::promemoria albanese

Ho sempre evitato di scadere nel blog come evidenziatore di appunti, che riprende le notizie di cronaca su quotidiani online e le reincolla paroparo con qualche commento aggiuntivo.
Ma questa volta è incredibile, nessuno ha detto la verità; una verità, forse, ma pur sempre verità!
Diciamo che mi segno ‘st’appuntino per ritrovarmelo qui all’occorrenza, và!

L’argomento, l’avrete capito è: l’immigrazione in Italia, alla luce dei fatti di Besano.
Tralasciamo il fatto che, in caso di morte, mille frustrati del tornio e delle nebbie, in camicia nera,  che gridano “Kekule uno-o di no-o-i!”, non sono la mia compagnia ideale per andare al camposanto.

Allora, su, scriviamo.
Quando c’era da farsi il parco manodopera a basso prezzo, o, meglio ancora, in nero, latifondisti al sud ed industrialotti al nord spostavano la loro fetta di elettorato condizionabile verso quei candidati “fidati” che avrebbero dovuto insabbiare le iniziative sull’immigrazione, agli albori della stessa.
É chiaro che, a condizioni così imposte, l’immigrato non può mica essere sempre il bravo padre di famiglia in cerca di lavoro e stabilità: entreranno sempre gran bocconi di avanzi di galera.
Ora che sono le industrie italiane a muoversi verso la Cina, non c’è più bisogno della fonte semilegale di manodopera a basso prezzo. Industrialotti e latifondisti devono eliminare le scorie del processo di immigrazione in modo economico e non compromettente.
Ed allora, ecco pompare la rabbia popolare verso questa scrematura condizionata d’immigrazione, socialmente molto dubbia; un prodotto tutto italiano di accumulo semicriminale. Tutto questo a spese della popolazione tutta, aizzata dai media contro l’intera etnia slava.
Una lotta tra poveri, mentre (riesumo a ragione un termine desueto) i Padroni si gustano la scena.

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11 thoughts on “::promemoria albanese

  1. ispirati:no, non ci credo veramente; anzi, ora mi tatuo la faccia della Fallaci sul petto e vado a Varese con un tornio addosso ed un ghettoblaster che spara musica da discoteca, predicando la fine delle promiscuità razziali.
    fdecollibus:potrebbe essere; quindi, proponi tu la dinamica reale delle cose; io mi metto qui ed ascolto il pensiero dell’uomo che ha fatto il fine parallelismo tra Guantanamo e l’aglio nel latte 😀

  2. Tra l’altro, parole del questore (almeno credo… mi è sfuggito il sottopancia durante il telegiornale), il 10% delle persone residenti commette l’80% dei reati. Quel 10% sono tutti immigrati. E il 99% (sic!) di quei reati sono commessi da due etnie: romeni e albanesi.

    Ipse dixit.

  3. É di oggi la notizia dei dieci rumeni salvati da un’operazione della Polizia di Stato: arrivati in Italia per lavorare come schiavi (non è un eufemismo!) in una ditta edile a Pontedera. Orari massacranti, poi rinchiusi.
    All’arrivo dei poliziotti, hanno scelto poche parole nel loro malnutrito repertorio d’italiano:”Grazie Italia!”.
    Che scelta sfortunata.
    Questi li hanno schiavizzati, quelli meno “corretti” come vuoi che reagiscano? Non è una rarità che i capoccia italiani generalmente piazzino i più figli di buona donna tra gli immirati per controllare (ed incattivire) i conterranei mediamente perbene.
    ispirati, dai, chiedimi ancora se ci credo veramente a quello che ho scritto.

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