::scisma di mercato

È passato un autunno di grande divario tra i pochissimi molto abbienti ed i moltissimi ex normali. Poi è arrivato un periodo natalizio da colonia cafona, di regali pochi ma mirati: tutto ciò che, alimentato da una batteria al litio, non necessiti di particolari motivazioni o conoscenze per poter essere utilizzato immediatamente. A chiusura del quadretto, un periodo di saldi davvero atipico, anche più degli anni appena passati, quelli della gran transumanza di acquirenti, che alla fine acquirenti erano in piccola parte.

Io ed il mio straccionismo congenito andiamo a braccetto per le vie del centro della Città Vetrina. Insieme, adocchiamo la gente interpretare la pallina quadrata di Pong, che rimbalza tra le due file di vetrine come tra due aste avversarie di lunghezza infinita.
Ma qualcosa non è convincente. Qualcosa è decisamente diverso dagli altri anni.
Gli avventori hanno tutti l’aria di essere avvezzi, se non al benessere, all’ acquisto sicuramente: è tutto uno sfilare di ereditieri barzotti di industrietta di papà, di zoccoloni con fuoristrada su marciapiede, di collegialine esterofile dal futuro blindato.

Non c’è l’italiano medio.
Non c’è il funzionario d’ufficio, l’impiegato con un certo tenore di vita, la preside di liceo, il giovane operaio specializzato dalle mansioni ricercate. Dopo anni di inutile spintonaggio festivo e postfestivo, ha detto basta, l’italiano medio, anche a quella che una volta era la rilassante pratica del guardare le vetrine per farsi un’idea.
Il benessere lo si misura sempre più col tempo risparmiato, anche perché l’ora di lavoro onesto è retribuita sempre meno. Ed in quest’ottica, dove trovare prodotti decenti a prezzi idem, e contemporaneamente fare la spesa per la settimana, e, perché no, rilassarsi al cinema oppure al bowling?
Ovvio: al Centro Commerciale Molto Grande.

Il Centro Commerciale Molto Grande diventa così una specie di ghetto postconsumistico, dove stipare, spremere e cremare la fetta più consistente del popolo degli acquisti, quella che compra il maglione a 8€ da Zara (e questa non è una battuta), dicendo di risparmiare comprando sempre alla moda; e dicendolo, probabilmente, nella settimana in cui reggono ancora le cuciture del suddetto capo di lana mortaccina e baffi di pesce gatto. Usa e getta sì, ma, dio santo, è sempre alla moda, che è quello che conta, perdinci!
Un campo di concentramento dove lo spenditore medio è tenuto ben separato dal più ambito scucisoldi autentico, dove è allettato e psicoattivato da un surrogato di benessere in tutte le sue dimostrazioni, però in forma pacchianamente ridotta: piccola piscinetta, piccola qualità, piccole tecnologie, piccolo cinema di cinema piccolo; piccoli: bowling, sala giochi, animazione, discoteca.

Ed è tutto lì, a ricordarti continuamente quanto potrebbe essere scomodo, uscire dalle linee guida a te inculcate su cosa definire benessere.
Ed è tutto lì, senza il bisogno di dover sentirsi liberi di andare dove si vuole. Ma è lontano dalle città, da un tessuto urbano che già alimentiamo e ci appartiene. È come avere casa di proprietà, e pagare un affitto così, perché ci piace più quell’altra casa lì.
Ed è tutto lì.

Lì, a due passi due dal lavoro, ad un pensiero sui doveri di tale prigionia. Ad un nulla dalla Fabbrica.

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4 thoughts on “::scisma di mercato

  1. Quanto dici e’ molto vero, e sei riuscito ad esprimere in modo semplice un pensiero molto complesso.

    L’italiano medio ormai e’ divenuto una figura para-mitologica, buona solo per orrende macchiette generazionali da proporsi in ancora piu’ orrende fiction televisive. E il benessere diventa surrogato, artificiale, posticcio, come quel finto-lusso impersonale dei cataloghi degli aeroporti.

    Noto solo ora che mi hai linkato.
    Ringrazio e ricambio.

    Z.

  2. Oltre a citare il buon Emanuele del primo commento, aggiungo (probabilmente l’hai detto ed io ho solo bevuto troppo)… i mignottoni col fuoristrada vanno ai saldi..

    …la classe media tra un pò non può permettersi nemmeno quelli.

    Gianluca.

  3. zosimos:aldilà di ogni evidente merito, come non linkare un blog che mostra le Sorelle Kappa in tutto il loro metasadico splendore?
    ldo:saldi ad hoc per mignottoni fuoristradati, sì.

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