::comunicazione urbana povera 5

Altri dieci.
Ecco a voi altri dieci messaggi della città che ci parla. Alla quale, alle volte, noi non sappiamo cosa rispondere; o, peggio, indirizziamo la risposta sbagliata.
Mi scuso con voi: il mezzo a mia disposizione non riesce a farvi arrivare le opere seguenti nella loro completezza estiva, fatta di caldo, rarefazione umana, fermentazione urbana di nettezza e quant’altro.
Accontentatevi.

::la madonna dei barboni
Laddove non arriva l’Assessorato per i Beni Culturali, arriva la gente di strada.
Un antico tabernacolo pubblico per le elemosine, piazzato al lato di una chiesetta nello spigolo acuto di due vie maestre, è stato teatro di battaglia tra l’amore della Vergine ed il Dio Denaro.
Dopo lunga e resistente lotta, la Santa Madre ha avuto la meglio, grazie all’armata degli umili, l’unica ad avere i numeri per soppiantare la discutibile usanza pecuniaria.
Ora non sono più richiesti lasciti in fessura. Ma, se proprio volete, una bottiglia di vino contadino ed un pò di sigarette non andranno mai perduti, se li lascerete sotto gli occhi della Madonna.

::pat pat
Solo mai, solo non lo sei mai: la città ti parla. Anche quando sei sordo, anche se non conosci la sua lingua.
A volte, la città segue corsi di lingue per farsi capire meglio. Se proprio sei cieco e sordo ai suoi richiami, la città si piazza in soggiorno, accende la luce in scrivania, apre il vocabolario Città-Cittadino/Cittadino-Città, e comincia a cercare le parole nella tua lingua.
Pur di farsi capire. Pur di farti capire.

::scemenze della comunicazione primo anno
Imparare a comunicare da subito, come gioco. Imparare che è bello scrivere i propri pensieri esattamente quanto leggere quello degli altri.
Alla Fortezza da Basso, durante le iniziative in seno a “Nuovo e Utile”, tanti bambini hanno sperimentato la loro prima chat. Cartacea, colorata, facile, libera.
Sono stati loro a trarre il maggior vantaggio dalla bella, dispendiosa, desertica manifestazione gigliata. A parte chi s’è diviso la larga somma di denaro pubblico, ovviamente.
Per questi bimbi, scrivere le prime scemenzuole sulla grande lavagna è stata una grande scoperta; per gli altri, scrivere e dire le solite scemenzuole è stato un grande colpo alle casse locali.
I lupetti della comunicazione contrapposti ai Lupin della comunicazione.

::elementi di dieta estiva
Dice la televisione che la “prova costume”, una usanza estiva preesistente l’uso del fuoco che è giusto ricordare periodicamente, necessita di sacrifici dietetici da malattia mentale. Seguendo quindi i Grandi Crismi della religione MTV, è bene vagliare i cibi papabili per un corretto allineamento estivo alla massa, da quelli che potrebbero pericolosamente distinguerti, per poi finire tristemente esclusa come gli ultimi umani de “L’invasione degli Ultracorpi”.
Iniziamo quindi dalle fondamenta: la televisione ed i giornali non sanno più come dirti che in vacanza d’estate l’amore non è cibo per i tuoi denti! É normale invece accoppiarsi con gente sempre nuova, e tu non devi essere da meno, trombo ergo sum! Insomma, ma quanti servizi di Studio Aperto sui tradimenti in vacanza dobbiamo ancora darti? Quanti reportage riciclati sul tettimanale Panorama ti servono ancora? Quanti teleromanzi rosa e telefilm gggiovani dobbiamo farti vedere per schiaffarti in testa che l’amore va consumato in fretta, buttato e poi riacquistato, come qualsiasi altro stramaledetto oggetto?

::pronti alla recessione
Tzè! Ci fa un baffo la recessione a noi!
Il calo dei consumi, il rallentamento dell’economia, la dipendenza dal petrolio… Non c’è mica da temere alcunché. Specie quando già possediamo da tempo le infrastrutture necessarie a resistere ai tempi duri che si avvicinano senza che nessuno faccia niente di niente. Anche perché ognuno di quelli che potrebbero far qualcosa avrà una sua personale Hammamet per i tempi bui, i cavoli sono per chi resta!
Ed eccola qui, una testimonianza tangibile della prevenzione proverbiale alla recessione, presente da sempre nella nostra cultura. Il prossimo ministro dell’industria che si occuperà di energia sarà il fantasma di Tina Pica:”Passeggero che passi per questo rione: guarda Maria! E recita un’orazione!”.

::defantozzizzatevi!
Fantozzi! E la smetti di essere la solita merrrdaccia!
Ma insomma, Fantozzi, si dii una possibilità! Si facci valere! Sia giovane! Fantozzi, ma non vede come è triste il lavoro che fa? Anche dal nome:”Ufficio Sinistri”. Ma su, ma come si può! Forza Fantozzi, prendi un cane rabbioso, si metti in divisa da punkabbestia secondo tutte le regole del mercato: qualche catenaccio firmato come portachiave ed una bella chioma rasta al centro e ben rasata ai lati eseguita da un parrucchiere alla moda!
Ma diamine ragioniere! Ma non lo sa che oggigiorno la donna vuole sentire il puzzo selvaggio dell’alcool quando fa bessshtialmente l’amore sulle panchine delle stazioni? La donna vuole un uomo violennnto, che la malmeni, che la faccia prostituire per procurarsi i soldi per l’eroina ed il turno al metadone!
Su Fantozzi, si sbrighi, la porto io a fare il piercing alla cappella, venghi, le piacerà!

::frasario aperto per ipoglotti
Qualcuno dovrebbe prendersi la briga di compilare una classifica credibile delle cento frasi tratte da testi di canzoni più trascritte sui diari delle liceali malinconiche, più riportate sui muri, più adottate come vere basi esistenziali.
Per quanto riguarda le scritte sui muri, la trascrizione di una frase non propria è l’esempio più triste di omologazione del pensiero, la disfatta sotto ogni punto di vista della funzione stessa alla quale l’immenso diapason urbano potrebbe assolvere. Diffidate di chi si giustifica plaudendo all’autore originale, quale geniale condensatore di idee in verità proprie e personali. In questo caso, siamo semplicemente di fronte all’offensiva di media dittatoriali contro un lontano cugino libero e virtualmente inattaccabile.
Proprio come la rete, ad esempio.

::calarsi catarsi
Figlia di una mente della quale è difficile pensare non fosse obnubilata da gradevoli sostanze psicotrope, questa frase è apparsa dalla sera alla mattina nel più angusto dei vicoletti d’Oltrarno. Talmente angusto da offrire all’incauto relatore non pochi problemi nella ricerca di uno scatto d’insieme.
La pur ridicola mancanza grammaticale nulla toglie alla potenza immaginifica della scritta: diciamo no al mondo composito, all’universo materiale, anche a noi stessi ed a questa magnifica cazzata testé formulata. Lo diciamo almeno fino a quando tornerà il nostro amico, a portarci nuove regalìe lisergiche, grazie alle quali motiveremo il nostro fuorisedismo universitario, facendo un esame qui e là giusto per far contenta mammà, per farle dire in paese:”U figghiu miu ha fatt’tria esami chistu mese, ha pigghiat dui trenda e nu vinticing!”.
Povera mammà, pensare che di regola di esami morattiani così doveva vederne nove, e quei tre sono stati studiati in tre giorni, e risolti con lo scritto a risposta multipla. Passa sta canna, và…

::mettiamo un paletto alla nostra storia
Ilare campione di scritta spaziotemporale: dai, su, il ragazzo c’ha ripensato, magari la cosa ha funzionato maluccio, e così ha ben pensato, da brava personcina qual è, di rimettere a posto tutto. Ma tutto tutto! Anche quel desiderio urlato sulla fredda pietra col pennarello nero, desiderio al quale evidentemente lui aveva dato una certa importanza.
Anche per tamponare l’eventualità di una pedante richiesta della nuova fiamma:”Ma non è la tua scrittura questa? E chi sarebbe questa Chiara? E lo sa qualcun altro oltre te e me? E allora cancella o correggi!”.

::popolo di senzadio
Sì, Cristo si era fermato ad Eboli.
Ma qualcosa, al limitare del territorio della città campana, suggerisce quanto sarebbe sgradita una seconda visita della celebre figura religiosa. Durante il soggiorno ebolitano, Cristo non deve essersi fatto amare molto, e, a giudicare dall’allegria che la foto esprime, si può capire il perché.
L’assessore locale, geniale ideatore della trappola per figli di dio, è il dottor Wile Eugene Coyote.

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20 thoughts on “::comunicazione urbana povera 5

  1. sempre notevoli. il terzo l’ho firmato pur’io, ma più a destra. L’amore non si mangia sono sicuro di averlo visto (dov’è esattamente?) e lo trovo meraviglioso – anche nella tua intepretazione. saluti

  2. Come sempre tutto molto bello… MA QUAL E’ CON L’APOSTROFO da te non me lo aspettavo!!! =))))

    (Vabbè, anche i migliori si distraggono^^)

  3. webgol:gneeem, vediamooo…è una traversa di Via della Scala…
    duedi:nah! e ora dove sei? :O
    anonimo82.55.142.219:mannaggia ma firmatevi! 😀
    Allora, nella questione del “qual’é/qual è” si incastrano solo i ginnasiali dell’anima. Tutti gli altri sanno che la versione con l’accento è tornata in auge per motivi argomentati. Probabilmente, Luciano Satta è quello che meglio ha elaborato la cosa (vi esorto ad una ricerca su google), rimodulando l’atavico “conflitto” Fochi/Migliorini.

  4. E vabbè Luca, pariamoci il culo con queste risposte… (cmq sono un Raggioniere… (ci tengo alle due “gi”))… =D
    Ciao!
    Emanuele

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