::prove tecniche di argentina

Premetto che mi rendo conto di rischiare una figura da ignorante recidivo. Ma se così fosse, sarebbe un altro atto d’accusa indiretto all’informazione raffazzonata sull’argomento.

In soldoni, dopo un’era di regalie a scopo elettorale, baby pensioni, figure lavorative ed enti statali creati solo per interessi privati, s’è tirata una linea per fare il conto, evincendo così che, sorpresa, va scremata la pensione.
Lo Stato ti restituisce una buona parte delle tasse versate, come sarebbe dovuto essere già in precedenza, invece che basarsi sull’ultimo stipendio. Se vai a chiedere il perché, ti dicono che i vecchi non muoiono più quanto prima; poi ti accorgi che questa è una panzana di dimensioni colossali, perché lo sperpero pensionistico ha avuto altre cause, ad esempio la creazione ed il mantenimento ingiustificato di istituti utili solo a ricambiare i favori ed occupare il pubblico votante.

“Ma si era tentato un altro modello allora”, prova a giustificarsi un economista. Complimentoni vivissimi, un modello che non è mai andato in pari non ha messo in allarme nessuno. Per caso, non è che vi faceva comodo avere un fondo sociale sempre in perdita da sostenere, per far cadere grosse briciole da dividervi tra voialtri?
Ora i sessantenni che andranno in pensione con l’80% dello stipendio, costringono il trentennato a tempo determinato e co.pro. ad integrare la futura pensione con un fondo. Lo fanno aprendo le braccia ironicamente sconsolati, col sorrisino beffardo di chi è sgusciato via salvandosi.

Poi un bel giorno, va in onda questa puntata di Report, dove si mettono in chiaro un paio di punti che, oh, ai tipini in televisione son filati via di memoria: i fondi pensionistici non assicurano un bel niente, perché quei soldi sono investiti secondo linea di investimento (obbligazioni ed azioni). Quindi: puoi fare il colpaccio, o puoi andare in pari, o ancora puoi perdere molto, oppure puoi perdere tutto.
Lo Stato non è stato capace di (non ha voluto?) strappare alle banche un margine di sicurezza, pur avendo messo su la COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione).

Che interesse ha la banca che maneggia i miei soldi di farmi contento, quando invece potrebbe presentarsi a casa mia con la faccia contrisa, ed annunciarmi, senza conseguenza alcuna per sé:”Oooh signor Kekule, sa cos’è successo? Che è andato storto qualcosa e lei ha perso ogni bene.”.
Gioco di fantasia: sono un banchiere. Alzo la cornetta e chiamo gli altri amici banchieri per creare in Italia ed all’estero società azionarie usa e getta, in cui investire i fondi pensione: i miei nelle tue, i tuoi nelle mie. Il futuro pensionato leggerà sul resoconto tutti questi bei nomi di società che, secondo i nostri aitanti investitori, fan cose parecchio buone. Ad un certo punto ffffffiiiuph! In poco tempo, spariscono ‘sti fondi, a norma di legge. Le società coinvolte, oooh poverine poverine, ce le scambiamo con la finta ripromessa di rinpinguarne le perdite: celo celo celo mima, come le figurine.

Non è per caso, che siamo davvero i fortunati, impotenti, testimoni di prove tecniche di Argentina?

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6 thoughts on “::prove tecniche di argentina

  1. minty:sempre, comunque, altrimenti sarei supponente, eh.
    cougar:mannaggia, piuttosto scrivetemi invece che commentare offtopic, vengo lì e ti pappo il naso! Oh, facezie a parte, farò tesoro dei tuoi consigli, ma la cover band degli Oasis va vista, non foss’altro perché la barista stessa ne parlava ridacchiando.

  2. Da semi-assistente-lavoratore-accademico, non posso che notare come queste prove tecniche per l’Argentina passino in modo piuttosto subdolo e infido attraverso le nuove figure professionali che l’università moderna vuole creare… mentre si scremano i fondi per la pensione, dall’altra parte si indirizzano i futuri laureati in “comunicazzzzione” o in “pssssicologggia” a riciclarsi come contrattisti senza contributi addetti alle risorse umane, oppure, nel migliore dei casi (figli di qualche testa della Confindustria), a lavorare per qualcuna di quelle società esotiche di cui si parlava nel post…

    O tempora, o mores

    Z.

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