::10tracks +5/po-pad

Se hai velleità da musicista, e sei solo, la rete è il posto per te, nel bene e nel male: o sei un povero fesso che strimpella (e in rete se ne accorgeranno tutti, e te lo verranno a dire con disinvolto menefreghismo); oppure, accidenti, anche se da solo, non sei per niente male! Ed allora la rete ti pubblicizza a costo praticamente zero.
Oggi parliamo di un campione del secondo dei due casi.

Dietro il logo minimale ed anglofono (che poi equivale a tuttofono o nientofono, per l’uso diffuso dell’inglese), in realta si nasconde…toh: un italiano. Tale Mario Ardovino. Questo il sito ufficiale.
Un bel dì, Mario offre in rete ben dieci tracce gratuite, alle quali presto se ne aggiungono altre cinque. Ed allora io le scarico, e me le porto a zonzo per ascoltarle all’aria aperta.

Il lavoro di Ardovino è una curva in salita, azioni in crescita; come se avesse tentato, quasi scolasticamente, vari percorsi di espressione, prima di trovare, nelle cinque tracce aggiuntive, una dimensione folktronica tutta sua.
Le dieci tracce iniziali, difatti, variano parecchio, oscillando da un dolce folk che matura in qualcosa di rockeggiante, all’elettronica magnetica clicks’n’bass della terza traccia (dot). Si passa per l’allucinazione estiva e glitch di 1670 kmph, per poi atterrare in qualcosa che assomiglia alla produzione di un seguace di Mike Oldfield ultima versione.
Invece, a sorpresa, un pianoforte minimalista, quello della contemplativa Roads, “Oddio dall’ultimo Oldfield all’ultimo Einaudi” pensi. Una lunga parentesi magnetica (kinderwellen), poi giù nell’inferno di riverbero electronoise di H.O.B.; e si finisce con una traccia testimone ultima della pluralità di stili, metà pianoforte, metà vocode.

Prima di ascoltare le cinque tracce aggiuntive, sei quindi un pò confuso, e non sai bene cosa pensarne: trattasi di positiva varietà di stili, o di minestrone di qualità?.
Dubbio vano, perché before, emákkia erý (aggiunta nella mia Blog.Radio 2.0), seq33, starcaster e [noponna] sono cinque superlativi esempi di folktronica di qualità. Ci sono esattamente tutti gli strumenti usati nelle dieci tracce precedenti. ::6/10Ma stavolta nessuno di questi prevale sull’altro, la corda degradata a percorsi da tracker, il DAC promosso di grado, il piano ed il vocode appena percepibili. In una sola espressione: un sogno.

Nel voto sarò cattivello per scaramanzìa.
Se questa è la via intrapresa dal bravo Mario Ardovino, allora non lo perderò di vista. Nell’attesa che qualcuno gli possa concedere una più vasta distribuzione. Motivata, tra l’altro.

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11 thoughts on “::10tracks +5/po-pad

  1. ma io so chi è!
    almeno, ricordo che bootleggava i concerti dei radiohead, col suo minidisc, mi pare.

    ora, non mi ricordo se lo sentii solo per mail o se fosse sempre lo stesso che ebbi di fianco al concerto dei kings of convenience al tunnel anni fa, qui a milano.

    -quanti passati remoti-

  2. Sto ascoltando adesso… non ho ancora deciso se è la “copia di mille riassunti” o uno che mi piace parecchio… arrivo all’ultima traccia e decido… intanto mi godo il percorso! grazie della segnalazione!

  3. Sono contento di trovare Mario Ardovino anche qui. Alcune sue tracce sono la colonna sonora di alcuni miei film. E devo a lui, ai suoli strumenti e al suo gusto la buona meta’ del risultato finale.
    Seguitelo.

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