::piccoli squarci di vero nella finzione della gestione statale

Che tra l’altro, per dircela tutta, io il vizio me l’ero levato: Ballarò è un bel contenitore disperato, dove si tenta di far percolare un po’ di decenti verità da una classe politica in vena di spot populisti a proprio favore. Quindi bene grazie ma anche no, ciao.

Io ieri ero in grazia di dio, mettevo su le scarpe per uscirmene con gli amici e raccontarci un po’ di cose. La tv, truffaldina, ha saputo catturare la mia attenzione: a Ballarò si parlava dei pochi più e dei molti meno della riforma pensionistica.

Tra tutti, chi mi ha tenuto incollato allo schermo è stato l’economista Tito Boeri, il quale ha confermato tutte le frottole da me prodotte nell’ultimo anno a riguardo, aggiungendovi previsioni in cifre belle tangibili. Talmente tangibili da spegnere qualsiasi focolaio successivo di cicaleccio glassato alla parvenza politica.

Dopo di lui, la tragicomica sequenza d’eventi. La parola passa a Franco Giordano, il quale si gioca con nonchalance uno dei classici bonus di dati, di quelli che ti prepara lo studente facoltoso di scienze politiche che fai lavorare dietro le quinte, ma poi chiude con una domanda che non esiste né in cielo né in terra.

Un po’ interdetto, Floris chiama al commento politico Pierluigi Bersani, che esordisce con la faccia di chi non si è preparata la materia, scusi profe è che m’è morto i’gatto.

E lì, dopo decenni di “come l’è sporca la politica”, “è tutto un magnamagna” et simila, sono stato folgorato sulla via di Montecitorio.

Bersani, l’avreste dovuto vedere, butta lì una premessina che è una stoccata completamente gratuita a Bondi, talmente gratuita che conduttore pubblico ed antagonista politico stesso rimangono nel warp spaziotemporale del machecazzodice per un po’. Comincia per il nostro Ministro dell’Inviluppo una tortuosa, sofferente dissertazione, che ha chiaramente (mai così chiaramente!) come unico scopo il voler comunicare al forzitaliota il messaggio:”Dai aiutami, buttiamola a bagaglino, facciamo la carrettella con il solito formulario attizzapopolo. Altrimenti l’economista ci costringe a dire la Verità Sul Tutto e ci perdiamo entrambi!”.

Bondi, marpione, lo lascia sulle spine per un po’, che per lui è tanto di guadagnato nella vanity board della puntata. È Maria Teresa Armosino, evidentemente meno resistente al logorio dei taciti accordi da mestierante, a controbattere, concedendo il la al collega di partito. Farfugliano per un po’, in collegamento l’economista ha il sorriso rilassato di chi sapeva già cosa sarebbe successo, Floris capisce che non ce ne si cava più e manda la pubblicità. Non prima che Bersani possa dire qualcosa del tipo:”Io veramente oggi volevo parlarvi delle riforme”.

Ormai la mia serata era rovinata.

La finzione d’intenti della classe politica di questo scorcio storico italiano, non si è mai riversata così bene in un simulacro mediatico come ieri sera, titillata dal contrasto con la dura realtà dei fatti.

La sconsolante evidenza: non v’è soluzione al problema pensioni dal fronte Statale, ma lo spettacolo deve continuare perché dietro ogni poltrona parlamentare c’è una lobby territoriale che va preservata.

Lorsignori vorranno poi tenere in conto queste cose quando, sebbene io speri non succeda mai, cominceranno a volare i primi esempi di molotov par condicio della storia di questo Paese verso gli uffici di ambo le fazioni: un piccolo presente da parte della generazione che avrebbe dovuto campare fino a 80 anni, ma che già a 65 non potrà permettersi il cardiotonico, con 465€ di pensione al mese dopo 40 anni di lavoro precario.

Altro che nudo: qui al re si intravedono gli organi!

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14 thoughts on “::piccoli squarci di vero nella finzione della gestione statale

  1. Carissimo compare, dopo discorsi su Ralph e Sam, dopo risate di gusto parlando di chi, poverino, si fa ancora un sorriso amaro a battute sull’argomento “è tutto un magna magna”, dopo la gara di proverbi sul governo ladro, arriva un economista che dice quello che già sai e lo raffora con cifre, i politici reagiscono come tu già ti aspetti, nulla cambia… e tu ti lasci rovinare la serata? no, non ci credo, dimmi che hai riso, ti sei allacciato le scarpe e sei andato a bere un Southern Comfort al pepe di Cayenne. E’ così, vero? eh? eh?
    Vita

  2. Anch’io ho “visto” (oddio, facevo altro con TV accesa e ululante) Ballarò dopo taanto tempo, in effetti Bersani ha spesso quella faccia da regazzino beccato con le braccia nel vasone di marmellata…

  3. Neanche io l’ho visto. Ma Bersani quella cosa dei costi di ricarica dei cellulari (unico argomento della trasmissione che le cronache hanno riportato il giorno dopo…quella sì FONDAMENTALE, mica bazzecole come le pensioni) l’ha detta dopo per recuperare?

  4. Ciao mi chiamo Betty e ti lurko da tanto tempo anche se sono troppo timida per dirlo. Sfrutto questa occasione finalmente per rivelarmi e spero tu sia contento di sapere che anche una di nome Betty ti legge. Ora leggo il post! Ciao!
    Betty

  5. Vita:ma ovviamente sì, e con rinvigorita veemenza, direi!
    Disorder79:la risposta è una sola:sì! Sì sì e ancora sì! Una propaggine populista durata il tempo di un quotidiano, poi ovviamente *puff* scomparsa nel nulla a tempo di record.
    Marco:non ho capito a chi ti riferisci. Però ecco, in quel frangente, la cosa sconsolante è stata notare l’evidenza di una politica che si gioca gli ultimi sprazzi pseudoideologici per invogliare il voto, ma che in realtà porta avanti una visione camorrista della cosa pubblica.
    Betty:ma…ma stai scherzando? Tu sei il diamante di questo diadema da sempre! 😉

  6. Non ho neppure più il coraggio di accendere la tv, figurati di vedere Ballarò.
    In ogni caso anche Montezemolo ora a Che Tempo Che Fa è una bella visione (a cavallo tra Utopia e La Citta del Sole…)

  7. carlotta:sì lo sto vedendo, e la meraviglia della sua rabbia contro questi cattivi brutti statali che si permettono addirittura 2 mesi di ferie pagate mi sta mettendo un certo timore, anche per il futuro…

  8. psssst… ehi, ma Il grande capo l’hai visto? urge tuo commento (dicono c’abbia a che fare, qualcosina, con The office)

  9. Hei bello sono uno sfigato che ancora per un anno se ne dovrà stare al Rodolico (ti ricordi: il Rodolico…). Come va? Spero tutto bene… ciao

  10. Vabbeh, diciamocelo. Molti di noi hanno votato nel più puro spirito montanelliano: ci siamo tappati il naso, giusto per evitare il peggio. Votare per mancanza di alternative non è eattamente un tripudio, ma l’abbiamo fatto. Me lo ripeto da mesi, davanti allo specchio: ma tu, poverino, cosa potevi fare ? Dovendo proprio scegliere se avere per ministro Calderoli o Mastella, tra Bondi e Pecoraro Scanio, cosa potevi fare ? Dai, su non sentrirti in colpa… Ma non ce la faccio, non ce la faccio a guardarli in TV, davvero, potrei pentirimi…..

Una forchettata di commento?

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