::ecce rai déjà vu

E no, dai, non resisto alla subliminale sensazione di già visto, con la quale il tubo catodico riesce a ghermire la mia attenzione da qualche settimana a questa parte.

È più o meno quella, difatti, la data di inizio programmazione degli spot multisoggetto RAI, prodotti dalla Cineteam per l’agenzia Publicis. Li avete sicuramente visti, tre soggetti: la lezione d’inglese, la bambina della recita, i ballerini di tango.

Ed in tutti e tre i casi, accompagnato dal fido cameraman e dai solerti collaboratori, arriva lui: un professionalissimo intervistatore, dall’aria sorniona e dallo sguardo ricurvo che si alterna tra telecamera ed intervistato.

E vedilo una volta, e vedilo due. Eppure a me quello lì…quella voce, quella tonalità, lo sguardo dal basso verso l’alto, la barbetta incolta… Ma non può essere, sono passati venticinque anni circa. Bè certo, il fotoritocco fa miracoli, per non parlare delle frontiere della chirurgia estetica. Eh, ma quel modo di ruotare il collo, mi sa eh. Eh ma no dai, ma non è possibile, anche se. E se fosse il figlio? Seee ma che vado a pensare, Mendel sì ma fino ad un certo punto!

Non mi rimane altra possibilità che usare il blog come bottiglia per messaggi, da naufrago nel mar delle somiglianze.

Per quanto impossibile, per quanto cronologicamente sballato, per quanto surreale: Giorgio Viterbo, già reporter della gggiovane TeleCalifornia, se sei tu batti tre colpi ed un commento!

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