::erasmus cvd

Che pena, non c’è proprio gara, è bastato poco meno di un anno per la banale conferma.

Novembre, andiamo, è tempo di autocitarsi. Copio ed incollo direttamente da qui.
Con la nuova università della Moratti, tutto è più all’acqua di rose, molti esami che prima erano spauracchio degli studenti ora non hanno il tempo di essere studiati a fondo, e finiscono nel macero degli esamini ad alta frequenza. In questo contesto, l’Erasmus perde un po’ il suo ruolo di spaccio d’esami, puntando a diventare invece una filiale giovanile del ClubMed per i rampolli di famiglia che studiano a casa propria: questi, invidiando la libertà dei colleghi fuorisede, scappano dal controllo parentale per qualche mese, a ricreare in terra straniera tristi versioni tarocche delle situazioni che hanno sognato guardando cose come “L’appartamento spagnolo“.

Un anno dopo, le cifre che confermano la tendenza, rivelando il mesto ruolo occulto che il progetto Erasmus ha sempre ricoperto, ce le fornisce AlmaLaurea mediante La Repubblica.
Col laureificio della Moratti, diventa poco competitiva l’offerta di una scorciatoia di pacchetti preconfezionati di esami dedicata ai figli abbienti. Crollano così, come un castello di carte, le Grandi Pippe sulle utili esperienze accademiche all’estero.

Tre sono le cose che si fanno notare nell’articolo del quotidiano.
La prima è l’ormai consunto e liso riferimento al mediocre filmetto attizzagiovani, manifesto e speranza di una deformazione calabrolesa degli scambi interculturali a livello accademico (prego leggere con attenzione le norme al consumo del termine calabroleso in fondo a questo post). È un po’ il bonario messaggio subliminale del cinquantenne laureato ed arrivato, che ha dovuto fare molto meno dei trentenni di adesso. Cosmico.
La seconda è la richiesta di non riconversione dei crediti, formulata da Francesco Furno, direttore (attenzione) dell’Erasmus Student Network (tenetevi forte) cioè l’associazione degli ex studenti Erasmus (è tutto vero, lo giuro!). La riconversione del voto (poi divenuta “dei crediti”) era l’ultima arma dell’ateneo, da brandire per preservare una valutazione equa tra chi dava “Storia del Brodino” in Italia studiando su quattro libri, e chi dava lo stesso esame a Barcelona, vestito da ballerina brasiliana, durante una festa di quiz a risposta multipla. E ci sarebbe da dire che i professori mangiarono la foglia troppo tardi, i primi ricchi fortunati filtrarono senza problemi.
La terza è l’impossibilità dei giornalisti di poter confessare l’inconfessabile. Ecco allora che la motivazione per la flessione dell’Erasmus diventa magicamente il positivo ritmo dello studio, delle lezioni, degli esami della nuova formula 3+2. Balle, ovviamente, ma che si deve fare per campare!

C.v.d.

Annunci

12 thoughts on “::erasmus cvd

  1. Che tristezza, vedere quanto in fretta si possa cadere.
    Quando mi sono trasferito all’Università di Udine (ma perchè uso poi ancora la U maiuscola per università?) l’Erasmus era considerato un’esperienza valida per la totale nullafacenza, oltretutto convalidata sotto la blanda facciata di “esperienza culturale ed istruttiva”. Insomma, un modo per tornare a casa con la giustificazione per non avere fatto i compiti…
    E’ vero però che con questo, sarà possibile andare, non fare e tornare con anche un guadagno in termini di esami!
    Diventeremo molto colti, temo io…

  2. Ai miei tempi non ho potuto fare l’Erasmus perché lavoravo e non potevo andar via. Mi è dispiaciuto tanto, ma non è stato possibile fare altrimenti. Poi, quando ho visto L’appartamento spagnolo, mi è venuta la voglia di iscrivermi di nuovo all’università “solo” per fare l’erasmus… è troppo carino quel film! A parte i miei facili entusiasmi senili, condivido quello che hai scritto…

  3. Non ho trovato molto chiare le motivazioni di un risentimento latente nei confronti degli Erasmus che quasi sovrasta l’attacco (giusto) alla riforma. L’Erasmus è alla portata di chiunque è fuorisede ed abbia la voglia ed il coraggio di farlo. Gli insegnamenti sono in alcuni paesi un pò più abbordabili, ma compensati dalla incalcolabile importanza data dal capire che se navighiamo nel guano in Italia forse possiamo ancora aspirare a qualcosa di meglio, dato che praticamente in qualunque altro posto si riesce a vivere meglio, anche con meno soldi.

  4. Partiamo da una considerazione:ho fatto l’erasmus e lavoro con gli erasmus.Quindi penso di saperne un pò più di te che hai scritto una lunga serie di “qualunquaggini”.L’erasmus o un qualunque periodo di studio all’estero(anche alle superiori)non è importante solamente per gli esami che si svolgono in luogo,ma anche perchè si apprende un’altra lingua(secondo me cosa fondamentale visto come si studiano bene in Italia),un’altra cultura(per quanto europea)e magari si lavora(fatto) e ci si integra in un’altra realtà.Non fosse solo per quello si deve anche studiare.E il deve è ben chiaro da chi ha fatto l’erasmus vedi proprio a Barcellona come me…Io di esami ne ho passati parecchi e non tutti erano difficili,ma i miei voti erano miei e non regalati,erano gli stessi corsi con la stessa valutazione che in Spagna ricevevano gli studenti di lì..Differenza unica?!?Mi davano più tempo per svolgerli o mi davano il testo in spagnolo e non in catalano.
    Ma io studiando,imparando un’altra lingua,lavorando e dandomi cmq da fare ho fatto i miei esami, i fan cazzisti,che ci sono naturalmente,sono tornati a mani vuote o con un esame solo…Ed in 9 mesi ne prepari uno anche se non vuoi!Non sono sicuro lo stesso avvenga in tutte le Università straniere,ma nella tanto bistrattata Barcellona non avevo certo aiuti.. Quanto ho visto in Italia invece è differente. Da noi si mi è capitato che professori facciano passare gli studenti senza battere ciglio,ma capisco anche che una mano ad un orale possa essere data ad una persona che oltre a seguire corsi in lingua straniera,si trova dopo 4-5 mesi a sostenere un esame. Per quanto riguarda la possibilità di andare all’estero solo per i figli di papà la stupidata si commenta da sola…Vai in erasmus e poi ne riparliamo…
    A mio parere nella nostra cara Europa l’erasmus e cose simili andrebbero solamente incentivate anche perché si seguono lezioni con professori spesso molto preparati, a me è capitato, ed incredibilmente disponibili. Partite invece,divertimento ce n’è di sicuro,ma difficoltà anche… Forse di quelle si potrebbe parlare che sono ancora troppe

  5. Una piccola nota per scusarmi con gli abituali lettori di questo blog.
    Liberoblog, stavolta senza avvertimento alcuno, ha ripreso questo post, assegnandogli un titolo che farebbe erroneamente pensare all’eliminazione del progetto Erasmus.

    Ciò ha comportato una gioiosa percolazione di commenti, anche coloriti, spintisi addirittura sin qui, sparsi un po’ in tutti i post del tag “università”. Tra i commenti di qui e su Liberoblog, c’è molta fuffa incredibile (e la cosa, credetemi, è divertentissima, non credevo!), molte tesi estreme interessanti imbarazzanti, mirabolanti usi alternativi del congiuntivo, grande utilizzo di “xché”, “nn” ed altre abbreviazioni; ma ci sono anche commenti validi, preziosi, ben azzeccati.

    Pertanto, godete anche voi di questa ventata allegra e salutare, prima del ritorno ad una più sobria normalità.

  6. Ignorante qualunquista di sinistra che tieni questo blog perchè non hai di meglio da fare, ti informo che nella Università Pompeu Fabra a Barcelona non ho dovuto esibire null’altro che le mie competenze di diritto quando sostenni l’esame di diritto penale. L’ignoranza, caro mio, va combattuta con la stessa forza con cui si sradica la gramigna. Si informi.
    Alfonso Spinelli
    alfonsospinelli@gmail.com

  7. … ho già lasciato un commento su liberoblog, ad ogni modo sarebbe buona cosa se tutti mettessero almeno che corso di studi hanno frequentato (chissà quanti di scienze della comunicazione?) e soprattutto, quando si parla di costi, che lavoro fanno i loro genitori: io conosco un ragazzo (giurisprudenza in Cattolica) che durante l’erasmus a Londra lavorava: ogni volta che se ne parla continua a ripetere che si manteneva… però la casa (compreso vitto) gliela pagavano i suoi (devo dire che lavoro fanno? naaaah).
    Uhm… caro uomo del tonno mi sa che hai colpito nel segno. bravo!
    PS per favore evita di buttarla sulla politica perchè le critiche di qualunquismo in tal senso erano motivate.

  8. Ho scritto poco fa,se ti interessa il corso economia…Tutta questione di volersi dare da fare…In ogni caso nn volete partire,ma statevene a casa.Però una cosa,visto che non ne sapete nulla se non per sentito dire,fate la bella figura di stare zitti

  9. MA VA AVANCULO CODARDO CHE NON HAI AVUTO IL CORAGGIO DI PARTIRE.. L’ERASMUS E CPME FAREUNO STUDENTE FUORI SEDE NE SAI QLC? SAI QUANTA GENTE LAVORA????????

  10. Che brutta bestia l’invidia….
    O meglio, senza voler essere spocchioso, però mi sembra non solo eccessivo, ma anche profondamente scorretto parlare di erasmus nei termini di un club med per noveau riches, ubriacati dai soldi e storditi dalle raccomandazioni. Se, come in tutte le cose vi sono le ingiustizie, certamente esistono anche in questo frangente. Ricorda pero che generalizzare non ha mai fatto bene a niente e a nessuno. L’erasmus è soprattutto un interculturalità quotidiana e permanente; un rapporto molto fruttuoso con ragazzi dalle esperienze diverse e, naturalmente, dalle idee diverse. la mia famiglia, te lo posso assicurare, non è certamente tra le 10 più ricche del globo, eppure, l’erasmus, in finlandia, l’ho potuto fare, grazie al loro sforzo, e alle agevolazioni studentesche presenti all’interno dell’università.
    Rifiutare cosi momenti di arrichimento personale nascondendosi dietro a futili motivi o a preconcetti idioti, mi sembra una cosa molto sciocca oltre che ingenua.
    E poi parliamoci chiaro: molto spesso una mole diversa di studio tra un università italiana e un università straniera è dovuta a che alla diversità dei metodi di insegnamento o meglio,all’inadeguatezza dei metodi italiani rispetto agli standard europei….
    Siamo indietro rispetto agli altri, molto indietro, e forse una cultura europea piu ampia e meno superficiale ci potrebbe aiutare a colmare questo nostro gap.

Una forchettata di commento?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...