::mufloni videoludici

Andato all’INPS per sbrigare noiose faccende di fogli persi e soldi mancanti, l’impiegato che la sorte ha estratto per me ha sciolto tutta la mia stizza in un bicchiere di tempo che fu.
Se ne esce con la frase:”Girare per uffici è un po’ come giocare ad un muflone: non ne esci, alle volte.”; dopodiché si volta con aria colpevole verso di me, ipotizzando un mio smarrimento. S’è girato, ed ha incrociato la mia faccia illuminata. Ci siamo abbracciati.

Nel maggio 1988, mediante l’ancestrale rito del passaparola cartaceo, sono capitato in una grande casa in Firenze, insieme a molti altri adolescenti come me. La causa: un imponente torneo italiano di Archon su C64, tenutosi in un’orgia di aranciate amare, pasti frugali, sacchi a pelo, sudore al quadrato. Il torneo del celebre gioco della Free Fall richiedeva partite in continuazione, giorno e notte; ma quando non giocavi ad Archon, giocavi comunque a qualcos’altro.
Fu così che, durante una di quelle notti, un gruppo di nottambuli convinti caricò sul C64 uno di quei giochi brutti lì. Di quelli brutti ma brutti parecchio, dove gli sprite (“folletto”, tutto ciò che si muove su un fondale non necessariamente turbandolo) sono oggetti indistinguibili. Talmente brutti che vuoi vedere sino a che punto diventano brutti. Ci giochi per ore, ci giochi sempre pensandone tutto il male possibile. Ma ci giochi per ore!
Nel momento di massima concitazione della partita al gioco brutto brutto, alle spalle dei nottambuli, dal loculo sintetico di un sacco a pelo fuoriesce una mano; poi un braccio; poi un intero ragazzo, ancora in dormiveglia ma in piedi a causa della caciara ludica.
Questi guarda (termine arduo nella sua situazione) lo schermo, fissa gli sprite nemici, macchie informi, e con tono d’oltretomba, imprime sulla pietra del tempo, a caratteri di fuoco, la memorabile frase:
“Uh, guarda là, i mufloooni!”.

Siamo morti. Tutti, anche chi riposava. Torneo sospeso, notte totalmente in bianco, gente che vomita per il contorcersi intestinale.
Da allora, universalmente si definisce “muflone”, un videogioco di dubbia realizzazione e logica fallimentare, che però, per motivi imperscrutabili, coinvolge appieno l’utente.

Aldilà dei dubbi riguardo la mente umana e le allucinazioni videoludiche, penso che sia capitato anche a voi di perdervi per ore in un videogioco veramente brutto, senza capirne il perché.
Le motivazioni quasi suicide di tale pratica, destabilizzano totalmente tutte le tesine gli scrittini le cacchiatine le paroline di chi studia i nuovi media nelle facoltà farlocche; fanno mancare la terra sotto i piedi a quel castello di studietti-surrogato derivanti da ex facoltà artistiche ed umanistiche, una fuffa con la quale illudono i futuri operai del doppioclic di farne una  casta di nuovi comunicatori.

Perché certe volte ci si impunta con sincera passione su giochi ingiocabili, o noiosi, o macchinosi, o errati?
Conosco uno che ha terminato Artura su C64, un gioco brutto come la morte, con uno sprite principale animato da un irresponsabile; un gioco con uno schermo dei titoli imbarazzante, ed una esplosione dei nemici fatta col carattere asterisco!
Conosco un altro del quale si dice si sia perso per anni nell’impossibile Explorer, per vedere se era vero che poteva vantare 40 miliardi di locazioni. 40 miliardi di locazioni tragicamente indistinguibili! Visualizzate con uno dei sistemi più incapaci che il C64 abbia mai fatto muovere! Si vocifera che il ragazzo abbia perso anni, solo per tappezzare camera sua con le mappe, prodotte durante il suo nomadismo digitale senza speranza.

Vi lascio ad una vostra analisi dell’assurdità dei comportamenti umani. Io devo allenarmi ad Archon: Filippo, che di mattina lavora all’INPS, ha organizzato una serata scontro contattando tutti i suoi amici.
A casa sua, ancora, dopo diciassette anni. L’aranciata amara la porto io.

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17 thoughts on “::mufloni videoludici

  1. Io mi sono perso in un giochino dove il protagonista era uno smile che esplorava i “dungeon”. Un giochino composto con i caratteri ascii. Puntini e stanghette su fondo nero. Non so se mi sono spiegato.

    Emanuelito

    P.S.: oggi faccio trent’anni e non ho ancora perso la voglia di giocare a quel giochino. Sarà grave?

  2. … Di gran lunga il post più bello del mese, forse dell’anno. Tra l’altro le circostanze in cui mi sono messo a leggerlo hanno dell’inquietante: essendo da secoli in fase (sempre più) cronica nostalgico/sessantaquattristica/coinop80ntistica,
    ascoltavo bel bello file sid e remix (medley Commando-Zack McCracken by puffy 64, sid di sidewize e platoon e il grandissimo DELTA) ripensando ai tempi che furono (e che forse non ero abbastanza maturo per apprezzare davvero) quando mi imbatto nel tuo post. Che dire, Archon (nella cassetta “pezzotta” che avevo si chiamava “THE WAR”, e per molto tempo l’ho conosciuto con questo titolo) ha segnato lunghissime mattinate trascorse con i miei amichetti della preadolescenza all’insegna di furiose battaglie sulla scacchiera fantasy. Ai tempi in cui l’estate era lunghissima e terminava comunque troppo presto, quando sapevi chi erano i buoni e chi i cattivi, quando andavi al bar sotto casa a giocare a cose incredibili intitolate SHINOBI, GOLDEN AXE, CHOPLIFTER, WONDER BOY IN MONSTER LAND, DOUBLE DRAGON (spendendo 200 lire), ai tempi in cui con 300-500 lire compravi gelati assurdi tipo il fresh cola, e con qualcosa in più mangiavi cose ancor più assurde come il LEMON FRESH.
    E’ quando penso a questo che mi viene la pelle d’oca alla schiena e un groppo in gola, la mia mente vola sulle note del main theme di “platoon” e vorrei non pensare a nulla.
    AIUTO, FERMATEMI, L’EFFETTO LIMITI/MORETTI MI STA UCCIDENDO E PARALIZZANDO!
    VOGLIO VENIRE A GIOCARE CON VOI AD ARCHON!!!
    VOGLIO TORNARE NEGLI ANNI 80 E TORNARE AD AVERE PAURA DELLE BOMBE NUCLEARI!

  3. OVVIAMENTE NO. La tua interfaccia il mio cervello non la riesce a vedere, come ben ricorderai (4 mesi per mandarti una mail!!)

  4. State diventando parossisticamente nostalgici… il massimo che ho fatto fare al mio C64 (che ho ancora a Cagliari) è due ucellini che volavano in su e giù… non ricordo che pag del manuale fosse…
    Ma essendo nata io nell’81…

  5. I momenti d’attesa del caricamento del registratore sono stati la prima forma di stato alterato di coscienza

    piiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    iiiiiiiiiiiiiiiiiiprrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrxkxkkk
    ksxkskxkskxkskkxkskxkskx

  6. Vorrei sapere poi se il tipo è riuscito a finire explorer… o almeno a capire cosa si deve fare per vincere

    Fammi sapere

    Emanuele

  7. tottichapo:parossisticamente nostalgici? No, non credo, prima di tutto perché il post è categorizzato sotto la voce “retroware”, autodichiarandosi per quello che è; poi, perché per me non è un passato che ritorna, ma il passato di un presente intonso: ancora oggi, faccio demo giochi grafica musica codice e feste, legati ai vecchi Commodore.
    E la mongolfiera l’hai fatta?:D
    pablooffline:si accettano richieste, in questi giorni non sono a Firenze, ma appena torno, ti piazzo la musica finale di Turrican, che mi è sempre piaciuta.
    topok:aaah, anche tu ti autoipnotizzavi ascoltando i nastri del commodore, eh? 😉
    emanuele:ah ma gua’ che non è umanamente possibile finire quel gioco, eh!

  8. Kekule, era autoironia… visto che mi aggiungo d’ufficio alla categoria smanettini di C64 (non posso definirmi in maniera più lusinghiera visti i miei risultati di bassissimo livello…)

  9. (assolutamente OT: te lo devo dire, i tuoi commenti non li capisco. *_*)
    bello questo post nostalgico, sono troppo piccola per ricordare addirittura una distinzione di giochi, ma so che qualcuno nella mia famiglia aveva il c64 e qualcun’altro l’amiga, e che ho giocato con entrambi.

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