::comunicazione urbana povera 6

Sesto appuntamento con le parole della città, dopo prima, seconda, terza, quarta e quinta.

È tempo di fornire un po’ di linee guida. Le foto che vedete qui, sono già il risultato di una scrematura a più stadi, di riproduzioni delle tante tracce individuabili nell’ambiente urbano. Ciò significa che l’appuntamento si ripete solo quando si raggiunge la somma di dieci foto significative. Eppure ci si arriva sempre, incredibile!

Quindi, l’atipico blog percolante dalle mura cittadine è più attivo che mai, in tutte le sue forme. Eccovi le ultimissime d’inizio autunno.

::dichiarazione alla livornese

Boia dé, ti amo e non lo sai.

Quest’omino stralunato, straparlante, straordinario, è apparso sotto la finestra dell’interessata, un bel giorno d’estate. È strano come l’autore crei un personaggio portatore insano di una dichiarazione implicita, e poi lo abbandoni al flusso di un’esposizione mediatica così aperta e trasgressiva; questo però rende il tutto ancora più coreograficamente insano.

Boia, boia, boia.

::fenomenologia dell’umorismo gigliato 1

Il tipico umorismo toscano popolare si basa su cliché tradizionali ed elementi di lazzo semplicistico, due vie ben lontane dall’arzigogolata costruzione di certe battute partenopee, ad esempio.

Quando applicato in modi e tempi consoni, produce effetti diffusi e prolungati. Nelle occasioni in cui il miracolo non ha luogo, però, tutto ciò che si riesce a racimolare è un pesante imbarazzo, e qualche mano che stringe sconsolata le tempie.

Per esempio, sforzatevi di ridere per questa scritta.

::ritalinitaly

Questa scritta qui non è messa lì a caso, anzi! Fa bella mostra di sé proprio sul muro di uno dei plessi scolastici del centro cittadino, una di quelle scuole primarie molto frequentate dai rampolli locali alle prime uscite pubbliche, il tipico luogo dove si insegna a scivere “aiuola” alla classe dirigente di domani.

La pillola magica che depaupera l’insana energia infantile, arriva in troppi casi e troppo spesso, a salvare l’appuntamento col medico per il controllo delle protesi mammarie. Così, in mancanza di una parola dall’alto, l’allarme parte dal basso notturno ed urbano delle bombolette di nero.

::reggia fuorisedistica affittasi

È stata l’ultima clamorosa informazione a farci ridere per ore (sì, siamo gente semplice), ed a far risaltare questo annuncio d’affitto per studenti universitari, tra quei millemila che vanno a formare il tradizionale découpage d’ornamento, aureola dei portoni delle facoltà.

Secondo me, serpeggia, tra i fuochi artificiali ed i carnevali brasiliani dell’annuncio in questione, una micidiale fregatura. Vattelapesca, mah…

::frasi fuori luogo

Le due iscrizioni sono state piazzate sui due lati di una panchina muretto, posta al centro del cortile di quel meraviglioso complesso in centro, del quale abbiamo già discusso.

Non è bastato, quindi, ingabbiare i sinistri balconi dell’Ex Carcere delle Murate: ci voleva anche una bella presa per i fondelli. Il messaggio sembra quasi essere:”Goditi la bella celletta che ti abbiamo assegnato, resta fermo lì, deprimiti in modo partecipativo.”. Non solo: uscire, incontrare persone nuove, evadere dallo spazietto stagnante, vedere il resto della città, cosa produce?. Produce torbidità, promiscuità infette, contatti insani.

Qualcuno fermi gli architetti.

::finalmente siamo nessuno

Guest star della sesta edizione, la foto fornita dal Prof. Antonio Sofi, una vera chicca.

Siamo informatizzati, satellitarizzati, motorizzati (sì, è uno scooter quello!), cellularizzati. Siamo veloci, ed abbiamo contatti veloci. Quindi siamo i nostri stessi contatti, e se ci contattiamo abbiamo raggiunto una meta importante.

Ci contattiamo alfine, e quando questo succede, non abbiamo più nulla per riconoscerci e farci riconoscere, perché non siamo più noi. Citando i Mùm, finalmente siamo nessuno.

::istruzioni distruzioni

Non siamo le cause, nooo, mai mai mai. C’è uno, tipo, che è cattivo, proprio lo pagano per fare il cattivo. Se l’Africa ha fame è colpa sua, se ti si rompe il freno della bici è colpa sua. È sempre colpa sua. Abbiamo già tirato le monetine all’uscita dell’Hotel Raphael a suo tempo, che la colpa era sua, mica nostra quando si votava.

E se invece di essere distruttivi, provassimo preventivamente ad essere costruttivi?

::fenomenologia dell’umorismo gigliato 2

E se non vi fosse bastato l’esempio precedente, questo allontanerà qualsiasi dubbio residuo. Qui siamo proprio ai primordi della comicità popolare, alle origini dei perché della tensione zigomatica.

Per dire, questa è la fermata di Ponte alle Grazie. Io lo so, lo so che tutti noi abbiamo pensato la stessa cavolata, una volta nella vita. Ma da qui a scriverla nero su arancio…

::venghino siori

Non saprei trovare definizione più azzeccata e lapidaria per questa città.

Ora che anche la popolazione universitaria è stata dimezzata dal decentramento delle facoltà, rimane solo un parco giochi rinascimentale, a soddisfare il flusso turistico costante. Il resto è agglomerati di case, molte sfitte, date a peso d’oro agli studenti ed agli stranieri, per la gioia degli ex cittadini ora dislocati nei posti fichi dell’hinterland.

::aver fede nei numeri

Come da tradizione barzellettistica, Barabba libero e Gesù stopper.

C’è chi trova più sicura salvaguardia della sua anima in un cross teso da destra, che nell’aiutare il proprio prossimo. E la differenza sta nel numero, perché la formazione della trinità è troppo sbilanciata verso la difesa, mancando quasi del tutto di propulsione d’attacco.

Basta, quindi, con queste figure divine rintanate nella loro patetica melina fra bene, altruismo e speranza. Questi tempi richiedono figure d’attacco, numeri dieci.

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24 thoughts on “::comunicazione urbana povera 6

  1. No… server maledetto! fammi vedere le immagini. Diamine aspettavo con ansia il seguito di questa infinita serie ma c64.rulez mi sa che è un po’ andato.

  2. mm:ma che sfiga megalitica, ti giuro che mmm…bah, alle 17:15 era tutt’a posto :
    Porta pazienza, và, che gli ungheresi a volte con quel server ci giocano a pingpong.

  3. In attesa che il server ungherese torni a rigare dritto, mi concedo un off-topic, chiedendoti se ricordi qualcosa di più preciso su periodo e legge a cui accennavi nel post sulla Brita… ho visto uno spot di un’acqua minerale dell’81 che sembra venuto non da un altro tempo, ma da un’altra galassia…

  4. Ma perché quelle a cui ho riso di più sono le più stupide? (Piuttosto, ti mandai la foto del simbolo dell’Esercito delle 12 scimmie? Postala prima o poi

    Emanuele

  5. bluelines78:è proprio ciò che devi fare, attendo delatori sensibili ed errabondi per le future pubblicazioni.
    emanuele:sono quelle le migliori 🙂
    Le 12 scimmie non saranno pubblicate, perché rientrano in un genere già discusso, ma sono nel mio personalissimo archivio, grosso il doppio di ciò che ho messo sul blog.
    piovutodalmare:mannaggia, mi fa piacere ma mi imbarazzi 🙂
    Sarà un caso che hai commentato mentre riguardavo gli Album di Marco Paolini? Qualcosa mi suggerisce che piacciono anche a te…

  6. il mitico 12! che quando sono venuta a firenze stavo tutta piena di valige ad aspettarlo alla fermata e lui passa e se ne va senza degnarmi di uno sguardo 😐
    ma che schifo di usanza è quella di chiamare l’autobus con la mano quando vuoi che si fermi? solo a firenze posso succedere queste cose.

  7. camilla_lo:e questo ti sia di lezione, la prossima volta che tu e quell’altro fruttone venite a Firenze, e vi fate scarrozzare dai bus invece che dalla mia macchinina piena di bozzi! 🙂

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