::emergenza alberghiera

Ho sposato la causa di Studio Aperto, l’arguta trasmissione satirica in onda su Italia1, che giorno dopo giorno porta il buonumore nelle case italiane grazie alla sua fantasiosa imitazione del giornalismo vero.

La catastrofe è oramai cosa fatta, ora sta a noi mettere in moto quanto prima la macchina degli aiuti.

Patrizia Caregnato, Benedetta Parodi, Monica Gasparini e gli altri simpaticoni dell’irrefrenabile ghenga di Studio Aperto hanno già lanciato l’allarme, un deciso colpo di giavellotto nello statico etere dell’informazione.

In tutto il Sudest asiatico non c’è rimasto un albergo, una cameretta, un bungalow, una capanna in piedi. Questi rappresentavano un obiettivo da raggiungere per qualsiasi consumatore. Una segretaria di un commenda di Segrate mangiava nebbia del cuore e discoteche di plastica, solo per potere un giorno dribblare un viaggio culturale, per puntare dritta verso un’isola dell’Oceano Indiano. Un geometra di un comune dell’hinterland partenopeo faceva letali endovena di camorra e mancanza dello Stato, solo per poter un giorno fare il gesto dell’ombrello al Vesuvio prima di partire per l’Oriente più misterioso.

Cosa diremo a tutte le Samantha e gli Antonio della Penisola?

Che carota si potrà mai utilizzare in appoggio al solito consolidato bastone?

É stato sicuramente questo dubbio ad aver spinto i mattacchioni del programma satirico di casa Mediaset a far percepire agli italiani il dolore: palmizi strappati alla terra, trampolini abbattuti, ombrelloni ormai inutilizzabili, cocktail irrimediabilmente annacquati.

Invito gli abitanti della blogopalla tutta a mandare un contributo al progetto “Emergenza Alberghiera”, prima che sia troppo tardi, prima che il consumatore apra gli occhi.

Aiutiamoci a casa loro.

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9 thoughts on “::emergenza alberghiera

  1. Non andava meglio su canale 5, ieri sera.
    Nell’approfondimento condotto da Mentana “un giornalista di estrazione scientifica” che rappresentava la rivista “Meridiani” ha avuto il coraggio di dire che è stata una sconfitta della SCIENZA.
    Il geofisico presente in studio (purtroppo non ricordo i nomi) non ha potuto ribattere adeguatamente, dal momento che l’Enrico aveva il suo daffare a recuperare le inquadrature perdute, parlando a vanvera e paragonando onde a motori diesel.
    Se in Giappone simulano con precisione e in soli due minuti gli effetti sul mare dei terremoti, a me pare che la scienza possa tutto (quando è finanziata).

  2. quasiblu+bin:già, avete ragione, in quanto è stata l’economia a fare la sua parte.
    Non vorrei sbagliare, ma l’accordo di qualche anno fa tra i Paesi del Pacifico e dell’Indiano per prevenire questi eventi mi sembrava sfavorire proprio le nazioni meno ricche di Giappone ed USA. I Paesi coinvolti nella tragedia, purtroppo, non parteciparono.
    Come spesso si legge su questo assurdo blog, è l’economia ad essere stata sconfitta.

  3. Dove bisogna firmare? Non è che si può fare un piccolo zoo con i “giornalisti” di studio aperto? Ho sempre sognato di farmi fotografare vicino all’alieno… brrr
    Basta, mi viene il vomito anche a scherzarci su.

  4. christian.galimberti:non è corrente, è ventoooooo di libertààààààààahahahah! 😀
    nonostantetutto:anche a te, ed alla Commodore!
    m.m.a ssoreta! qui non si usano i termini chapeau, fotina e uffi; però puoi ad esempio scrivere madonna friggitrice.
    Che non è mica da buttare, eh!
    darkripper:come l’adesivo dello sponsor di un volo in dirigibile.
    tottichapo:a la Paolantoni (“ci costruiamo un recinto luuuuungolungolungo e ci facciamo passare…chessòòò…200, 300, 400 500 1000 Volts…”).

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