::enigmistica universitaria bisenso (5)

Quest’estate, il mio peregrinare malinconico mi ha subliminalmente portato alla mensa universitaria centrale della mia città, luogo quasi fatato che non potrò dimenticare. E questa fu la batosta che dovetti sostenere, e che, come vedete (o ricorderete), documentai.
É il segno tangibile del dislocamento delle facoltà nell’hinterland. Soluzione che, a torto oppure a ragione, ha stravolto l’aspetto demologico della città, che ora è più turistica, più svenduta, più mesta.

“Troppo facile”, in questi giorni mi son detto, “andare a cercarsi il pathos nel vuoto studentesco estivo”, e così sono entrato di questi tempi a scattare una foto.
Cliccate la minifoto qui a destra, e godete anche voi della triste conferma nella sue dimensioni piene.
La mensa che ha visto file interminabili, spianate di gente al rosolo in primavera, feste a base di birra dei discount, sommossa degli studenti greci estremisti, proteste contro il rettore, studio composto ed assorto, concerti di musica da camera; la mensa che mescolava i chimici con gli umanisti, gli architetti con i geologi, i ciellini con i marxisti-leninisti, le matricoline con i dinosauri più leggendari.
Quella mensa lì, quella lì…ridotta a quattro gatti quattro, persi nell’eco di una sòrta di chiesa sconsacrata.

La pur motivata dislocazione dell’ateneo, si combina con la morattizzazione universitaria (che ne fa, più che un’università, un grosso liceo), ed anche con una certa diminuizione della transumanza fuorisedistica (il carovita ha colpito duro, stavolta).
La miscela è esplosiva. Il risultato: desolante a vedersi.

Nello stile della monolitica Settimana Enigmistica, giochiamo alle 15000 piccole differenze: confrontiamo la foto precedente con le seguenti tre.
Queste foto fanno parte di una serie di scatti effettuati nel 1989, Facoltà di Architettura in Firenze, durante le votazioni che innescarono in ateneo il movimento della Pantera. Le ho ottenute dall’autore dopo pressanti richieste, e solo sotto il vincolo di non diffonderle in versione 100%. Se qualcuno volesse gli originali senza la stampigliatura dell’email dell’autore, basta contattarlo con intenzioni serie. No, non vuole sposarsi, no.

Sfoglio le immagini di una occupazione senza la doppia kappa, e con i Sì Piaggio invece dello scooterino figo.
Col walkman, senza l’iPod. Con la perenne difficoltà di trovare un pc libero in sala computer, altro che il portatile regalato da papà.

Le guardo in ogni particolare, ed ho come il sentore che certe cose non accadranno più, nell’università giocattolo che hanno servito ai novelli laureandi.

Soluzione enigmistica: pantera, ora non è più.
Bisenso (5) = FIERA

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10 thoughts on “::enigmistica universitaria bisenso (5)

  1. brrr … come desolazione non è male, ma aspetta che ti posto quella della università “più tecnologica” di milano … poi si vede …

    ma nell’89 la gente che si accalcava a fare intorno al pc? per giocare a campo minato?

  2. Oddio è da una vita che non vado alla mensa di Via S. Gallo (almeno mi sembra sia quella). Quando ero studentessa ce n’era una anche in piazza brunelleschi ed era di uno squallore decadente bellissimo… la frequentavo (per necessità) anche la sera. Una tristezza…

  3. pablooffline:nono, per scrivere la tesi sul Windoze 1.0! Oppure per tirare quattro linee sul primo AutoCAD a manovella 😀
    topok:oddio, speriamo che mi si smentisca 😦
    gattasorniona:è proprio quella, proprio quella!
    Oddio gatta, hai nominato l’Innominabile Mensa! Conosciuta anche come “La cucina del Diavolo”, e “La proiezione tridimensionale del refettorio del Cottolengo”, evocata dalla nostra gattasorniona, ecco a voi…
    LA MENSA DI VIA DEI SEEEERVIII!
    …ché se non hai fatto anche tu la fila al serpentello blu, non sei nessuno! 😀

  4. caro kekule, nun me fa pensà!!
    dalle nostre parti, devi sapere, c’è una facolta di architettura ad Aversa (provincia di Caserta) dove sono soliti regalare ogni tanto qualche esame per aumentare il loro “counter” di iscritti.
    inutile dire che nel mondo del lavoro adesso (io tra poco :$) ci siamo noi della federico II, questi sciagurati di aversa, e – ultimi ma non per importanza – i neolaureati della riforma moratti, che si aggirano per i corridoi con quel sorriso da adolescenti stampato in faccia.
    la mia pazienza è messa a dura prova, sappiatelo (ecco perchè mi devo sfogare su blogobserver o sui commenti di blogdiscount).

    😉

  5. Io c’ero. Ma adesso quelle cose non accadranno più. Anche perchè si è sgamato il trucco: alla balla dell’istruzione pubblica e del pari diritto a raggiungere i massimi livelli etc…non ci crede veramente più nessuno.

  6. eh sì, davvero bei ricordi, eravamo lì e alcuni di loro (io compreso) si ritrovano dall’altra parte ad insegnare (non in italia-nel mio caso) e vedere in questi giorni di risistemazione dell’univ. europea che tutto ciò che è “lettere” non serve, o meglio non serve avere teste pensanti, ma efficenti lavoratori produttivi che sappiano abbassare testa e dignità.
    hanno vinto, su tutti i fronti non c’è che dire
    @

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