::comunicazione urbana povera 3

E insomma, via, è proprio vero che non c’è due senza tre.
Dopo il fortunato exploit iniziale, ed il suo sèguito naturale, ecco arrivare la terza parte dei discorsi della città.
Come sempre, cliccate per passeggiare.

::eros e tanathos
La leggo e la rileggo, ma non ne apprezzo appieno il senso. Oh, sarò insensibile io eh!
Vediamo un po’: è la triste storia di un uomo dedito al perverso culto della sua alitosi, rafforzata orgogliosamente a suon di cipolle e Pringles al formaggio. Così, le poche donne che possono apprezzarlo, cadono senza vita subito dopo aver dimostrato la loro passione masochistica e…
Oddio: mi sento una aliceavallone trash!

::paperless
Alla faccia di tutti gli sms, mms, vms!
Scrivere su di un muro una occasionale comunicazione di servizio è un meraviglioso ossimoro nel fantasioso mondo della diffusione d’informazione: ferire la materia ottenendo un risultato pressoché permanente, allo scopo di comunicare una velina di utilità estremamente volatile.
Ricca, chiunque tu sia, questa donna ci teneva davvero a te, non era proprio un amore da post-it…

::conflitto d’interessi
As seen on TV!
In video veritas. Se uno è padrone di un network televisivo, e muore tragicamente, cosa succede al fedele staff? Ci sarà qualcuno che comincia a scatenarsi la palla dal piede sin dal primo minuto della sua Nuova Era?
Creazione bellissima questa, grafica isometrica che ricorda classici come Panther sul C64, creatività da vendere, attenzione al particolare, speranze da sperare in sana scorrettezza politica.

::in memoriam
Morire a diciott’anni, che sorte avversa. Augurarlo, che colpo di finezza come pochi!
Enzo enzo enzo, eppure io questo nome l’ho già sentito in compagnia di questo cognome. Vai, per il potere di Google! Ed ecco chi sarebbe Enzo Gambardella, a meno di uno sfortunato colpo di omonimia. É proprio lui, l’illuminato interprete di classici neomelodici partenopei, quali “Nun ce mettere ‘o penziero”, “Sei cattiva”, “Un po’ donna un po’ signora” e tante tante altre gemme incastonate nel diadema della musica mondiale di sempre.
Facciamo di quest’uomo un mito, quindi: sopprimiamolo. Da cui, l’opera grafica in visione.

::classici intramontabili 1
Hai un candido muro davanti ai tuoi occhi, non passa anima a quest’ora tarda. Puoi scrivere la frase di una vita, la proposizione arguta che farà sogghignare fra sé e sé il passante, il ricordo tangibile di una tua folgorazione.
Agiti la bomboletta, rifletti per un attimo sui Massimi Sistemi e…
…e scopri che un Bennato d’annata è meglio di te. Vergogna.

::dyonisos
Eccolo, è ancora lui, l’ermeta della prima di queste foto.
Stesso spray, stesso criptico stile, tema differente; questo prolifico nottambulo ci stupisce ancora con l’imprevedibilità dei suoi messaggi.
Mica male però, seriamente: le sue frasi hanno una musicalità ricercata, e disegnano una situazione nell’arco di cinque o sei parole.
Bravo, proprio bravo. Ora, su, torna a casa, che tra una settimana hai l’esame di Storia del Brodino alla facoltà di Arte Cinema Frittelle e Quant’Altro.

::dopo di voi prego
Probabilmente, esiste un blocco dell’imbrattamuri, alla stregua del blocco dello scrittore e di quello del blogger (notare la strategica separazione delle carriere). La parola sembra dire.”Non c’ho idee particolarmente brillanti, non so che scrivere, fate voi, aprite le danze ed io vi seguirò”.
Oddio, a vederla meglio, scritta così sembrerebbe l’equivalente dei “Dio c’è” ed “Emoscambio”, che servivano negli anni ’70-’80 ad indicare i punti di spaccio di eroina lungo l’Autostrada. Chissà…

::il bandito e il campione
Girardengo e Sante, the story so far.
Anzi, de stori so farr, visti gli errori grammaticali. Qui si tratta: di un inglese malauguratamente ubriaco, o un italiano malauguratamente sobrio, oppure un giapponese malauguratamente giapponese. Propendo per la prima, perché il “meets” al centro sa molto di fumetto Marvel anni ’60. Ed anche perché se sei brillo, nessuno ti interrogherà con domande tipo:”Ma poi perché scriverlo?”.

::prendo coscienza
Archiviamo l’ennesima vittoria della scritta sui muri nei confronti del freddo universo della comunicazione digitale: messaggini, immaginine, suonerie, email, nulla di tutto ciò può fare colpo sulla persona amata più di un’opera graffitaria. É inutile tentare di sminuire l’impegno e la dedizione di un qualcosa ottenuto compromettendosi in prima persona, sfidando la legge, il pudore, le intemperie.
Valentina, che aspetti? Ricambia con rinnovato sentimento, vai a casa di B. e disegnagli Lulù l’angelo dei fiori 6×5 metri sulla facciata di casa: ti amerà sempre più. Anche sua mamma.

::classici intramontabili 2
Servi della gleba a testa alta, verso il triangolino che ci esalta.
Se di classici trattasi, classici siano, perdinci! Sull’onda del successo di “Ava come chiava”, “Dora daccela ancora” e “Remì metti una mano qui”, che sono un po’ i cavalli di battaglia dei dj cafoncelli delle disco pomeridiane per l’adolescenza varesotta, la tradizionale scritta murale si coagula nel suo ruolo fondamentale di monolito dei Valori Veri.
E allora quale valore più vero della continuazione della specie?

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21 thoughts on “::comunicazione urbana povera 3

  1. camilla_lo: e questo mi ricorda di quando gli amici napoletani mi vengono a trovare d’estate, e si stupiscono quando si esce alle 3 di notte con addosso cellulari, videogiochi, portafogli catenine, tricchetracche e bombammano.
    Come fa Kekule ad avere il tempo di uscire alle 3 di notte? Semplice: si brucia la tesi per mantenersi giovane dentro.

  2. placidasignora: mio il piacere di averti intrattenuta 🙂
    antoniosofi: è un onore per me; poi, immagino il gusto additivo da parte di un fiorentino… 😉
    Sì, vero, chissà perché non uso sul blog un link email. Provvederò.
    quasiblu: sogno di coglierlo in flagrante nottetempo. Per abbracciarlo.

    Noto che, rispondendo al commento di camilla_lo, ho scritto “si brucia la tesi”, invece che “si brucia la laurea” (la tesi risalemmm…al 2001 mi sa).
    Non è casuale. Non è casuale.

  3. robyroby|larò:tra l’altro, se posso dare il consiglione di-quello-già-laureato (perdonami, oddio perdonami!), non fidarti mai dei professori universitari antiberlusconiani: sono ossimori viventi e deambulanti.

  4. christian.galimberti: ermetico? Fenomenale, direi! 😀
    Se lo fotografi, lo tengo in caldo per l’eventuale quarta ondata. Vedi? Ho piazzato anche un indirizzo email, finalmente.
    jorma: hahaha! Oddio, quel sito tedesco per le autoscritte si diffonde nei blog come un cancro schifanico. 🙂

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