::reazione fuffosa antielitaria

L’ora è tarda, ma non riesco ad andare a dormire. Sono come stordito dalla trasmissione della RAI alla quale ho appena assistito. Titolo: “Rai Educational Magazzini Einstein – lo spettacolo della cultura: pianeta blog”.

C’era una tipa, probabilmente luminare riconosciuta della fellatio lì in Viale Mazzini, malata di una inspiegabile mania di protagonismo drammatico, che ha indegnamente intervistato giornalisti-blogger affermati e blogstar facendosi inquadrare per molto più tempo dei reali protagonisti, preferibilmente in pose alla Gillian Anderson di X-Files. I primi parlavano, con la pacatezza di chi non deve più presentarsi ma essere presentato, dalla tranquillità consolidata della poltrona raggiunta con la carriera; i secondi si agitavano sudaticci ed impreparati dalle poltrone del radunino fenomenologico, chi rabbioso e contestatore, chi invece con l’impaccio studiato da neoscapigliato digitale, tristissimo.

Ai giornalisti professionisti l’onere di spiegare il fenomeno; ai ragazzini che giocano a fare i provetti giornalistini e scrittorini, invece, il compito di imbarazzarsi a mezzo sorriso, di dire la frase storica precotta nella speranza che diventi quella più simbolica in futuro, di ridacchiare al cellulare storditi dalle telecamere.

Volevo (utopisticamente?) sentirmi rappresentato ed orgoglioso, ma non è successo. Sarà sicuramente colpa mia per un bel po’, colpa della RAI per un bell’assai, delle blogstar per una puntina piiiiccola piiiiccola. Deluso, reagisco con:

-un post che parla di blog, contravvenendo alla regola prima;

-un giocattolo da blog degno della peggior Gessica da blog, con icona tragicamente fatta da me, che trovate sotto il counter.

Basta così, non ne voglio parlare più. Per ora: fuffa.

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10 thoughts on “::reazione fuffosa antielitaria

  1. Io passo sempre e leggo sempre.

    “ai ragazzini che giocano a fare i provetti giornalistini e scrittorini, invece, il compito di imbarazzarsi a mezzo sorriso, di dire la frase storica precotta nella speranza che diventi quella più simbolica in futuro, di ridacchiare al cellulare storditi dalle telecamere”.
    Piuttosto che farmi rappresentare da uno così mi taglio le palle o chiudo il blog. (Forse questa seconda ipotesi è più sensata…)
    Comunque i blograduni sono la cosa più idiota prodotta dalla blogsfera. Meglio allora una “magnata” in compagnia dei tuoi quattro o cinque blogger di riferimento…

    Il militante

  2. militante:
    oddio, se uno non va al raduno a scambiarsi pareri sull’origine del mondo, perché no. Oh, però neanche fare l’errore opposto, tipo arrivare lì come novello Bukowski coi puttanoni ed il jackdaniels, così per darsi l’aria da barfly intellettuale.
    In particolare, alla RAI più che un raduno sembrava un dibattito un po’ più serio in un contesto un po’ più coreografico…

  3. MissPansy:
    Grazie per l’highlight, è che quel post è troppo ingessato per poter parlare in questi termini, è come parlare di mangiar vegetariano ai macellai.
    erbasalvia:
    Sei ottimista, parli al futuro 😀
    No, seriamente: io ho paura di sentire le solite cose post68 e post77, con la giusta perdita di certi tabù che si trasforma in depauperamento etico (del tipo “Ora abbbbbiamo la libbbertà di poter scavalcare l’editooooooore!”).

  4. tt:
    infatti, tant’è vero che ti viene da pensare:”Ma allora è vero che è solo una moda: una volta passata, o rimbalzi via o hai la possibilità di essere inserito in listoni di pubblicazione cartacea.”.

  5. io spero – ma sono sognatrice – cha avendo sotto le dita un mezzo espressivo nuovo non si farà di tutto per ridurlo a usi scontati, conformisti e prevedibili.
    il blog è uno strumento, sta a chi lo usa inventarsi di volta in volta le modalità per utilizzarlo al meglio.
    poi quando si vedono risultati così appiattiti e omogenei (e tutte quelle indicazioni su cosa siano i blog fanno la loro parte) ci si chiede perché le persone rinuncino a “darsi voce”.

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