::morattiland university

Dopo il già detto, alfin la ciccia.

Ok, era un risultato scontato. Ma vuoi mettere le parole coi numeri?

Sono arrivati a conclusione i primi laureati dell’università giocattolo. Risultato: l’era del 3+2 è la rivoluzione tanto attesa, la terra promessa del “pezzodicarta” contro il cattivo demone della reale crescita culturale individuale. Quindi, ora è possibile sfornare cifre certe da immolare alla causa della svolta morattiana.

E le cifre indicano una netta inversione di tendenza, e nei tempi e nelle valutazioni degli studenti: nessuno ha trovato il proprio percorso di studi particolarmente difficile; la selezione tra i primi tre anni ed i due della specializzazione  è nulla, ed il suo valore totalmente simbolico; aumenta vertiginosamente la frequenza alle lezioni; ci si laurea, di punto in bianco, quasi un anno prima, e stiamo parlando di medie!

Fatemi capire, ché io sono un po’ tardo.

L’università si autodeclassa, affinché tutti tutti, anche gli studenti con poche speranze (i 60, cioè gli ex 36) possano trovare un corso dal titolo incredibile in qualche neonato ateneo in cerca di visibilità. Qualcosa che, comunque vada, venda loro una cosa chiamata laurea, ma, a ‘sto punto, prosciugata del suo significato. Depredata, soprattutto, della formazione di base che un laureato dovrebbe vantare; che ora è un po’ una chimera, visto che si ha troppo poco tempo per approfondire gli argomenti. Per questo motivo, molte volte basta frequentare per accalappiare un esame: bella forza bullarsi dei dati sulla frequenza, se questa ti dà crediti, specie quando c’è gente che firma e se ne va, accaparrandosi crediti tangenziali!

Una nuova generazione postuniversitaria è alle porte: nozionistica, giovane, più plasmabile dai corsi di formazione indetti o sponsorizzati dalle aziende, quindi mai libera! Una massa composta per buona parte da laureatini (storia del brodino, scienze della deformazione, economia dei lunapark) da impiegare in una sòrta di nuova manodopera del mouse&tastiera. Un esercito di operatori dei servizi, e dei servizi dei servizi, che porterà all’isolamento definitivo l’economia vera, quella che dovrebbero supportare, quella del cibo da sussistenza e delle materie prime. E proprio durante l’era cinesofobica…

Calma, forse sto esagerando. Informiamoci prima di sparare a zero.

Allora apro Repubblica Online, e leggo Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea, che chiude in bellezza, dando una proiezione di una caratteristica che i numeri non possono arrivare a coprire: la qualità degli studenti. Dice cosi:

…anche se la riforma ha portato ad iscriversi giovani di età maggiore ai 20 anni, che con il vecchio ordinamento non avrebbero mai messo piede all’università…

Quando saremo tutti laureati, non esisterà più lo stipendio da laureato.

Quando saremo tutti laureati, non lo sarà più nessuno.

Vogliono questo.

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21 thoughts on “::morattiland university

  1. Al di là dell’Atlantico chiamerebbero il tuo post thought-provoking… scriverò presto qualcosa sul tema, sono uno degli ultimi avanzi del vecchio ordinamento e vedo già i disastri del nuovo (made in Berlinguer però, prima che made in Moratti). Ah, ricambio il link, è un bel blog questo 🙂

  2. Il mercato non è in grado di assorbire i già tanti “dottori”, figuriamoci poi assecondarne le aspettative (ossia lo “stipendio da laureato”). La riforma 3+2 ha un’incongruenza di fondo (tra le tante…): è motivata dal fatto che l’Italia ha pochi laureati (ma si dimenticano che gli altri Paesi UE hanno un vero mercato del lavoro) e quindi si semplifica il percorso; poi si dice che non servono tante persone “competenti”, e quindi si sfornano delle persone “un pò più incopetenti”, tipo gli ingegneri junior, pur tuttavia non facendo capire quali siano i diversi… ambiti di incompetenza.
    Ciao,
    Vito

  3. lambdasond:caspita, lo aspetto con irrequietezza; eh, d’altronde, questo blog parla spesso di università, pur essendovi oramai lontano da anni…
    vito:ggiesù ingegne’, siete proprio voi? 🙂
    Sì, è come dici tu. E certe incongruenze, ti dirò, puzzano. Puzzano di scusante, di rattoppo morale. E più puzzano, più ti rendi conto del marcio.
    “Ingegneri junior”, “chimici junior”, come ben sai, non significa una mazza. Alla fine, diventa un inutile contentino, se ti sei dovuto fermare per un qualsiasi motivo (famiglia, soldi, incapacità a continuare, malattia…), in modo che tu non possa andare in giro a dire che l’università “non la rifaresti”.
    Difatti, leggi lo studio di AlmaLaurea, e ci troverai proprio quella voce lì!

  4. tutto questo era chiaro già 5 anni fa ed è voluto da Berlinguer, non dalla Moratti. La Moratti, invece, pare voglia tornare un po’ indietro e tornare ad offrire due percorsi diversi: 3 anni e 5 anni (in realtà, un anno comune, poi 2 o 2+2, separati, e con svariate difficoltà per passare dal 2 secco al +2 dell’altro percorso).

  5. settolo:sinceramente, Berlinguer non ha mai parlato di cose come “portfolio delle competenze” per i licei, né della diffusione capillare delle piccole università col sistema del “più laureati sforni, più ti sovvenziono”.
    Due esempi facilotti, tra mille; ma mille non per dire, di numero, proprio: ma i ricercatori, ma i casermoni come quello di genova da lei benedetto, ma parliamo dell’evoluzionsimo, ed ancora ancora ancora! Per dire che la Moratti ha spacciato come “intento continuativo” la distorsione basilare di sforzi precedenti (siano essi positivi o negativi).
    Ma come, Berlinguer? Non mischiamo le punture di insetti con le pistolettate. Sennò qui ci mettiamo a fare il gioco dei “debiti lasciati dagli altri governi”, tipo Tremonti. Un euVo! L’euVo!

    Siccome abbondano i link che avallano le mie tesi, teniamone uno invece, che dice proprio quello che dici tu, e che non mi stancherei mai di rileggere:
    qui.

  6. La riforma universitaria è opera di Berlinguer, e quanto mi fa male ricordarmelo tutte le volte che non mi par vero.
    Per i licei possiamo prendercela con la Moratti, ma per l’università no, purtroppo.
    E questo lo so bene, perché l’ho vissuto in prima persona, con mio padre docente universitario (incazzato come una pantera) e io che ho dovuto scegliere, e ho scelto di iscrivermi allo stesso corso di studi a Bologna (io sono di Ferrara) perché là era ancora vecchio ordinamento e a Ferrara, invece, era già nuovo.
    Tutti i risultati che ora sono evidenti dalle statistiche tipo quelle dell’almalaurea, erano già evidenti (bastava pensare alle conseguenze certe e prevedibili di una tale riforma) 5 anni fa, per questo dico che è colpa di Berlinguer.

    In breve: le conseguenze della riforma Moratti sulle scuole non le conosco (non le ho vissute), ma certamente sono da imputare esclusivamente a lei. Le conseguenze della Moratti sui problemi universitari sono però nulle, il 3+2 è opera esclusiva di Berlinguer così come le conseguenze ora evidenti ma già prevedibili.
    La Moratti sta incidendo sull’università riformando il sistema delle assunzioni e declassificando il ruolo dei ricercatori e dei docenti, che è forse ancora più deleterio del 3+2, ma è un’altra cosa di cui ancora le conseguenze sono lontane.

  7. settolo:io parlo di “era del 3+2”, non del 3+2 in sé, quindi includo ovvimante il resto del tutto (“esci da questo corpo di ingegnere!” 😉 ).
    Ribadisco che la riforma universitaria è opera di Berlinguer solo sulla carta, le sue perverse deviazioni sono opera della Moratti (sììì, chiudiamo il CNR!).
    Io ed i miei amici guardavamo a questa riforma con grande speranza (per gli altri, ché per noi le cose erano già fatte), perché ritenevamo futili certi meccanismi quasi punitivi dell’università com’era. Speranza uccisa, non mi stancherò di ripeterlo, dalle storture inserite dalla Moratti, che sono state decisive. L’articolo che ti ho linkato in precedenza, infatti, era un classico spot di una guardia svizzera morattiana, scritto allo scopo di ribattere ai moltissimi che accusarono la Ministra di aver storpiato la Berlinguer, ai favori del mercato.
    Cenni agli esempi in campo universitario li ho già forniti, ed io non me la sento di approfondire cose delle quali sono stato privato (mi hanno tagliato le coscie sulla ricerca un paio di annetti fa, la cinghia si stringeva ed io non ero figlio di nessuno purtroppo).

    /joking mode on
    Sono comunque felice di constatare che la discussione ti prende parecchio, ma i problemi un po’ meno: qui avevamo già capito che eri figlio di docente uni, vuoi un po’ la giovine età, la barca vista in foto, l’impegno lavorativo postlaurea immediato in tempo di crisi… 😉
    (Ooooh, non ti incavolare che stiamo maliziosamente scherzando non conoscendo, ma nulla più eh! Ci mancherebbe 😀 Anzi, grazie per il livello alto della discussione e per l’attenzione dimostrata).

  8. pensa che sfiga: laurearsi della laurea vecchia dopo anni, e vedersi catapultato nel gregge dei sorridenti laureatini morattiani.
    dopo aver sperimentato per prima la riforma sull’esame di maturità, penso che adesso possano a diritto conferirmi la palma di studentessa più sfigata dell’universo.

  9. ehh kekule… vedo che leggi il mio blog con attenzione 🙂
    le storture, e in particolare i soldi tolti alla ricerca e i nuovi metodi di assunzione di ricercatori e docenti, sono una bella mazzata Morattiana, lo condivido pienamente.
    I risultati descritti nel sondaggio però, secondo me sono da attribuire al 3+2 in senso stretto, che di fatto abbassa e di molto il livello dell’istruzione universitaria, togliendo i meccanismi punitivi (pure troppo punitivi, posso darti ragione), ma a favore di un lassismo esageratissimo e controproducente (come i risultati confermano), che poteva e doveva essere previsto.
    Non credo che ancora siano evidenti gli effetti degli interventi Morattiani, quando lo saranno, l’Università sarà allo sfascio completo, temo. Oltre alla didattica, sarà distrutta anche la vera anima dell’università, la ricerca.

    Per il resto, posso dirti che il contatto con il mondo del lavoro è opera del relatore della mia laurea (cui evidentemente sono piaciuto), al quale non ho mai detto cosa fa mio padre nella vita, e di una incredibile serie di eventi fortunati 😛
    così, tanto per chiarezza eh, non che me la fossi presa

    @camilla sei una fortunata 80 anche tu eh? Se hai la laurea vecchia, non credo che tu sia poi così catapultata in mezzo ai morattiani…

  10. Concordo pienamente, da matricola del 3+2 in filosofia. Se non ci poniamo (non tra di noi, tanto per non piangere) il problema del reale valore della laurea che vorremmo ottenere (ma sul mio blog si respira un’aria di rassegnazione), senz’altro è frustrante navigare nel caos di un percorso di studi del quale è solo possibile intuire quale fosse lo scopo ufficiale, mentre è più che evidente lo scempio che ufficiosamente si persegue.

    Mi basta pensare che, da futuro laureato in filosofia, non potrò accedere ad alcuna professione che faccia fruttare quel che dovrei aver imparato. I pezzi di carta aggiuntivi, uno per tutti l’abilitazione all’insegnamento, dovrò pagarli.

  11. Credo che faccia parte anche questo del “piano”. Abbassare ogni livello, per controllare meglio.

    Mi sono letta parecchi post per poter dire che è proprio un bel blog, il tuo. Complimenti.

    A presto.

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