::vicissitudini parallele di eroi della nostra adolescenza

Il cinema d’animazione coreano, dai primi esperimenti degli anni 60 ai successi dell’ultimo trienno, passando dalla grande crisi negli anni ’70, è argomento troppo vasto da poter comprimere in un unico post “affrontabile”.
Ma io ed i miei amici siamo stati tramortiti da un periodo particolare della koreanimation. Preparatevi quindi a cliccare sui link.

Durante tutti gli anni ’70, in Corea, pagava ben più lavorare come intercalatori e bassa manovalanza per i giapponesi, rispetto al farsi finanziare un progetto nazionale, che non fosse il tradizionale lungometraggio stagionale estivo o natalizio. Le produzioni giapponesi, però, non potevano essere importate senza un’attenta epurazione, a causa di una legge volta al rispetto della generazione che aveva subìto la quarantennale occupazione nipponica. In pratica, un circolo vizioso, a suon di subappalti.
La chimera degli animatori coreani era il riuscire a coprodurre una serie con i colleghi isolani ricchi, botta di fortuna capitata solo alla TBC, lo studio dalla breve vita che collaborò alla serie Ogon Bat (“Pipistrello d’oro”, da noi Fantaman). E invece.

Invece, Kim Chung-Gi dimostrò a tutti che copiare poteva pagare ben più del creare, regalando ai bambini coreani l’eroe che li farà impazzire di gioia. Robot Taekwon V è difatti una mera copia di Mazinger Z, meno tecnologica e più manesca; eppure la sua fama riesce ad arrivare sino ad oggi, con l’annuncio di un imminente film dal vivo dedicato ai bambini di ieri. In pratica, il Goldrake coreano.
La pista battuta dal cuginetto scemo di Mazinga si rivela una miniera d’oro. Le idee originali sono bandite dalla scena coreana dell’animazione, a favore di copie parziali e/o integrali di character design, personaggi, mecha design, storyboard, tutto ciò che poteva essere rubato ad altri autori. Le musiche no, le musiche sono sempre delle indegne marcette infantili che mal si sposano con ciò che scorre sullo schermo.
In alcune delle serie di Robot Taekwon V, vi sono così tanti cloni, da poter utilizzare il cartone come terreno di sfida per gare fra intenditori! Iron Man, Harlock, addirittura Bambi! Tutto fa brodo, se è lì, già bello e scodellato, pronto per essere integrato alla men peggio col resto dell’eterogenea brigata. E lo stesso vale per tutti gli altri lavori coreani dell’epoca: Macross, Daitarn III, Arbegas, Gatchaman, Transformers, Raydeen, Galaxy Express 999 e parecchi altri, tra i quali un deplorevole cameo da cattivo alieno interpretato da Danpei Tange, il burbero allenatore di Joe Yabuki nel celebre Ashita no Joe (Rocky Joe in Italia).

In tutto questo stilettare alla cieca, il vero colpo al cuore è quello intitolato Run! Mazinger X, una micidiale scopiazzatura dalla serie e dal film pilota di UFO Robo Grendizer, vale a dire Goldrake! Una millantatura perversa che StellaDiFleed studia comparativamente per evidenziare punti in comune e scollature dall’originale. Premetto, che, essendo Koji (in Italia, Alcor) il pilota di Mazinga, per i coreani l’eroe è lui, quindi Daisuke (Actarus)  fa la figura del contadinotto piagnone per tutto il lungometraggio.
Un’endovena di raccapriccio.

Il giro nella casa degli orrori animati coreani è stato gentilmente offerto da Yanus91. Ora tocca a voi.

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6 thoughts on “::vicissitudini parallele di eroi della nostra adolescenza

  1. Da curioso di animazione giapponese mi ero sempre chiesto cosa succedesse in Corea tra i “rematori di galere” (leggi bassa manovalanza). Grazie per l’illuminazione.

  2. INCREDIBILE! Incredibile!! Non ho parole. I cugini poveri dei giappi che copiavano i giappi (e che li copiano ancora). Ma non prendiamocela solo con i koreani, i giapponesi hanno creato questo mostro, con un’occupazione (militare prima, culturale poi) pressoché costante della korea. Un esempio sta nel cosiddeto “manga” coreano… è praticamente UGUALE a quello nipponico, come stile e come tematiche, non ha una propria identità (o comunque la sta trovando a fatica). I coreani fanno fatica a pensare in maniera diversa da quella giapponese insomma… almeno per quel che riguarda le produzioni popolari (c’è anche da dire che in korea però i cartoni li fanno, qui in Italia rimaniamo sempre dei cazzoni, ed ogni loffa che facciamo ci esaltiamo come se fossimo i migliori del mondo, e non gli ultimi buzzurri del condominio)

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