::dar spettacolo nell’uno contro uno come le star con la playlist

La Ferrero sembra aver intrapreso due politiche nettamente distinguibili, per quanto riguarda la propria attività promozionale.
Nelle zone di mercato già stabili ed acquisite, come la Germania, anche per pubblicizzare un prodotto “giovane” come il Bueno, si fa leva sugli ambienti familiari. Nei mercati dell’Est, invece (ad esempio, Ungheria o Repubblica Ceca…), si legano i network gggiovani (VIVA, MTV…) per sponsorizzazioni gggiovani. Proprio lì dove le possibilità di emulazione yankee sono numericamente minime, ma il condizionamento (che strano il Mercato, eh?) può a maggior ragione essere favorito.
Allora, a giudicare dallo spot Bueno in onda sui nostri canali, la Ferrero annovera anche l’Italia tra le ultime citate. Questo mi dà da pensare.

Lo spot in questione funziona da convertitore: ha il compito di tramutare la nebbiolosa compagnia del muretto dal sapore cinisellobalsamico, in una estrosa suburban kewl crew un po’ pasta co’le cotiche. Lo fa con poco: il nero e la ricciolona d’ordinanza per fare colore in tutti i sensi, il basket uno contro uno, il diggei di quartiere con la playlist da comporre e distribuire, un microfono che appare dal nulla, l’effetto telecamerina sfigata.
Nella magia dell’incantesimo commerciale, che trasforma pattini in rollerblade e sci in snowboard, il tono dello spot lo va ad incastonare splendidamente in quell’immaginario giovanile che pochi riferimenti trova nel reale: siamo tutti fichi ed atletici, nell’Italia dei record per l’obesità giovanile. Nonostante la “bontà a cuor leggero” promessa.

Lo stato ipnoeconomico resiste tenacemente ai dubbi come alle evidenze.
Per questo, il rigido inverno di quest’anno sarà ricordato come l’Inverno MTV per eccellenza. Alla prima vera neve, in molti grandi centri sono apparsi snowboard, pantaloni a vita bassa, motoslitte, slittini tecnologici, tute di materiali fantascientifci, ghettoblaster sibilanti musica uaz uaz.
Cosa stranamente non riportata sulle testate nazionali: le città della Penisola, colpevoli del loro essere così banalmente mandolinare pastasciuttare, non volendosi piegare a fare da scenario fico, hanno spedito parecchi di questi “sportivi” al più vicino pronto soccorso.

Certe volte siamo proprio una stupida colonia. Certi inverni, specialmente.

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