::lavorare con lentezza

“Lavorare con lentezza” è fatto proprio come si crede sia fatto senza averlo visto.
Controindicazione prima per la visione di questo film è: può nuocere gravemente alla coscienza storica se al di sotto dei 40 anni. Se vi sedete in sala da ventenni o, peggio, da trentenni, dentro di voi sta sicuramente germogliando una insana voglia di chiarificazione dei fatti come si svolsero davvero. Male, molto male, ma a certe cose non v’è rimedio alcuno: il film si sviluppa in un’azione corale di troppe storie, tanti piccoli particolari studiati e selezionati a tavolino, senza però portarne a compimento nemmeno uno, uno che sia uno, se non l’ovvia conclusione come la conosciamo. Intanto in sala è tutto un oooh da particolare mitico: “Oooh quel disco dei Ramooones!”, “Oooh ha il figlio mongoloooide!”, “Oooh Demetrio Straaatos!”.
La proiezione si fraziona in due momenti distinti. Nella prima metà assistiamo al trionfo di quella che chiameremo la fica paleofeltrinellica, vero fulcro motore del turbinio gratuito di marijuana, pezza indianoide, smorzacandele nelle R4, libbera eshbrezzione ardishtica e disagio giovanile. Nella seconda metà se meneno, quasi indistintamente, muore chi deve morire (con un mesto ralenty, prontamente ribattezzato “MoRenti di gloria”), va in galera chi deve andare in galera, finisce quel che deve finire, più altri ammennicoli che non c’entrano sinceramente una mazza. Mastrandrea è sprecato in una parte granitica e sterile, e fa ciò che può; la Pandolfi è seccamente scarsina, e speriamo che sia l’ultima parte gggiovane che le affibbiano; i protagonisti più giovani sono giovani, nel buono e nel cattivo; risalta per la simpatia che l’ha sempre contraddistinto, Max Mazzotta.
Tutto ciò non significa che il film non possa risultare, nel suo piccolo, godibile, se non altro perché è molto scontato, ed offre quasi per evocazione diretta le cose che ti aspetti di vedere; alla faccia della scelta originale di “La meglio gioventù“, dove il ’68 è liquidato nel tempo record di trenta secondi. Pensi:”Canna!”, e la canna arriva; pensi “Tromba!”, ed appare una scena di sesso spensierato; pensi:”Molotov!”, ed il fuoco già brucia. Purtroppo, in conclusione non solo si vuol dare una morale, ma questa potrebbe risultare un po’ distorta ai più, ed io sono in quei più lì.
Un piacevole e scontato film sul ’77, sapendo (sperando?) che il ’77 sia stato ben altro.

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10 thoughts on “::lavorare con lentezza

  1. Non vado a vedere il film perchè ho pensato tutto quello che hai detto.E vorrei che finisse questo filone di film e fiction sul 68-77,che non servono ad altro che ad aumentare i negozietti di vestiti di seconda mano.
    Grazie per bella recensione
    (ma è il mio portatile o hai usato una dimensione di font xxxxsmall?)

    ciao

  2. ::militante:
    sì, è proprioun momento che…meglio uscire, và.
    ::tolli|valentina:
    sì scusate, mea culpa; i miei caratteri sono così piccoli (res.1024*768) perché voglio che il lettore veda subito quanto può essere grande il post, e regolarsi sulla sua pazienza in relazione all’interesse; e poi queste velleità da sito nordico le ho sempre invidiate!
    ::emanuelazini:
    al piacere di poterti interessare, anche l’onore di essere linkato, ma stragrazie! Un giorno farò una sanatoria e linkerò tutti gli amici, me lo segno su un post-it *scrib*

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