::divenire/ludovico einaudi

Durante le ultime due settimane, ho trovato tempo e testa per ascoltare un po’ di cd lasciati ad impolverare. Perlopiù, sono album che variano dall’appena caruccio al mediocre, tra i quali ricordo le ultime produzioni di The Album Leaf e della Loreena McKennitt.

Non è necessario parlare sempre di ciò che ascolto, ma mi fa piacere far cadere dal grappolo di questi ultimi il più furbetto di tutti.

Dopo il minimalista “Una mattina“, Ludovico Einaudi subodora (giustamente, direi) l’affare, piazza le sue pedine, pubblica e parte di tour: soldi a palate.

Due anni fa, usciva nelle sale cinematografiche “Ovunque sei“, una micidiale stefanoaccorsata per la regia di Michele Placido, ideata per lanciare la figlia Violante al fianco del più famoso Accorsi. Ricorderete il trailer altamente strategico, emozionante ben più del film stesso, con questo crescendone piano ed archi ad opera del maestro.

Da quel momento in poi scattano e l’assidua ricerca e lo strisciante meme. Dove sarà da pescare questa traccia misteriosa, bellissima, che non si trova né elencata nella discografia di Einaudi né disponibile attraverso gli abituali programmi di interscambio musicale?

“Divenire”, il secondo brano (guardacaso eh?) del disco omonimo (guardacaso eh?), è stato presentato per la prima volta durante una edizione della manifestazione “I Suoni delle Dolomiti“, e morta lì. Non oso immaginare quanto possa essere stato grandioso ascoltare questo popò di brano, immersi nella struggente tridimensionalità dello scenario mozzafiato trentino. Essì, perché è davvero un bel pezzo, un po’ incollato dal plin plon congiuntivo tra i vari climax, ma comunque coinvolgente.

Einaudi pensa bene, quindi, di farne asse portante del disco in lavoro, potendo così giostrarsi uno hype che è una sicurezza. Per i concerti, ovviamente. Ne esce una release formato scivolo, un lunghissimo cd di oltre 75 minuti che preferisce sparare all’inizio i suoi proiettili migliori, tra garbato uso dell’elettronica, dominio degli archi e citazioni vivaldiane.

Poi però si scivola sempre più sulla lullaby quattroquarti, e col passare dei pezzi si ha sempre più l’impressione che le parti migliori siano state tamponate a dovere, con quei brani che Einaudi si vanta di improvvisare per il suo pubblico online e consolidare successivamente basandosi sulla risposta della platea virtuale. Si parla di composizioni dolci e ben interpretate, ma molto semplici, per un pubblico d’orecchio facile.

Parecchie volte, si sente lo scollamento drastico tra certi monòtoni andantini al piano estremamente semplici, ed il susseguente inserto d’archi che sembra sopraffarlo completamente ma in modo disomogeneo. Nel pezzo finale, “Svanire”, il maestro…bè svanisce, non c’è più, poof!

Se avete soldi da spendere, compratelo, anche solo per l’agognata traccia, meritatamente agognata direi. Per il resto, è piano ambient tra media e mediocre.

Della serie: i furbetti del tastierino.

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9 thoughts on “::divenire/ludovico einaudi

  1. Sai che Einaudi l’ho sempre sentito nominare (e sicuramente ho sentito i suoi pezzi di sottofondo a servizi vari alla tv) e non ho mai collegato il nome con nessun suo brano? E, non so se fosse lo scopo, questo tuo post non mi invoglia neanche a scaricare nulla 🙂

  2. Disorder79:ma guarda, ho il sospetto che Einaudi costruisca un po’ tutti gli album così: pezzone clamoroso, alcune cose buone, e poi tanta fuffa di qualità. Forse, è anche vero che al momento il mercato sia saturo di giovani talentuosi. Però una prova io la farei, ad esempio “Le Onde”, il cui pezzo strategico lo trovi nella mia blog.radio nella colonna di destra.
    Oh, poi son gusti eh! Può anche darsi che lo ascolti, ti piace, ed una sera che ci si becca al Sintetika mi sputi motivatamente in faccia…

  3. ma chi Le dà l’arroganza di giudicare forse l’unica buona musica che è in circolazione? Ma si rende conto di quanta porcheria c’è in giro?

  4. anonimo89.98.177.224: giudicare non è arrogante, è soggettivo. Da acquirente del CD e da estimatore di Einaudi, mi permetto eccome di giudicare come e quando mi pare. Tra l’altro, non da anonimo, seppur dietro ad un nomignolo (e con nome e cognome facilmente rintracciabili).
    Ebbene sì, caro signore, esistono pareri discordanti dal suo, conviviamo pacificamente nonostante ciò, che ne dice?

  5. Oddio, sono incappata in questo post proprio mentre stavo ascoltando il cd “Divenire”…Ammetto candidamente che l’adoro. Anche un mio amico compositore dice che Einaudi piace a chi non ha l’orecchio “istruito”, tant’è…Voglio dire, c’è chi va al cinema a vedere Boldi-De Sica…Einaudi mi sembra il minimo! 😉 Ciao!

  6. TheJoker84:come no, il singolo e qualcos’altro di questo cd piacciono anche a me. Sì però non è che ogni volta si può utilizzare il jolly del “sempremegliodi”, eh…

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