::come si fa un blog

L’ho comprato, l’ho letto, l’ho riletto. E questo è ciò che ne penso.
“É più facile farlo che raccontarlo”. La frase con la quale esordisce Sergio Maistrello sa di sonora presa per i fondelli, se hai già un blog, l’acronimo RSS non serba più segreti ed hai pagato 9,90€ per 173 pagine al lordo. L’ho comprato per due motivi: primo, avere un qualcosa di più di un algido manabile che comprendesse tutti ma tutti tutti gli utensili per la manutenzione del proprio blog; secondo, leggere un libro che, pur prefiggendosi mete principalmente tecniche, lasciasse debordare qui e là godibili note sulle radici del fenomeno, sulla situazione italiana, sulle blogmode passate e presenti, sul futuro del mezzo.

Il testo spicca innanzitutto per equilibrio ed organicità: i singoli argomenti sono dosati con la precisione di chi ha già da tempo ben chiaro in mente il peso dei coefficienti di una riuscita combinazione lineare tra logicità discorsiva e completezza d’informazione. Penso che in commercio al momento non ve ne siano di pari, e già questo è un bel merito. Da una parte, non ho riscontrato l’assenza di uno solo dei principali argomenti legati all’universo blog; dall’altra, si ha la certezza di non impantanarsi mai nei temi più ostici, perché indirizzati ad approfondire altrove, su fonti specifiche, senza per questo decadere in una descrizione in situ solo parziale.
Particolarmente felici alcuni capitoli. Ad esempio, il terzo, dove si recensiscono le piattaforme più comuni in (dall’) Italia, piacevole alla lettura e di immediata utilità; ed il settimo, una visione completa dei sistemi di aggregazione, con alcune brevi e lucide definizioni sui formati, che si permette anche il vezzo di corredarsi di note storiche dove si può e dove servono. Il paragrafo intitolato “Una nuova opinione pubblica”, collocato tra le battute conclusive, è una perla di due pagine e mezza, da leggere e rileggere.

Ma il libro nasconde un segreto: un’anima da padre quarantaquattrenne. Poco c’entra l’età anagrafica dell’autore.
Le prime avvisaglie si percepiscono quando apprendiamo che “L’efficace testata di Leibniz* [leibniz.blogs.it], blog di Piero Macchioni, unisce un titolo d’impatto, un’immagine a tema e una tagline coerente.” (pag.19). Una tagline coerente? Coerente con cosa? Coerente per forza? E se partissi con un blog senza idee per trovarle via via? “Scegliere un nome tratto dalle fiabe mitologiche piuttosto che un inciso dall’ultimo cd di Marilyn Manson è funzionale al genere di messaggi sottointesi che vuoi comunicare ai tuoi potenziali lettori.” (pag.59). Ed altri paternalismi un po’ troppo ingessati sono scritti qui e là, sebbene l’autore a parole faccia intendere la libertà d’uso ed espressione come una delle caratteristiche più apprezzabili dei weblog. Mah, insomma, via, dipende, il mezzo di cui si parla molte volte sguscia via come un’anguilla quando si crede di averlo saldamente afferrato: quale elitaria qualità si vuole assegnare d’ufficio come obiettivo primario a qualcosa che invece vive anche di qualunquismo quantitativo, di pura espressione artistica e d’altro ancora? Chi si azzarderebbe a valutare quante Jessika’sBlog vale un unico Wittgenstein?
Il quarto capitolo è micidiale, e con esso si passa dal libro quarantaquattrenne al bignamiblog per il quarantaquattrenne. Trenta pagine trenta che ripercorrono, anche graficamente, il primo approccio alla creazione di un blog su Splinder, e che ci chiariscono finalmente la misteriosa funzione del pulsante Crea il tuo Blog, ad esempio (eh, io pensavo che ci si facesse il caffè!). Capisco la necessità della completezza, però io, ‘gnorante come sono, non ho avuto problemi né dubbi all’atto della creazione di questo blog; le ragazzine quindicenni nemmeno, dato che i loro blog hanno template mirabolanti e pieni di orpellini colorati. Resta il quarantaquattrenne professionista che si avvicina solo ora all’intima natura della comunicazione veloce, preferendo come guida un’interfaccia a lui conosciuta e familiare: il libro.

Infine, il piccolo miracolo.
Sei lì che borbotti come un figliolo rimproverato, e senza rendertene conto metti mano al titolo del blog e lo abbellisci. Poi decidi per una tagline più…mmm..sì effettivamente più coerente. Dopodiché pensi che quel tuo titolo grafico debba essere un minimo protetto da usi impropri di terzi, e allora:”Massì lo sapevo da me cos’era la Creative Commons, però mi sa che ora la metto”. Ed ancora, quell’aggregatore lì, quel sito là, quel codicino lì. Vedete il titolo grafico qui su-u? Esatto, è il primo effetto della mia lettura del libro.
“Come si fa un blog” è un libro papà, ed io ho reagito esattamente come un figliolo reagisce ai consigli paterni: negativamente, con una punta di presunzione. Però poi li ho seguiti, ed ho ammesso che, pur conoscendo tutti gli argomenti citati, certe rifiniture ed alcuni approfondimenti li ho cotti e mangiati subito da lì. In quest’ottica, anche il malfamato capitolo quarto diventa parte integrante di un testo che democraticamente permetta a chiunque non abbia mai aperto un blog di partire in quarta e farsene uno già strutturato, da subito, senza tempi di latenza. Un blog cotto e mangiato.

Personalmente, considero l’acquisto del libro di Maistrello un signor acquisto, sia per chi vuole avviare il suo blog che per chi, abitando l’universo weblog da tempo, ritiene di non averne bisogno. Sono contento di usare per esso i miei Franceschielli da voto per la prima volta. Sergio Maistrello ha praticamente compilato l’equivalente douglasiano della “Enciclopedia Galattica”. Aspetto quindi che qualcuno tiri fuori l’equivalente della “Guida Galattica per Autostoppisti” dei blog.
Nota tecnica: mai usare il blur per preservare la privacy di qualcuno, se poi l’immagine viene ridotta (pag.65 fig.2): statisticamente, la riduzione farà convergere i pixel proprio dov’erano in origine, svelando l’indirizzo che si intendeva criptare.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in libri. Contrassegna il permalink.

18 thoughts on “::come si fa un blog

  1. NuageDeNuit: passa da qui e vienitelo a prendere, che nell’occasione si va a pappare la granita/gelato dei siciliani nei pressi di Piazza San Marco.
    alterX: è ora che tu lo sappia, quindi SALLO! 😀

  2. La granita la prendo anche io se mi fate sapere a che ora vi vedete…
    Il libro mi interessa, anche perché è un genere di testo che mi affascina molto, cercare di spiegare l’inspiegabile ai non addetti…

  3. Ma ti supplico in ginocchio sui ceci con occhio lacrimante. Un manuale per il blog? Ma porco mondo, il blog che pure io fieramente tengo da oltre un anno è qualcosa di assolutamente inutile, personale, sterile, per quanto divertente e degno di approfondimento. C’è chi si esprime così e chi lo fa cosà. Non c’è niente da vendere. Il blog sono parole che un deficiente qualsiasi mette in rete perché gli altri le leggano. Darmi delle dritte su come farlo al meglio è come indicarmi il sistema ottimale per addomesticare un emù. Per carità, non sono così presuntuoso da sapere come si ammaestra un emù: mi domando solo che cazzo di senso abbia farlo.

  4. ho letto tutto con attenzione ma essendo almeno la quarta volta oggi che sento parlare della granita dei siciliani nei pressi di Piazza San Marco, mi sono incuriosita e vorrei saperne di più, di questo menzionatissimo luogo.

  5. Nel cuore di Firenze, patria del gelato cremoso, che gelato non è, s’erge, in via Ricasoli, il tempio del Vero Gelato, in quanto colloide ghiaccio-in-latte.
    Un siculo eroe portò questa ed altre meraviglie: il gelato al fico d’india, la magica accoppiata gelato+granita, e il cannolo siciliano DOCG con tanto di ricotta caprina fatto freshco freshco al momento.

Una forchettata di commento?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...