::excellent swimmer/modern institute

Nome quanto mai veritiero, quello della giovanissima Expanding Records: etichetta in forte espansione. Avanguardia d’assalto alla conquista di spazi di rilievo nel mercato di genere, il duo composto dal guru Teho Teardo (o dovrei dire Meathead?), e da Martina Bretoni al violoncello. Con un gradito aiuto nel brano Post.ino da parte di Mark Beazley dei Rothko.

Teardo non è un novellino nella messa a punto di soundscape d’autore, cosa questa che gli è valsa parecchi riconoscimenti, in particolare per le colonne sonore di due noti film italiani. E fu così che tutti i recensori scrissero sul foglio a quadretti la formula: colonna sonora + ambient = situazionistica spicciola. In questi casi, parte l’allegro gioco della situazione da ricostruire, prendendo spunto da quel brano o da quell’altro per immaginarvi scene e storie, con gente patetica che ti parla di acquerelli disegnati a botte di ambient minimalista. Dopodiché, ci si divide nelle due scuole di pensiero: “Splendide ricostruzioni di ambienti, geniale!”, oppure “Troppo legato a ciak cinematografici da raccontare, palloso!”. Fine della storia.

Non sono d’accordo.

In genere, diffidate di chi vi dice che quel tale famoso, di nicchia ma affermato sulla scena, stavolta ha prodotto un’opera più intima e raffinata “da ascoltare nelle notti solitarie”: è chiaramente paura di dire che, almeno stavolta, il re è nudo. Album mediocre, capita. Invece, questo sì, questo! Questo è davvero un album più intimo e raffinato. Questo tra i pochi.

L’idea è quella di far combaciare il glitch digitale col pizzico più soffuso della corda, senza però limitarsi allo sterile equilibrio tra i due elementi. Ad esempio: aprendo di folktronica e rilanciando di puro folk, come nella dolcissima International Rustic (cercala sulla mia blog.radio, qui a destra); oppure, dandola vinta al clockwork di Reginetta della Techno laddove l’elettronica è solo rumore della memoria.

Questo album contiene parecchie cose, e le mischia omogeneamente mediante inclinazione alla malinconia ed una professionalità prontamente riconoscibile, minerale sempre più raro da estrarre. Il punto debole è la sua stessa impostazione di partenza: non c’è alcun momento memorabile, nessun climax duraturo. E nonostante questo, non sempre si riesce a riascoltarlo, se non durante favorevoli combinazioni astrologiche tra il cd e sé stessi.

Allo stesso modo, nulla è fuori posto, non c’è un’unica trama che suoni posticcia o sovrabbondante, ti ho dato tanto così di clicks’n’cuts, perciò ora ti do una dose simile di classica. Questo, in una ricetta di quelle che solo la nonna: imperscrutabile. Ti accorgi di quanto questa musica ti è vicina solo quando ti ha già toccato la spalla.

L’inizio di questa nuova etichetta discografica, attenzione attenzione, potrebbe corrispondere al tanto atteso nuovo inizio (e finalmente!) del genere. Chi vivrà, se vivrà, vedrà.

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5 thoughts on “::excellent swimmer/modern institute

  1. Joe:io non recensisco tutto ciò che ascolto, quindi attento! Ché tra poco la mia spietata presuntuosa spocchiosa scure potrebbe piombare su una prossima uscita a caso, e chissà… 😉

  2. tehoteardo:ma direi proprio grazie a te! Questa piccola recensione è solo il gioco di un ascoltatore deliziato, che però si è accorto solo dopo di quanto i MI restino sottopelle.
    Il gioco pretendeva un numerello più alto, mi sa.
    Restiamo in attesa per il futuro. Buon lavoro.

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