che mi riguarda, la lampada-fashion mi infastidisce alquanto, ma il significato dell’abbronzatura per me è relativo più che altro al livello di attenzione che dedico al relax e a me stesso. Basso, visto che, lontano dal mio bel mare sardo, mi rifiuto di andare sulle coste toscane e rimango bianchicciomalaticcio. E poi anche volendo…

  6. Questo pezzo avrei voluto scriverlo io! A me qualcuno ha detto che faccio schifo, da bianco quale sono (altri però mi dicono che ho una bella carnagione…..); comunque anch’ io sto bene come sono.

Una forchettata di commento?

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