::sadomaso e non saperlo

In questi giorni, brucio tutto il mio tempo libero nel mio passatempo legato ai vecchi computer anni ’80.

C’è da fare una demo cooperativa (seguite il link per apprezzarne la filosofia), ed io non faccio altro che scrivere codice assembly, disegnare grafica di tutti i generi, e comporre musica spingendo ai limiti estremi chip musicali desueti. E questo, sia per me che per altri.

Nel portare a compimento tali obiettivi, la parte del cervello non utilizzata allo scopo primario non può fare a meno di formulare questo pensiero:”Riesco bene solo nelle cose che non mi portano alcun vantaggio concreto”.

Insomma, ti vedi lì, nello sforzo continuo di piegare una macchina che è poco più di un giocattolo, ai tuoi voleri più sfrenati: fai vomitare grafica 3d da un chip che al massimo disegna gli omini a cubettoni, costringi quelle tre pernacchiette a sincronizzarsi in un suono di chitarra elettrica, muovi algoritmi complessi su quella ch’è parente stretta di una calcolatrice trovata in un detersivo.

Il bello è che ne provi piacere! Sì, anche quando ti chiedono (e questo corrisponde a verità) la conversione nota per nota del brano di apertura di Star Trek Enterprise, tale Where my Heart will take me, che ti fregi di odiare profondamente.

Non avrei mai creduto di dover parlare in certi termini di me stesso, ma questo mio comportamento sembra quasi indicare un piacere sadomasochistico nell’affrontare i problemi.

L’hobby del retrocoding può essere anche letto come il costringimento a limiti strutturali autoinflitti per poter trarre piacere, dopo difficile e dolorosa transizione, dallo sconfinamento parziale o completo da questi.

Non è impensabile, quindi, che io abbia agito in egual guisa nei miei rapporti sociali, o sul lavoro. In particolare, ricordo perfettamente certi miei moti di orgoglio inutilmente intransigenti, durante il mio periodo universitario. Siano questi giudicabili ottusi piuttosto che eroici, potrei calcolare entro ottima approssimazione, carta e penna alla mano, quanto mi sono costati in termini di tempo e salute.

Alla mia veneranda età, premendo goffi tasti da antiquariato informatico, riscopro un passato in tutina di lattice, manette e cerniere.

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11 thoughts on “::sadomaso e non saperlo

  1. Con tutto che provo grandissima nostalgia per l’epoca (sale giochi e bar VERI e c=64) il periodo che va dalla seconda media al quinto superiore a livello psichico-sociale per me è stato DEVASTANTE. Non ci vorrei mai ritornare.

  2. complimenti per il tuo blog.
    non dimenticherò mai la frustrazione mista a gioia e stupore e delusione auditiva quando, dopo aver digitato 5-6 pagine di codice (sintax error+e vaffa), ho sentito il mio vic venti emettere una pernacchia inenarrabile. anche se tuttora faccio musica col “laptop” a manovella , la mia roba suona sempre vecchia – pardon- arcaica. questo mi rende piena di gioia.

  3. darkripper:ma sei un suicida, paragoni te che studi a me che mi campo da sempre? 😀
    eda:grazie per i comp…aspettaspettaunpo’, sbaglio oppure ho sentito della retronica aprendo la tua homepage? Indagherò, ché qui è un po’ il principato della retronica!

  4. retronica, che bel termine! può darsi…forse la retronica è un’altra cosa, so solo che non ho mai avuto un computer con cui fare musica che non fosse già obsoleto e ho dovuto fare i conti con schede audio fruscianti, ram insufficiente, cpu che scalzetta etc.
    ronzio ed errore fanno ormai (felicemente) parte di quello che faccio!

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