::cineservilismo notturno

Domenica notte, e non riesci pienamente a raccapezzarti del fatto che domani, lunedì, devi rituffarti nel traffico per raggiungere il posto di lavoro. Quindi, provi ad affogare i rimorsi della tua pessima ottimizzazione dei tempi nel fine settimana, lasciando fuori della porta il cervello ed affidandoti ai flutti monodirezionali della tv.

Di notte, di domenica, Marzullo è un po’ meno Marzullo, quando riunisce un manipolo di critici cinematografici nella trasmissione “Cinematografo“, allo scopo di presentare e recensire le opere in uscita. Dico io: avere i vari Caprara, Detassis, Magrelli, Dell’Olio e compagnia cantando, è chiaramente interessante, oltre che utile. Difatti, se non si è cinefili 24h/7d, e se non si lavora nel campo, avere una bella cricca di critici più che validi ti permette di indicizzare i film che vorresti vedere, così da sfruttare al meglio il limitato tempo da dedicare al cinema. Per di più, la trasmissione risulta complessivamente piacevole.

Stanotte, 18 dicembre, s’è parlato di quel sicuro capolavoro che è “Olé” dei Vanzina, una delle schegge schizzate via dal frazionamento del tradizionale filmaccio natalizio. Passano le prime imbarazzanti immagini, preludio sicuro ad una grandine di derisione e biasimo, che io già malignamente pregusto. Sorpresa, il regista è presente in trasmissione. Eh ma questi qui, eh, questi lo fan di mestiere eh! Questi non hanno peli sulla lin…

A questo punto, da parte di tutti, ma tutti tutti, partono lodi, note positive, inviti apertissimi ad andare a vederlo, complimenti per “quella che è la battuta di questo natale, quella della pensilina”. A me si pietrificano gli attributi, che cadono poi al suolo emettendo suono sordo e sinistro. Per tentare di dir qualcosa di buono, tutti si appigliano a singoli particolari, un po’ come gli impiegati fantozziani versus Eisenstein (“la carrozzina!”, “l’occhio della madre!”, “la magnificenza del montaggio analogico!”); oppure si fa notare come, mancando quest’anno la produzione direttamente disneyana, quest’anno sia “Olé” il film per bambini per eccellenza; i più coraggiosi sparano citazioni e fanno similitudini importanti senza vergogna alcuna.

È vero che i Vanzina del 2006 hanno tentato la via di un drastico taglio al pecoreccio. Ma questo non basta a debellare le gag trivialotte o banali, né tantomeno fa di “Olé” un prodotto dedicato ai più piccini.

Quella che secondo una dei presenti è la brillante freddura “della pensilina”, l’ascoltiamo anche dal teaser in tv:”Ma quale pancia! Questa è la pensilina, la sala giochi sta sotto!”. Sì, non fate quell’espressione sorpresa ed un po’ snob, è evidente che questo battutone monolitico resterà negli annali della comicità raffinata di tutto l’universo conosciuto!

Mentre lorsignori s’aggrappavano sui vetri di chissà quale dovere professionale, le loro omaggianti fatiche editoriali facevano da testo per le immagini del film, fatte di scenette della siringa, belle figliole in bikini, corna dalle auto in corsa. Uno scenario trascendentale.

A quale ricatto hanno dovuto cedere, quelli che, chi più chi meno, ho sempre ritenuto professionisti? Quali oscuri poteri in gioco possono far arrivare a tanto?

È forse arrivato il momento di apporre una sentita firma?

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10 thoughts on “::cineservilismo notturno

  1. E se piuttosto -visti quelli che sono i loro gusti più latamente artistici, i.d. la musica che realmente ascoltano, i libri che leggono, la tv che guardano, l’architettura che piace loro, il modo in cui si vestono ed in cui arredano la propria casa, etc.- il cinema dei Vanzina fosse loro sempre piaciuto, se avessero “fatto finta”? Se avessero l’impressione che il Paese, convenientemente addestrato da innumerevoli reality e lunghe riprogrammazioni estive della commedia all’italiana della decadenza, sia finalmente maturo per il gran salto dello sdoganamento di Boldi e soci?

  2. io temo che questi (venti) lunghi anni di berlusconismo militante abbiano cambiato in maniera molto profonda il nostro comune sentire…per cui è giusto essere lecchini davanti al potere e oltraggiosi con i deboli, sempre superficiali se no si diventa tristi come i comunisti..

  3. emanuele:no, non Antonio Caprarica il giornalista, bensì Valerio Caprara il critico de “Il Mattino” 🙂
    Il quale, tra l’altro, proprio quella notte lì non c’era. Ma guarda alle volte la combinazione, eh! 😉

  4. Ma no…io avevo scritto qualcosa ( non ricordo cosa, ma conoscendomi doveva essere certamente una cazzata, quindi mi tengo il premio e faccio miglior figura!)

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