::un-due-tre…italia!

Tra i giochi dei bambini, se ne possono individuare due in particolare, accomunati da un’identica impostazione di base: Un due tre stella e Regina Reginella.

Le due attività ludiche hanno come obiettivo il raggiungimento di una meta fisica, comune a tutti i concorrenti, secondo un tragitto in linea retta. Ambedue vedono il gestore del gioco localizzato proprio nel punto da raggiungere. A distinguerli, rimane solo la modalità con la quale arrivare all’agognato traguardo.

Un due tre stella premia la capacità dei singoli partecipanti di scattare sul posto, ed il tempismo di costoro nel farsi trovare immobili dal gestore di gioco quand’egli arriverà a voltarsi ed urlare:”Stella!”. Si tratta quindi di un’elezione per merito, durante la quale difficilmente si verificano contestazioni durevoli.
Regina Reginella no, non è così. I concorrenti sono in balia di una boriosa forma edulcorata di arrizzacazzi alle primissime armi, che li irregimenta a suo piacimento, disponendo dei loro movimenti a seconda delle sue simpatie o legami. Non contenta di questo suo dominio, si permette poi di giudicare l’azione da lei stessa comandata in modo insindacabile, arrogandosi il diritto di far tornare in posizione iniziale il malcapitato previo verdetto negativo.

È facile capire, quindi, perché i bambini giochino molto più spesso al primo dei due: Regina Reginella non è affatto un “gioco“, perché manca di parametri paritari su cui basare le regole, che non siano quelli della disparità di trattamento tra gli amichetti del cuore e tutti gli altri. È solo un’attività che porta di riflesso ad inoculare nei piccoli partecipanti il germe di una futura lotta armata di classe.

Il decreto Bersani ha un sapore buono. Forse è solo aroma aggiunto, oppure è solo qualcosa di fresco da mandar giù nella calda estate 2006; forse muta dopo un quarto d’ora come un cheeseburger da catena di smontaggio bovini.
Però rimanda al sogno proibito di un’Italia senza più amici degli amici e figli dei padri, senza più conventicole falsamente motivate da ragioni sociali o religiose, senza più prezzari comuni accordati sottobanco. Un’Italia sempre meno Regina Reginella e sempre più Un due tre stella.

Sarebbe prima di tutto un’Italia più divertente da giocare. E da giocare più a lungo.

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2 thoughts on “::un-due-tre…italia!

  1. Mi permetto di annoverare tra le forme di gioco dittatoriali tipiche della pubertà anche “le belle statuine” o “il gioco del silenzio”. Che tra l’altro istigano pure al masochismo.

Una forchettata di commento?

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