::poi siamo pari eh!

Dopo il funesto avvento di Katrina, gli USA chiedono aiuto. A tutti. Come se fossero il Bangladesh.

Sconfitti non dalla metereologia, bensì da utopistici diritti alla felicità, il cui prodotto diretto può essere ben riassunto da quel terzo di poveri residenti in New Orleans. Quella stessa fetta di popolazione che il presidente Bush ha praticamente individuato come minaccia alla sua priorità assoluta in una così biblica emergenza: la salvaguardia della proprietà privata.
Sconfitti non da uno sfortunato incidente, ma da un evento previsto anni prima, che ha una sola sgradita caratteristica: perdere in praticità credibile, quando confrontato con quel 52% di possessori di SUV che mal s’accorda col mettere una firmetta in quel di Kyoto.

Ecco quindi che gli ammerregani chiedono aiuto. All’ONU, all’Europa, alla NATO, ai mondi sportivo politico economico, alle associazioni impegnate nel sociale, ai pescivendoli di buona parte della Grecia, al club “Amici di Candy Candy” di Sapporo, al Movimento Autonomo per la Liberazione dei Nani da Giardino. A riprova del fatto che gli USA possono gestire senza alcun problema e la missione in Iraq e le disgrazie locali. Eh, come no.

Io opterei per una siffatta cosuccia.
Aiutiamoli con tutti i mezzi a disposizione, per tutto il tempo necessario. Però sia chiaro: dopo quest’azione caritatevole siamo pari! Pari, accidenti, pari!
Basta con la gratitudine pluridecennale per la liberazione del ’45, basta col vassallaggio sul Mediterraneo, basta col concetto di “doveri e diritti dei Paesi sconfitti nel conflitto”. Pari e pace.
Alla fine dell’emergenza, ci si stringe la mano, da buoni amici, magari una birra veloce; poi ognuno a casa sua senza infiltrazioni nella politica e nella società. Noi Europa, voi USA, relazioniamoci alla pari, volemose bene.

Con questo meccanismo, un altro presidente repubblicano dello stampo dell’attuale ci permetterà di vantare una marea di favori in credito.

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18 thoughts on “::poi siamo pari eh!

  1. Concordo pienamente con quanto dici. Spero inoltre che riflettano che i soldi e’ meglio spenderli in prevenzione civile che in guerre preventive. Ho come pero’ l’impressione che la colpa di questo per la maggior parte degli americani, sara’ imputata al fatto che New Orleans era la citta’ del peccato.
    “Ed ecco quindi che la furia si scateno’ su questa citta’”… (pensate ad un telepredicatore qualsiasi)

  2. passeroad: sì, è probabile che ci racconteranno la storia della povera Mildred:”Gnola ora vi raconti l’istorria de la poverra poverra Mildred!”.
    phibbi:mi spiace davvero per la tua Lomo, ma soprattutto per la tua bellissima borsa 😦
    opium:occacchio, può essere sì…

  3. Ma va là, hanno aiutato l’evaquazione dei vari colletti e facce bianchi, hanno aspettato che i rimanenti scuri ci lasciassero le penne, poi hanno dichiarato la legge marziale contro questi stessi sopravvissuti e adesso li vogliono trascinare via a forza, spero che si sia capito quale sia il modus operandi della repubblica stellata, perché questa è una catastrofe, ma lo stesso si fa per l’ordinaria amministrazione!

    E per quanto riguarda l'”alleanza” coatta postbellica, prima degli atti ufficiali e le strette di mano sarebbe buon segno che levassero le centinaia di testate nucleari tattiche che abbiamo sottocasa a Piacenza piuttosto che ad Aviano piuttosto che in Germania.

    Sia chiaro una volta per tutte: l’america è il paese della merda, merda e basta, poi è chiaro che se uno ha i soldi si sente libero, ah sì, che scoperta!!!

  4. Il massimo rispetto, come al solito il bersaglio è centrato!

    >Sia chiaro una volta per tutte: >l’america è il paese della merda, >merda e basta, poi è chiaro che se >uno ha i soldi si sente libero, ah >sì, che scoperta!!!

    Per il post di sopra, facile antiamericanismo da 2 centesimi (di euro o di dollari, decidi tu) con il resto!

  5. Ma piantala, io sono antiamericano, certo, ma perché da due soldi?

    Credi che sia un noglobal o affini?

    Ti sbagli.

    Credi che sia un Rauti o F.N.?

    Ti sbagli di più.

    Io conosco la storia e conosco l’economia, non emetto giudizi in modo facile, dunque ti invito a riflettere prima di avere reazioni sciocche.

    Senza Rancore.

  6. Ma gli Usa non sono esenti dalle disgrazie. Gli uragani arrivano a coprire tutti come la neve di Joice.

    Ma che dire tra cinema realtà ed arte?

    Un tuo graito parere sul mio blog?

    Già perché no?

    Rob.

  7. la storia dei telepredicatori è TUTTA vera. Ma non è colpa loro. In realtà quasi il 50% degli americani crede che in questa tragedia in qualche modo c’entri Dio. Guarda caso la stessa percentuale dei possessori di SUV (come può il venerato oggetto di metallo fare tanto male? Non può! E’stato Dio) …
    Poi i nostri ministri dell’Ambiente parlano di impostazioni teocentriche ….
    Che se li inghiotta l’inferno.

  8. Per Albatross: Non mi sento né pro ne antiamericano, ma una nazione, per quanto con enormi difetti (che non sono certo io a tacere) che riesce comunque a far uscire film come quelli di Moore e a fare autocritica, non è tutto da buttare. Un film come Fahrenheit 9/11 (ma potrei pure dire Full Metal Jacket, Platoon etc. etc.) non sarebbe mai uscito in Italia, o se lo fosse avrebbe fatto la fine de “I Banchieri di Dio” (fuori dalle sale in tempo record… chissà perché).
    Senza rancore

  9. Se Fahrenheit 9/11 è contro Bush, io sono il Re di Francia.

    Per quanto riguarda la grande cinematografi america non ho nulla da dire è straordinaria, ma quasto non toglie che loro sono nostri nemici.

    E non toglie nemmeno che l’Italia è un paese di parassiti avvocati e dottor Balanzoni, lo so bene.

    Quando un paese è ricco e prospero produce cultura, quando non lo è non la produce, ma ciò nonostante la supremazia tecnica italiana non si discute.

  10. mavimavi:bah, penso che nessuno abbia mai fato il tifo per la Katrina punitrice, semplicemente perché non intendevo aprire il discorso su linee umanitarie.
    Su questa nuova linea, penso si sia bene o male tutti d’accordo, no?

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