::welcome tourist/bernhard fleischmann

“Welcome tourist” è stata una delle uscite di punta della Morr Music un annetto e mezzo fa, e non sono mai riuscito a costruire un parere stabile sul contenuto. Anche il Franceschiello che uso alla fine di questo commento è differente da quello che avevo pensato di appiccicare: è che alla fine della valutazione, non ho trovato particolari impedimenti a cambiarne il voto.

Insomma, è ora di provare a dire qualcosa a riguardo.

Questo cd, nonostante ciò che si legge in giro, è folktronica dall’inizio alla fine; altri recensori, probabilmente basando l’assegnazione dei sottogeneri su variabili “professionali” (battute al secondo, strumenti utilizzati), sostengono il contrario.

La strumentazione utilizzata da Fleischmann, difatti, è esponenzialmente più vasta di quella del precedente “Pop loops for breakfast”, rompendo un po’ i crismi mai consolidati del genere, ed il musicista austriaco non è mai banale durante le singole performance. D’acchito, la voce a tratti inquietante di Christof Kurzmann che si ascolta in tre tracce, risulta un di più non necessario, anzi un tantino stridente. Col tempo, l’orecchio si allena a plasmarla con i suoni che l’accompagnano.

Fatto sta che, per quanto i pezzi siano belli, interessanti, alcuni molto coinvolgenti e “caldi”, non si riesce a scrollarsi di dosso la sensazione di ascoltare ancora una volta loop in crescendo. Dodici bei loop in crescendo, che raggiungono un climax e poi scemano, tanti brani che soffrono della sindrome di Pachelbel. Intendiamoci, non è per niente un male, tutt’altro! Che non si parli di nuovo stadio artistico, però; di evoluzione sì, quella a chili. La dodicesima traccia, lunga 45′, che occupa l’intero secondo cd, probabilmente può vantare di essere il più lungo loop di sei note; eppure, rimane un brano memorabile!

Inutile negare che questo sia un disco che si adora, ma, stranamente, se lo si lascia per un po’, bisogna riallenare l timpani per poterne godere ancora. Proprio un disco strano…

La domanda è: con i tempi lunghi riscontrabili nelle precedenti uscite, quand’è che Fleischmann ci regalerà un’altra meraviglia folktronica/retronica?

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6 thoughts on “::welcome tourist/bernhard fleischmann

  1. folktronica … si moltiplicano i generi, di questo genere ho un paio di album “oi va voi” e … non ricordo l’atro, non ne vado pazzo, ma di tnato in tanto ci vuole.

  2. Pingback: ::late/duo505 | pastaaltonno

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