::figli di un dio massone

Otto minuti otto di banali catastrofi, iraq e sgrene rapite, poi il TG1 arriva alla notizia che un tiggiuno che si rispetti non può non addobbare a dovere.
Per me è stata l’occasione di ripensare ai tempi dell’Università, quando la mia compagna di allora abitava in una casa di ciellini.

Il gruppo di CL è fatto come un piatto poggiato su un altro lungo i due bordi. C’è un piatto alto di gente furba e lanciata, che gestisce davvero le cose, che tiene i contatti politici, che dirige le masse, che assegna lavoretti agli studenti in aree di dominio (McDonald su tutti), che spera così di laurearsi facile e di trovare lavoro nelle bolle di potere cattolico (in primis, scuole private). E c’è un piatto basso di diseredati, di ragazzi che vanno aiutati, o che in questo modo si sentono gratificati perché sono subito bene accetti dal gruppo,  che hanno bisogno di qualcuno che gli dica cosa fare, come farlo, che musica ascoltare, cosa dire all’occorrenza.
Io ricordo, ad esempio, un ragazzo omosessuale, iperberlusconiano, legato alla morale cattolica più becera e medievale che avessi mai riscontrato. Ancora non ho capito se era un eroe o un pazzo.

Mettendo da parte tutte le manifestazioni coreografiche paleocristiane della loro unità, per non essere prolisso, c’era una cosa dei ciellini che mi stupì molto. Una casa di universitari ciellini senza alcuno “esterno” si blinda, diventando un sancta sanctorum officiante cene, iniziative, intrallazzi; e c’è il solito esame di architettura su un certo Condon, che passa di mano in mano senza sudor di fronte alcuna.  Fa da: ostello, redazione, ristorante, centro congressi ed altro.
Sempre presente, un’agenda prossima al telefono di casa, un tabellario con queste voci: casa, nomi e cognomi, note. Faccio un esempio. Casa: Piazza Dante numero 3; nomi e cognomi: Alessi Andrea, Rossi Paolo, Berniciani Ivo (non esistono case promiscue tra i ciellini!); note: 2 ing, 1 ark, tutte le matemat. fatte, utili per chim. e fis., metà esami urbanistiche compr. no ancora scienza costruz. tecnica costruz.

Piccoli massoni crescono, e ciò ha un peso anche sui destini degli “altri”.
Ma Don Giussani sospettava la degenerazione della sua associazione, o mai subodorò? Oppure avallò addirittura?

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15 thoughts on “::figli di un dio massone

  1. La domanda che ti poni alla fine non ha una risposta, almeno per me. Anche io vedendo i Tg oggi me lo sono chiesto. Io che nel mondo universitario bazzico ancora non ho mai avuto la “fortuna” di entrare in contatto con questi piccoli massoni ma ne ho sentite di tutti i colori.

    Ho letto con molto interesse questa tua esperienza! In parte sono cose che sapevo ma in cuor mio ho sempre sperato che fossero leggende metropolitane: invece non è cosi… 😦

  2. ci sono un sacco di associazioni che nascono con motivi più che validi (opinabili, comunque) e degenerano con il tempo.
    Anche quelli che vendono lotta comunista fuori dalle università e prendono i numeri di telefono per invitarti alle conferenze si comportano come un’esasperante setta.

    e dire setta non è mai bello.

  3. Aspettavo questo post.
    Specificando che i comunistucoli di cui parla Robyroby (dei quali comunque non ho interesse a prendere le difese) ci rimettono, più che guadagnarci. Tutti quelli che conosco io sono i primi a sbattersi quando qualcuno si lamenta, svolantinano per sostenere cause fuori dalla loro portata, organizzano eventi e incontri quasi sempre snobbati. Sono in soldoni dei passionali ‘senza speranza’ e generalmente si laureano in otto-dieci anni.

    Soprattutto non ho mai visto comunistucoli alla fiera di Rimini, che costa miliardi al giorno e occupa i tre quarti dei poliziotti della città per scortare i loro devotissimi ospiti: tutt’al più ne ho visti a scaraffare vino in qualche festa dell’Unità. Qualche potere in più forse ce l’hanno. saluti, stark

  4. robyroby|larò: sì, è verissimo ciò che dici, ma è un’altra cosa: le sette nascono anche nelle Giovani Marmotte e nei Circoli del Punto a Croce.
    Qui invece si parla di: una religione; un sistema direttamente legato alla politica ed al mondo del lavoro nella sua interezza (quindi non i porcai delle Coop, per dire, dove il porcaio è un brutto cancro, ma è, appunto, una neoplasia derivata); un abbindolamento traviante a scapito delle persone deboli (il “comunista”, come lo chiami tu, il foglietto te lo dà lasciandoti libera di fanculizzarlo a dovere), ed altro ancora.

    Lo leggi nella cronaca di ieri, direttamente: la morte di Don Giussani è fonte di onesti e lindi ricordi anni ’50 sparati a pararsi il culo; quelli “di sinistra” (come scrivono loro) che hanno contestato il portavoce israeliano all’Università di Firenze, sono solo degli ignoranti e maleducati in piccola cerchia. Nessuno ha riportato che il talk è iniziato, con la platea di ragazzi “non maleducati” che ha formulato domande molto critiche al tizio in questione, che solo allora se ne è andato scortato dalla Digos!.

    Un trattamento ben differente da parte dell’informazione, che ne pensi? Qual’è allora la vera massoneria tra le due analizzate?

    stark: non posso che quotarti. Anche se anch’io ero un pasionario (ma non politico, sono un duro e puro dell’onestà, e l’ho pagata cara, ma non me ne lamento, anzi lo rifarei), e mi son laureato in 8-10 anni (ero fuorisede e mi campavo da me col mio lavoro occasionale, è stata molto dura).

  5. Ah, i bei tempi dell’università… Cercavano sempre di coinvolgermi a causa del mio aspetto pissero e perciò conforme al loro standard di “ragazza che va aiutata”… bei tempi… Gli studenti di sinistra (di cui facevo parte) invece mi scacavano a causa del mio aspetto pissero… bei tempi…

  6. una vicina di casa dei miei è di Cl, conosce tuuutti-tutti-tutti. Se, nell’ambito del paese, hai bisogno di lavoro – informazioni o quant’altro lei è la persona giusta. Credo sia più influente del sindaco

  7. cavoli non ne avevo la minima idea, lo ammetto.
    mi viene da pensare immediatamente che qui da noi una cosa del genere non esiste, le uniche vere sette sono solo quelle dei baroni, dei padroni dell’università, e di chi di volta in volta fa loro da portaborse.

  8. in ogni caso, quello che striscia nelle università italiane è il virus della compravendita, della dequalificazione, della mancanza di curiosità, dell’appiattimento verso il basso.
    e già non è poco.

  9. Il modo in cui i media hanno trattato della morte di giussani è inaccettabile, ma del tutto prevedibile. Bastava notare come il principale referente politico di sempre di cl, andreotti, circoli neanche fosse la madonna pellegrina, scevro non solo da ogni peccato ma da ogni più vago sospetto, ed indiscutibile padre della patria.

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