::wonkatest 06

Era tanto tempo che da queste parti si attendevano test definitivi di prodotti dal packaging davvero ardito.
Sperando che in futuro accada ugualmente, ma in senso positivo, cominciamo col dire che il WonkaTest sui Kinder Brioss della Ferrero è un po’ un atto dovuto, un classico da citare, un immancabile standard di paragone della mistificazione.
Mi preme ricordare, ancora una volta, che in questo contesto non sono sondate variabili legate alla qualità effettiva del prodotto.

La forma del prodotto è una colossale bugia parallepipedica. Passi pure per certe perfezioni geometriche, che campeggiano asettiche sulla confezione. Ma spacciare quel lievitato eterogeneo ed impiastricciato per il pane dell’Eden è una scelta suicida; ipotizzare due candide lastre di latte solidificato, invece della cruda mescolata rovinosa realtà, è un mezzo crimine; proporre il prodotto in Technicolor dorato, aggirando le striature modello vecchia stampante ad aghi rotta, è una signora bugia!
Se proprio dobbiam trovare qualcosa di veritiero, si potrebbero notare le imperfezioni della zebratura, che nella realtà son così tante da aver costretto l’illustratore del disegno di packaging ad accennarle, seppur in forma molto ridotta.

Se non altro, il prodotto parrebbe essere abbastanza ripetibile, anche se la foggia di ogni pezzo si distingue bene dalle altre. Le variazioni principali sono dovute alla zebratura, che alle volte va troppo soggetta alla stocastica di produzione, ed all’eventualità di un pezzo preso dal bordo del pane di produzione.

La confezione dei Kinder Brioss è un meraviglioso esempio di dopaggio dell’advertising. Vi si possono trovare tutte le più classiche nefandezze accessorie dedicate ad un prodotto alimentare. E tutto ciò, all’insegna di una presunta “salubrità neonaturista”, tesi secondo la quale questa merendina è il bene assoluto, guarisce i paralitici e moltiplica pani e pesci, mentre tutte le altre sono cattive, fanno venire il colera e minano il cervello.
Tutto un proliferare di microinformazioni, scritte e/o disegnate, sugli ingredienti come panacea, di immagini agresti, di natura alpina, di mestoli da nonno di Heidi, di cornici che traboccano latte, di primule ed abeti. Di tutto.

Abbiamo il nostro G finalmente, con un voto veramente molto basso, una sòrta di minimo storico inarrivabile. Qualcuno dica alla Ferrero che, quando si schiaccia esageratamente il tasto stucchevole della presunta genuinità, l’effetto sull’acquirente finisce per essere totalmente contrario.

WonkaTest precedenti: 01, 02+03, 04, 05.

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::dance dance dimagrescion

Sono uno di quelli che si spostano prevalentemente in bici, prendo l’auto a scadenze seleniche, quindi sono sempre fisicamente in movimento.

Nonostante ciò, ho avuto necessità di fare del moto extra, non tanto in conseguenza di pratiche preestive inserite di soppiatto dal mercato dopante (“prova costume”, ma quando mai c’è stata un’usanza simile!), quanto invece per una brutta tendenza ereditaria all’infarto, tipica della mia famiglia da parte di padre.

Vi devo confessare una cosa: mi vergogno a correre nel parco, e mi pesa anche un po’. Una volta ho anche visto quali scarpe comprare per il mio peso, ché se vai a correre seriamente con le scarpe prese al mercatino, dopo un po’ i piedini te li rovini. Poi non se n’è fatto nulla.

Mi scuso sin d’ora con le persone sobrie e normali che frequentano le palestre, scevre da qualsiasi velleità accessoria (superoministiche, sentimental-matrimoniali ed altre): a me basta osservare quella piccola percentuale di fallocefali, per capire che non riesco proprio a convivere in simili ambienti. Mi scuso ancora, è colpa mia.

Ecco quindi la mia soluzione, consigliatami dallo statuario Ninja, che spero possa essere un buon suggerimento per altri.

Sono da sempre un videogiocatore, e la componente ludica può essere un forte incentivo all’attività fisica. StepMania è un emulatore di giochi stile bemani, un po’ il MAME dei giochi di ritmo: mima i movimenti sullo schermo a ritmo della musica scelta per vincere.

Lo installi, dopodiché ti basta scaricare nelle sottocartelle del programma un po’ di album completi, qualche cosuccia grafica aggiuntiva, e la parte software è completa. In giro, si trovano singoli e compilation fatti in casa, ma anche le collezioni dei giochi più celebri, quali Dance Dance Revolution ed In The Groove.

Ed ora, sotto con l’interfaccia hardware, vale a dire il mat dove zompetterete divertendovi e sciogliendo i grassi. Ce ne sono di tanti tipi, soffici oppure in metallo, con appoggio o senza. Io ho preso il Deluxe Ignition dalla Lik-Sang Europe, scelta economica ma di qualità, per la quale il vero prezzo da ammortizzare è la spedizione (compilate delle belle liste di amici compratori). Occupa poco spazio, ed è ripiegabile. Al mat, è necessario scegliere il giusto convertitore USB, tra quelli suggeriti. Per me, va benissimo l’EMS USB2.

Ve lo assicuro, con StepMania sarà difficile limitarsi, dire basta e riporlo lontano dalla vista. Più probabilmente, invece, non vi staccherete dalla micidiale mazzata di canzuncelle tunztunz proposte, almeno fino a quando avrete portato le prestazioni sul vostro brano preferito da B a AA!

::un-due-tre…italia!

Tra i giochi dei bambini, se ne possono individuare due in particolare, accomunati da un’identica impostazione di base: Un due tre stella e Regina Reginella.

Le due attività ludiche hanno come obiettivo il raggiungimento di una meta fisica, comune a tutti i concorrenti, secondo un tragitto in linea retta. Ambedue vedono il gestore del gioco localizzato proprio nel punto da raggiungere. A distinguerli, rimane solo la modalità con la quale arrivare all’agognato traguardo.

Un due tre stella premia la capacità dei singoli partecipanti di scattare sul posto, ed il tempismo di costoro nel farsi trovare immobili dal gestore di gioco quand’egli arriverà a voltarsi ed urlare:”Stella!”. Si tratta quindi di un’elezione per merito, durante la quale difficilmente si verificano contestazioni durevoli.
Regina Reginella no, non è così. I concorrenti sono in balia di una boriosa forma edulcorata di arrizzacazzi alle primissime armi, che li irregimenta a suo piacimento, disponendo dei loro movimenti a seconda delle sue simpatie o legami. Non contenta di questo suo dominio, si permette poi di giudicare l’azione da lei stessa comandata in modo insindacabile, arrogandosi il diritto di far tornare in posizione iniziale il malcapitato previo verdetto negativo.

È facile capire, quindi, perché i bambini giochino molto più spesso al primo dei due: Regina Reginella non è affatto un “gioco“, perché manca di parametri paritari su cui basare le regole, che non siano quelli della disparità di trattamento tra gli amichetti del cuore e tutti gli altri. È solo un’attività che porta di riflesso ad inoculare nei piccoli partecipanti il germe di una futura lotta armata di classe.

Il decreto Bersani ha un sapore buono. Forse è solo aroma aggiunto, oppure è solo qualcosa di fresco da mandar giù nella calda estate 2006; forse muta dopo un quarto d’ora come un cheeseburger da catena di smontaggio bovini.
Però rimanda al sogno proibito di un’Italia senza più amici degli amici e figli dei padri, senza più conventicole falsamente motivate da ragioni sociali o religiose, senza più prezzari comuni accordati sottobanco. Un’Italia sempre meno Regina Reginella e sempre più Un due tre stella.

Sarebbe prima di tutto un’Italia più divertente da giocare. E da giocare più a lungo.

::wonkatest 05

Trattasi di un clamoroso caso di invidia del cereale.
Un bel giorno, qualcuno della Riso Scotti S.p.A. va al discount e compra quella misconosciuta meraviglia che risponde al nome di Choco Nippon. E, sin dal primo assaggio, egli pensa:”Oh ma anche noi possiamo farlo!”.
Questa è la vera storia che potrebbe essere successa o meno, sulla gestazione della barretta di riso e cioccolato CioccoRiso Scotti: più piccola, più zuccherata e sostanzialmente più fighettosamente nostrana della consorella estera.

La forma del campione di prodotto riportato sulla confezione non è  poi così lontana dalla foggia del prodotto reale, nonostante che i soliti aggiustamenti di contrasto cromatico lo facciano più simile ad un blocco di fondente che al latte. Questo perché si vuol giocare su un’idea di compattezza carica della barretta, che va rafforzata anche non considerando sulla confezione il fatto che molto riso traspaia in superficie.
Altro piccolo (ri)tocco di classe: l’assoluta assenza di vacuoli sul disegno in confezione, omogeneamente diffusi invece nel prodotto reale.

Il prodotto risulta altamente ripetibile, a meno di punti degeneri condizionati da agglomerarsi irregolare del riso, i quali, c’è da dire, son piuttosto rari. Come punto debole, si citino i bordi, che sono i primi a soccombere alla deformazione termica, con risultati però nient’affatto disastrosi.

Non considerando le immagini di prodotto ed il logo, la confezione si fregia di soli tre elementi di contorno, ed anche qui si individua un giocar di fioretto del packaging.
Il primo ad essere notato è sicuramente la ricca spiga verticale che divide lo spazio per il logo dal disegno laterale del prodotto: ancor più ideale e clamorosa in quanto disegnata, e non reale; sovrabbondante, quasi ipertrofica.
Inoltre, è più volte riportato il motto:”Il piacere del cioccolato al latte, il benessere del riso”. È questa una frasetta non scorretta, ma furba: insinua una combinazione tra qualcosa che piace ma ingrassa, con un qualcos’altro che la mamma ti ha sempre detto di mangiare per il tuo bene, sino a rasentare una utopistica annichilazione dei due effetti. Hai voglia a tentare un arrocco leggermente mistificatorio: qui c’è scritto 491 kcal ogni 100g, con un buon quarto di soli grassi!
Lasciamoci il meglio alla fine: sei  chicchi di riso in similavorio luccicanti quasi santificati, disposti a rosone; uno di questi emette uno scintillio da cartone animato. Un imperdibile colpo basso inferto alla sobrietà.
Come sia, s’è visto ben di peggio.

Verdetto: la barretta CioccoRiso va ad alimentare la folta schiera di prodotti senza lode e con poca infamia, i furbetti del packagino, il tocco in più che fa la diffidenza.
Ora per par condicio dovrei wonkatestare anche il diretto concorrente, mi sa…

WonkaTest precedenti: 01, 02+03, 04.