::discount erasmus

Autunno, tempo di castagne, casse integrazione, ed Erasmus.
Anche quest’anno, il progetto Erasmus dislocherà qui e là un certo numero di studenti universitari, per quella che vuole essere una esperienza di studio, ma non solo, in un contesto culturale diverso da quello italiano. Un’esperienza professionale e di vita che possa favorire la maturazione del laureando.

Tutte cavolate, come ben si sa.
Da quando il progetto Erasmus è atterrato sul pianeta Università, gli studenti ne hanno subito capito il succo: dato che l’appoggio pecuniario statale è davvero esiguo, chi si è potuto permettere economicamente una tale mazzata, ha letteralmente comprato i più difficili tra gli esami del suo corso.
Il mercatino Erasmus propone bancarelle per ogni tipo di scappatoia. Perché studiare Chimica Fisica II per quasi un anno, quando puoi darlo a botta di quizzetti a risposta multipla in una qualsiasi università britannica? Perché tentare di recuperare i brandelli dei ricordi di matematica del liceo se devi affrontare Statistica a Scienze Politiche, quando in Portogallo tutto si risolve con un semplice colloquio? Perché lottare all’esame col proprio italiano, quando la non perfetta conoscenza della lingua diventa un lasciapassare morbido, da esibire in altre capitali europee?
Sin dal primo anno di esistenza del progetto, si sono andati consolidando dei pacchetti blindati di esami, delle offerte 3×2 con tempistiche sperimentate. Ad esempio, da noi era diventato uno standard andare in Inghilterra per togliersi Chimica Fisica II, Chimica Inorganica I ed un terzo a scelta in soli sei mesi, una pratica molto seguita da chi prendeva l’indirizzo di chimica organica come specializzazione, dribblando quindi queste due montagne di libri ed attività neuronale varia.

Va bene, nulla di nuovo sotto le mura dell’Ateneo, sappiamo chi, in facoltà, ha la vita più facile degli altri.
Ma ciò che davvero non sono mai riuscito a digerire senza sputacchiare in giro un po’ di bile ironica, è la frase baluardo che gli studenti Erasmus in partenza ti propinano ogni volta:”L’Erasmus è una bella esperienza culturale.” (come da statistica). Nessuno mi ha mai dato una gomitatina furbetta, strizzandomi l’occhio, con l’onestà di chi ti fa capire che “ccà nisciun’è fess'”, che “chi pecora si fa il lupo se la magna”, ed altri segni di sano (?) invecchiamento delle pulsioni liceali, di passaggio dalla fresca giovinezza alla marcescenza adulta. E l’ultimo capitello ancora in piedi in questa catarsi generazionale, è proprio quell’imbarazzo nell’ammettere i motivi autentici che portano a farti finanziare da papà questa onerosa trasferta.

Con la nuova università della Moratti, tutto è più all’acqua di rose, molti esami che prima erano spauracchio degli studenti ora non hanno il tempo di essere studiati a fondo, e finiscono nel macero degli esamini ad alta frequenza. In questo contesto, l’Erasmus perde un po’ il suo ruolo di spaccio d’esami, puntando a diventare invece una filiale giovanile del ClubMed per i rampolli di famiglia che studiano a casa propria: questi, invidiando la libertà dei colleghi fuorisede, scappano dal controllo parentale per qualche mese, a ricreare in terra straniera tristi versioni tarocche delle situazioni che hanno sognato guardando cose come “L’appartamento spagnolo“.

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23 thoughts on “::discount erasmus

  1. Come non darti ragione? Nessuno lo confessa ma il quadro della situazione è proprio questo. Una mia amica si è tolta 3 esami e gli hanno fatto pure i complimenti per il suo inglese scritto (dicevano: “migliore degli inglesi stessi” e non era certo un fenomeno prima di partire). Io non ce l’ho fatta, i posti sono pochi, soprattutto… pochissimi per chi frequenta Lingue (cazzo almeno a noi l’esperienza potrebbe davvero servire ad imparare la lingua!).

  2. Purtroppo non ho potuto fare l’Erasmus proprio per una questione economica. Ma me ne sono pentita e, tornassi indietro, lo farei anch’io. solo per farmi qualche mese di cazzeggio all’estero. Che bello…

  3. zonekiller:hai cliccato sul link delle statistiche? Anch’io sono rimasto impressionato dalla bassa percentuale di chi va in Erasmus per imparare la lingua. Cosa che davvero ha la sua utilità.
    gattasorniona:mah, bello sarebbe bello, ma io all’università, da fuorisede, mi campavo un po’ lavorando ed un po’ coi soldi dei miei. Come avrei potuto pensare al pur nobilissimo cazzeggio?
    La foto del post è l’interno del Polo Scientifico di Sesto.
    Gatta, che ne pensi di una cioccolata da Hemingway da organizzare con un po’ di blogger gigliati?

  4. Mio Dio ho sempre invidiato quelli che hanno fatto l’erasmus… si,si, hai ragione praticamente si comprano gli esami, ci si trova in situazioni relazionali assurde, ci si deve far mantenere dai genitori…
    ma c’è una cosa che ho sempre pensato quando passeggiavo per le strade di Londra, di Lisbona, di Barcellona, di Rotterdam… immaginavo quelle splendide città d’inverno, con me che camminavo in qualche stradina, avvolta nel mio cappotto, con la sensazione di una nuova vita, con la sensazione di non far parte di niente, con la sensazione di essere viva!

  5. …ecco io non sapevo queste cose…un mese si è presentata qui da me una studentessa di Scienze che ha chiesto di fare la tesi qui nel mio istituto. Ha l’opportunità di andare in Spagna con l’Erasmus ma è per uno stage in preparazione della tesi…niente esami..

  6. Si Kekule ho cliccato il link ed ho constatato che solo il 5% va per imparare la lingua e la cosa in fondo non mi stupisce. Mi unisco anche io al coro e dico che, è vero che non ce l’ho fatta a partire in Erasmus, ma avrei avuto comunque difficoltà economiche. Sigh! Siamo nella stesa barca.

  7. Per quel che mi riguarda l’erasmus non mi ha mai attirato, soprattutto perché a quelli di Scienze della formazione li mandano sempre in Spagna quando io sarei voluta andare in Svezia (come sistema educativo non ci sono paragoni…).
    Comunque non credo me lo sarei potuto permettere, visto che si tratta di anticipare tutto.
    Oltre a ciò io sono favorevolissima alla cioccolata (anche il the che fanno non è male), venerdì ci sarebbe anche M.M.
    Sentiamoci

  8. Al di là dell’affare degli esami è verissima la questione “me ne vado di casa per una bella vacanza di qualche mese”.
    Una mia collega di università è riuscita a farsi mandare ad Heidelberg per specializzarsi in lingua araba senza sapere né il tedesco né l’arabo.
    Mi sembra la scusa più bella e articolata per andarsene di casa che io abbia mai sentito.

    Lo farei anch’io. Ma non posso, perché non ho lo spatasso di soldi necessario.

    Emanuelito

  9. La personale esperienza che ho con l’Erasmus è Katja, una greca che riuscì a dare un esame bastardo parlando a stento l’italiano. Il professore, sant’uomo, fece di tutto per mettere a suo agio l’ellenica fanciulla addobbata in un moderno peplo scollato/scosciato e le chiese da dove provenisse. I genitori della sventurata possedevano una pensioncina in quel di Mykonos e, assicurò lei, sarebbero stati felici di ospitarlo per quell’agosto. Il professore, grand’uomo, non se la sentì di declinare l’invito e ricambiò, scusandosi, con un misero 26.
    L’Erasmus per gli studenti. Tsé.

  10. emanuele+elfokattivo: meravigliosi esempi in ambo le direzioni! Ora una domanda: perché i risultati dell’Erasmus si possono evincere solo dalle memorie di chi è tornato? Perché si danno soldi e non si verificano i risultati alla foce?

  11. daccordo con tutto. e abbasso le nuove lauree: ti vedi gente iscritta 3 anni fa che ti invita alla sua laurea facendoti sentire quello che non fa un cavolo! ormai le lauree sono in svendita. accattatavill pur vuje!

  12. camilla_lo:in pratica, non hanno semplificato la laurea, ne hanno deviato il significato allo scopo di impoverirne il senso. Così non si potrà più dire “un posto da laureato” perché saremo laureati tutti.
    Lavoreremo quindi per uno stipendio base totale globale.
    emanuelito:…e rare volte gli erasmusini ti parlano del sistema universitario straniero, mentre sempre più spesso li vedi fantasticare sui tramonti di Stoccolma, bohémien da playstation.

  13. rispondo a tutti voi che praticamente da quello che capisco non ne sapete un cazzo di Erasmus, nè ci avete capito mai niente…
    Io ci sono stato e continuo a viaggiare con l’università, la spesa?
    minima:circa 500€ al mese di cui 300€ erano rimborsati dall’università.
    se poi mi dite che 200€ al mese non si possono spendere per andare a studiare all’estero proprio non capite un cazzo… e se prendevi la borsa di studio i soldi arrivavano a 500€.i viaggi? provate a spostarvi roma-milano e poi confrontate con me che pagavo 9€ i biglietti aerei Roma-bruxelles.
    questa prima cosa solo per rispondere a quelli (ignoranti che non sanno quanto si spende per andare a fare la spesa…)
    cazzeggio all’estero?
    certo che è cazzeggio….ci si diverte da morire giorno dopo giorno perchè è sempre una esperienza nuova e di continuo, questo non lo posso negare!ci si diverte sicuramente molto di + di quelli che studiano fuori (ma in città italiane..)

  14. ora per quanto riguarda la situazione esami….
    se fino a qualche anno fà si andava fuori per recuperare esami tosti che in italia nessuno riusciva a fare, sappiate che io per fare 4 esami di ingegneria al 4° anno, ho dovuto farne 15 dove stavo(circa 4 per ogni esame). per carità presi singolarmente non c’è confronto con un esame italiano.
    ma provate a farne 4 in lingua straniera in 1 settimana….con il rischio che se ne salti uno ti perdi l’esame. all’estero non esistono le sessioni(almeno dove sono stato io) sarei dovuto ritornare direttamente a settembre dell’anno dopo a riprovare a farlo.
    chiedete quest’anno quelli che sono partiti l’anno dopo il mio quanti esami (partendo con l’ottica vostra “Erasmus=facile = esami li passo tranquillamente”) sono riusciti a fare?
    1, massimo 2, ovvero un cazzo.
    e poi dite che l’erasmus è facile!
    certo puoi andarci a fare FISICA 2 ma ti fai solo quella state tranquilli….

  15. e poi chi ha detto che i risultati non li verificano alla foce?ma in che cazzo di università state? ma siete mai andati all’ufficio relazioni internazionali?se la moratti, gran Tr..a toglie l’erasmus fà la cazzata + grande della sua vita…perchè come ha fatto fino ad adesso non ci capisce un cazzo

  16. io ho fatto l’erasmus a Zaragoza (Economia) e lì gli esami erano più difficili che qua a Modena: la mia media qua è più alta di quasi 4 punti della mia media là.In altre facoltà mi dicevano che gli esami erano più facile, ma ad esempio a veterinaria erano più difficili.Dipende da facoltà a facoltà, non è vera la legge che “in erasmus è più facile”.Un mio amico ora ingeniere diede zero esami,i miei amici romani a economia non riuscivano a passare(tutti con medie alte a Roma).Quindi c’è da rimboccarsi le maniche. E poi non è vero che si deve essere figli di papà, basta non andare in Inghilterra o in Svezia dove la vita è carissima, ma se vai in Spagna(specie nel sud), Portogallo, o nella bellissima Polonia, paghi meno che un fuorisede in Italia, in Francia o in Germania come in Italia, considerando il contributo della borsa erasmus. Poi è ovvio che si riempie il tempo con feste e divertimenti,ma è una cosa giusta,e in più c’è il bonus di imparare una lingua straniera e immergersi in una cultura spesso molto diversa.

  17. Da quello che leggo; a scrivere contro l’ERASMUS sono tutti quelli che sarebbero voluti partire e non l’hanno fatto o per motivi economici o per motivi accademici!!!Per tutti i vostri commenti ho solo una parola:”INVIDIA”. A scrivere é uno studente di ingegneria dell’università Federico II” di Napoli, che come tanti altri studenti è abituato ad esami spauracchio, che a volte riesci a agguantare con un misero 22 e ti senti l’uomo + felice della terra perchè casomai il tuo compagno lo ha rifatto 7 volte( vedi teoria dei segnali, metodi matematici, ecc e non cito le cretinate come analisi e fisica che altri qui hanno citato), abituato a quella caterva di esami che è il nuovo ordinamento, e che per partire erasmus, oltre a dover riempire una marea di carte ed andare a perdere molto del tempo che avrebbe dovuto impiegare nello studio,in piena sessione esami, all’università per chiedere chiarimenti ai vari professori o addetti ai lavori di turno, che puntualmente ignoravano sempre la risposta alle sue domande, ha dovuto redigere un curriculum vitae includendo i programmi di tutti i gli esami sostenuti, ma tradotto in inglese( e vi assicuro che i vari altavista e reverso non traducono tesi di 2000 parole), ha dovuto inviare a e-mail a mezza “Facultes universitaires Notre Dame de la paix” di Namur (Belgio). Per non parlare dei soldi spesi per chiamare da napoli in belgio alle 11:30 del mattino,non una ma diverse volte, perchè non puoi cercare un professore universitario in ufficio alle 9 di sera, che costa meno!E tutto questo per poter fare un tirocionio che a napoli mi sarebbe stato assegnato di ufficio, senza dovermi preoccupare + di tanto, mentre mi è sembrato di dover cercare lavoro all’estero! E già perche se pensate che partire erasmus sia facile è solo perchè non siete risultati in graduatoria, e quindi non vi è interessato sapere cosa succede dopo la prima selezione!e questo è solo l’aspetto burocratico, che forse voi non avete considerato, e che vi posso ssicurare, mi dato una grande lezione su come le cose vanno in questo mondo, e quindi mi pare già che un apporto formativo questo erasmus lo abbia dato alla mia persona!
    Passiamo all’aspetto economico, che molti hanno detto comportare una limitazione per molti degli studenti universitari. Da quello che ho capito, voi dite che a partire sono soprattutto gli studenti che stanchi della loro monotonia, data dalla convivenza con i genitori-dittatori, che pero’ sono tanto sfondati di soldi da poter aiutare i i figli in questa esperienza, vogliono andare in vacanza per 3-6 mesi in un paese straniero! Beh chi scrive è uno studente fuori sede che da 4 anni vive lontano dalla famiglia, mentre é nato e cresciuto a Potenza(capoluogo della Basilicata), e per studiare si é spostato a Napoli, tra l’altro la maggior parte degli erasmus che conosco a Napoli sono fuori sede! Ahh, dimenticavo il fattore economico! A me costa di meno vivere qui che a Napoli! L’affitto qui mi costa 184€ mensili, quando a Napoli pago 200€ e vi posso assicurare che a Napoli pago molto poco rispetto altri prezzi! E poi è vero che la borsa è di soli 120€ mensili ma, ma prima di tutto è possibile integrarla in molti casi (non nel mio!ma forse se mi fossi informato di +…) con degli aiuti del paese ospitante(in Francia un mio amico erasmus paga 80€ di affitto perchè lo stato francese paga la metà dell’affitto agli studenti), dell’ente per il diritto allo studio, del comune ecc., ed in secondo luogo se davvero ci tenevate a farlo potevate fare come il sottoscritto, che ha lavorato, ed i soldi non se li frusciati nel vostro tanto decantato cazzeggio, ma sapendo della possibilità di partire ha risparmiato, e che avendo vinto una borsa di studio per meriti scolastici, non ha speso i 3000 € per un viaggio a Cuba, ma ha semplicemente aperto 1 conto in banca e li’ li ha lasciati fino alla partenza per il Belgio! vi assicuro che ai miei genitori, che gia mi mantevano a Napoli, é di gran lunga covenuto che io venissi qui!
    e questo é per quanto riguarda la parte burocratica ed economico-logistica!
    Ma poi chi cazzo ha detto che seguire 4 ore di lezione in francese su Java e Middleware, in un pomeriggio, sia cosa facile?non so se voi siate poliglotti specialisti, ma arrivare in un paese straniero e doversi fare una vita seppure di 6 mesi, non è cosa facile neanche per me che parlo inglese, spagnolo e sputacchiavo un po di francese!
    e poi si è vero, noi ci divertiamo ogni sera! facciamo festini a catena! ci ubriachiamo un giorno si e l’atro pure, abbiamo relazioni interpersonali al limite del possibile perchè sono io a non voler perdere neppure un attimo di questi pochi mesi che non mi ritorneranno, ma il giorno dopo, volente o nolente alle 9 devo essere in ufficio, fino alle 17, dal lunedi’ al venerdi’, e dopo le 17 qualche volta devo pure studiare francese(se voglio essere capace di comprare il pane o di parlare con il mio tutor, o semplicemente non voglio vivere come robinson crusoue,o non so come si scriva!) ,ed anche studiare l’unico corso che sono riuscito a farmi convalidare che poi andro ; perché se pensate che tutti i professori siano cosi’ stupidi da covalidare esami che in Italia sono 600pg e 6 cfu e all’estero sono di 150pg e 2cfu, allora vi sbagliate di grosso, o forse avete dei proff cosi ‘ stupidi che forse anche voi seguirete la loro strada!per il resto io posso dirvi che questa(io sono in belgio da

  18. continuazione del msg di prima—————
    io sono in belgio da 2 mesi) posso dirvi che questa sino ad ora è stata ed è la + formativa esperienza della mia vita: responsabilità da far coesistere con il divertimento che vuoi far essere il migliore per quantità e qualità,con studio a volte semplice a volte di granlunga difficoltoso ma mai banale, con problemi personali di varia natura da fronteggiare e dover superare(nostalgia di casa e della famiglia, perchè seppur tutti vogliano andarsene di casa, quando non arriva il caffé di mamma, o quando il letto è ancora li’, sfatto, alle 18 quando torni a casa, proprio come lo avevi lasciato tu alle 9 prima di uscire, perchè quando hai finito i soldi, o quando il conto che ti sei aperto in belgio non funziona e tu sei l’unico intestatario e devi aspettare una settimana, per poter ritirare anche un solo €, mamma e papà ti mancano!!!!), con una lingua ed una cultura diversa dalla tua, e come nel mio caso da far coesistere con un lavoro giornaliero che ti prende 7-8 ore.
    ed a parlare è un ragazzo di 23 anni che di esperienze ne ha fatte, che ha dell’ Europa ha visto praticamente tutti paesi che ha conosciuto già culture diverse, anche da vicino, e che vive da solo già da 4 anni!E se continuate a pensare che una persona si misuri solo in base alla media universiataria, al fatto che sia vecchio o nuovo ordinamento, in quanti anni si sia laureata, e quante pag ha dovuto studiare per prendersi l’esame spauracchio, allora vuol dire che probabilimente siete forse troppo bigotti per capire il vero significato della vita e dell’ esperienza ERASMUS!
    O forse, tornando all’apertura del commento siete solo degli invidiosi sfigati, che sono stati scartati alla prima selezione per il bando di concorso ERASMUS!!!!!!!!!

  19. Io ho fatto l’erasmus alla Brunel (West London), Laura in Industrial Design e vi posso assicurare che in 6 mesi ho studiato più che in Italia.
    E i 4 esami che ho dato sono stati sudati, perchè in inghilterra non gliene frega niente se sei italiano e non capisci l’inglese bene!
    E i miei non sono ricchi, hanno fatto dei sacrifici per mandarmi a studiare all’estero, e il cibo me lo facevo spedire dall’italia perchè là costava troppo (vedi pasta e caffè).
    Hai capito scatoletta di tonno?
    Tendi forse a generalizzare un pò troppo!

  20. Io condivido tutte le opinioni pro-Erasmus e questo semplicemente perchè anche io ho vissuto questa magnifica esperienza!Alla fine chi rema contro sono solo coloro che non lo hanno vissuto personalmente!
    Io sono stata in Germania, preciamente Dresda, e la vita non era cara anzi vi posso assicurare molto più economica di NApoli e non solo per quanto riguarda gli affitti (ci sono gli studentati) ma anche per la spesa (grande Aldi discount) e i divertimenti( nn si paga coperto, spesso neanche gli ingressi e qualora lo paghi esibendo il tesserino da studenti risparmi).
    SOno figlia di un operaio, nn sono ricca e come tanti altri genitori i miei hanno fatto dei sacrifici per mantenermi.Il contributo è misero non lo metto in dubbio, ma basta sapersi regolare.
    Ci si diverte è vero tantissimo ma cavolo ragazzi chi nn lo farebbe?Avete l’opportunità di vivere soli, di conoscere il mondo nel vero senso della parola e vi perdete questa occasione?E poi è importantissimo uscire anche per la lingua, se ci si chiude in casa a studiare a cosa serve andare all’estero?Socializzare singifica parlare, scambiare opinioni..ed io lo facevo in tedesco!!!
    PEr la questione esami…io ho studiato e sono riuscita a dare degli esami, per alcuni ho ricevuto dei complimenti dai prof ed ho conseguito ottimi voti. per altri sono stata BOCCIATA!Non è facile seguire delle lezioni di marketing o realizzare un’analisi quantitativa in tedesco!E vi assicuro che molti prof se ne fregano del fatto che sei stranieri e che hai difficoltà con la lingua…i programmi sono identici , non cambiano e non ci sono sconti.
    Ah dimenticavo..in Germania non esistono le risposte multiple…ma presentazioni in classe, test a risp aperta/esercizi (dipende dalla materia), e una sorta di tesina _(dalle 15 alle 30 dipende dalla materia).
    Non è nè impossibile accedere nè così facile da fare come ritenete.
    Non avate ancora imparato che le generalizzazioni non sono lo specchio della realtà?

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