::xenofobia fobia bia ia a

Geometria, mica cavoli!
Da un punto nello spazio passano infinite rette, ma solo una può passare per due punti.

In principio, il mio punto singolo era rappresentato dalla pubblicità del Parmigiano Reggiano, caso unico, non raro, di pubblicità televisiva innocente e tendenzialmente sssimmmpatiah, ma con contenuti degradabili al più bieco celodurismo da irritazione post giornata lavorativa nebbiolosa. Evvabbè, non si può vedere il diavolo al primo sentore sulfureo; è tempo di dirsi:”Va bene, forse starò costruendo Castelli…oddio castelli in aria, e, sì, magari ci sarà qualcuno che assecondi il parallelismo bovino/extracomunitario. Però dai via su eh!”.
Siamo ben lontani dall’inaugurare un nuovo filone di accondiscendente pratica videoipnotica, insomma.

Eravamo lontani!
Ora il vuoto è colmato, adesso esiste lo spot cuginetto. Gioca su meccaniche superficiali completamente differenti da quelle della cacciata della mucca incognita, ma è dotato dello stesso potenziale giussaninico. Sì, anche questo fa gioire i più granitici spiriti padani; non allettandoli con argomentazioni, bensì lasciando arrangiare al cannone catodico le giuste composizioni fotoniche.
Dopo il bovino vittoriosamente rifiutato, ora abbiamo il cattivo cinese del ristorante idem che ci entra in casa a deturpare le tradizioni della nostra religione. No, non intendevo il cattolicesimo, intendevo il consumo.

E chi se l’aspettava che fosse la Condorelli, gemma dell’imprenditoria meridionale, a realizzare ‘sta botta di rigurgito reazionario prenatalizio.
Ed invece c’era da aspettarselo eccome! La Lega è in realtà un concetto molto più trasversale di quello che la sua natura geografica apparentemente blindata vorrebbe far credere. Se poi qualcuno guinzaglia una fetta di questa gente impaurita a scopo di lucro, e gli attacca un’etichetta, bè, il gioco è fatto: il marchio li rende riconoscibili, ma non per questo saranno gli unici a pensarla in quel modo lì.
Chissà se è stata una scelta del committente, decisa dopo ricerche statistiche, per puntare ad una predefinita fetta di mercato, o se invece l’agenzia pubblicitaria c’ha messo del suo. Dovrei chiederlo a Leo Gullotta, non perché protagonista ancora una volta dello spot Condorelli, ma in quanto Presidente dell’Associazione Condorelli.

Sul sito ufficiale, ho trovato l’immagine che vedete sopra a destra: un momento di una riunione dei dirigenti dell’Associazione Condorelli, con O.d.G sulla tostatura delle nocciole. Colpito dalla ricorrenza di certa simbologia, mi son chiesto dove avessi visto questa disposizione sterica, e, pensa che ti ripensa… Aaaaaarrgh, ma è una persecuzione!
Ok, ancora no, ma se dovesse fare capolino la terza pubblicità subliminalmente xenofobica, urlo allo scandalo.

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7 thoughts on “::xenofobia fobia bia ia a

  1. emanuele:e che devo fare, devo scrivere la categoria “fuffa” col carattere 34 grassettato corsivo sottolineato lampeggiante? Non solo questa è sana fuffa, ma per quanto mi riguarda ha un fondo di verità non da nulla. Mi riservo di urlare, come scritto alla fine, se dovesse zompare fuori un terzo esempio di spot di storia placida ma personaggi da pregiudizio. Resta il fatto che già sento i commenti sul “cinese che si rubbbba il Natale, questi ci invaaaadono!”. Questo è ciò che resta in famiglia, di quella che parte invece come una morale guareschiana, una lezione d’altri tempi.
    Con questo dubbio, alla fine: hail to the fuffa again.

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