::wonkatest 02+03

È passato molto tempo, dal post precedente. È che in primavera non si riesce a resistere dall’inforcare la bici ed andare sui ponti a prendere il primo sole e l’ultimo vento, Gattasorniona sa cosa intendo. Oggi poi, l’aria è satura del profumo di fiori, proveniente chissà da dove, forse da tutte le direzioni. Un’aspersione così potente, da confoderti le idee e, se sei in bici, anche l’attenzione al manubrio.

Ma questo non significa che io sia rimasto con le mani in mano. Ecco altri due veloci WonkaTest, che seguono i diretti suggerimenti degli amici che commentarono il primo.

Non so se avete notato, negli ultimi tempi (e non faccio gli esempi ovvi) molte case mettono sul mercato la versione special limited EX soopah-doopah olé olé eccetera dei loro prodotti più semplici e popolari, in un anacronistico rigurgito anni ’80.

La Loacker non si sottrae alla moda imperante, e rilascia una sòrta di potenziamento cioccoloso dei già ottimi wafer al cacao, tagliati più larghi e bassi.

La forma riportata sulla confezione non è molto veritiera, ma probabilmente, giocando sul grandangolo in modo così estremo, è facile confondersi. Purtroppo, un così pronunciato effetto lente fa immaginare chissà quali spessori del nero agognato ingrediente, cosa assolutamente non vera.

Il prodotto ha una struttura rigida, quindi di facile riproducibilità. Certo, la sua fragilità porta a qualche rottura, ed il perimetro è sempre e comunque caratterizzato da una nuvoletta di briciole che si incolla a quel po’ di crema nera fuoriuscente dai bordi per risposta termica. Nonostante ciò, và, ci si può ritenere abbastanza soddisfatti.

L’immagine sulla confezione risulta abbastanza sobria, giusto con un colpo di livellatura colori per mettere in evidenza la trama del biscotto. Assolutamente velleitarie, ma di puro ornamento, le roselline che dovrebbero fare molto Heidi col nonno e Nebbia, appoggiate a dei blocchi di cacao fondente un po’ fuori luogo, ma non di tanto.

Il coefficiente di difficoltà è neutro, quindi nullo: materiale solido ma fragile.

La categoria risultante è la E. Questo perché il trucchetto del grandangolo sa un po’ troppo di furbata volpina, su un prodotto abbastanza riproducibile. Bah, poteva andare peggio…

Accolgo il primo dei suggerimenti dei commentatori, e ne aggiusto la mira di finezza, puntando ad una confezione famiglia del genere sfizioso. Per capirsi: il “genere sfizioso” ripropone la stessa materia, in una forma più accattivante, solleticando l’aspetto ludico del consumo alimentare. In questo caso, i Mini Coni sono riproduzioni in scala dei due gusti del cornetto Cinquestelle. Nella confezione, metà sono al gusto vaniglia, metà al cacao.

La forma reale del prodotto si allontana non di poco dall’utopistica simmetria del disegno sulla scatola, riproponendo il problema già visto nel WonkaTest 01 riguardo la distribuzione dei materiali in testa al gelato. Ora, con una superficie minore, il problema è ancora più evidente, e coinvolge anche le onde di cioccolato. Ma la vera tragedia riguarda il cono alla vaniglia: quello che in figura riprende il disegno del gemello, nella realtà è realizzato come un’accozzaglia casuale di caramello e mandorle, su un letto stocastico di spruzzi di cioccolata. Una vera falsità.

L’assoluta casualità con la quale avvengono le coperture dei coni, rende il prodotto malamente riproducibile, sebbene la stazza ridotta dei coni conferisca una maggiore resistenza agli effetti termici, ed alle fratture del corpo del cono.

A parte ciò che riguarda il disegno del prodotto stesso, elemento che pesa sulla prima voce in pagella, la confezione riporta un po’ di arabeschi su sfondo blu notte, due quadratini di cioccolata (cosa non falsa, è vero che ci sono le gocce di cacao), ed alcune ipotetiche mandorle da fiaba nordica a braccetto col Photoshop.

Il coefficiente di difficoltà è quello relativo ai gelati commerciali .

Come nel caso precedente, la categoria risultante è la E, quella della piccola mistificazione. Questa volta, tale giudizio non è stato causato dalla furbatina strategica, ma dalla piena ed evidente mancanza di connessione da parte di uno dei due elementi valutabili, nei confronti della sua più immediata pubblicità. È chiaro che, trattandosi di un gelato e non di un wafer, il coefficiente di difficoltà conferisce un clemente arrotondamento al voto globale. Ma il bambino che è in noi non se ne farà una ragione, comunque.

WonkaTest precedenti: 01.

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15 thoughts on “::wonkatest 02+03

  1. effettivamente attendevo il continuo del wonkatest, e ti sei fatto perdonare facendone due

    mi trovo d’accordo, soprattutto sul primo. avrei penalizzato pesantemente la differenza fra l’immagine sulla scatola e la reale forma del gelato: il bambino che è in me non se n’è fatto per nulla una ragione, anche se nella sua ingenuità alla fine mi sa che se ne frega e si magna il gelato.

    per rimanere in tema dolciumi wonka io propongo le girelle.
    so che la classe tirerà su la tragica media attualmente raggiunta nei primi 3 test.
    e poi il bambino che è in me le ama profonamente.

  2. yupswing:mh, sì, vero: per quanto riguarda i cinquestelle minicavoli lì, la prima voce era tra 1.5 e 2, sono stato buono.
    Le girelle motta (saranno ancora motta?) sembrano essere molto veritiere, in effetti. Bel suggerimento. Ma chi sei, il Golosastro? 😀
    bettymoore:nonsolodolci, punto ad altre amenità. Ottimo, ad esempio, il suggerimento di bastoncini e sofficini vari, specie quelli delle sottomarche, che molte volte si distanziano davvero parecchio dalle immagini itticoidilliache della confezione.
    morticiaaddams:rapinami pure, ne andrò orgoglioso.

  3. Grazie!!! Sai che ti conviente fare se non l’hai già fatto? un post dove rendi pubblici i banner da linkare al post medesimo in cui spieghi il perché l’essemmessese è da abolire!

    Ciao!

  4. ma per portare avanti questa meravigliosa rubrica, ti stai sottoponendo a test di laboratorio casalingo in stile super size me?

    Voglio il wonkatest sul Big Mac!

  5. morticiaaddams:eh ma sai, io voglio (vorrei) che certe spiegazioni restino scontate ed ovvie: è quello, il mio contributo alla campagna 🙂
    maiamaia:hai colto nel segno, molti test saltano perché poi pappo il contenuto, e tu sai benissimo che il contenuto della scatola nulla contribuisce al test, tant’è che potrei buttarlo.
    Ma prova tu a buttare viennette, insalate di tonni e merendine, per la quiete della prominente pancetta ultratrentenne!

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