::premi il tasto [insert] quando la vecchiaia busserà

È per causa di varie vicissitudini personali, su fronti differenti ma sempre riconducibili ad un unico triste filone, che stavolta mi tocca metter giù il post personale, melenso e patetico. Che vergogna, ora mi mancano solo l’apoteosi del sushi ed il calendario stagionale dell’Estragon, per diventare una imbarazzante segretaria 2.0.

Ma piagnone no, questo post non sarà piagnone, bensì positivamente propositivo, ecco!

Facciamola breve. Alla mia veneranda età, lì nel quasi mezzo del quasi cammino di nostra vita, si sta verificando nelle persone a me vicine la catastrofe prevista anni or sono durante gli onanismi mentali adolescenziali, e durante le seratine intimiste degli universitari del terz’anno: chi più chi meno, le disillusioni sentimentali induriscono repentinamente il cuore di questi ex ragazzi, attivando un invecchiamento dei sentimenti drastico, subitaneo, con i tempi di un taglio col proprio io passato oppure di una mutazione in stadi veloci.

Tra coetanei, non senti dire altro che questa giustificazione misera per la propria cardioibernazione, ti viene quasi a noia: ho capito che bisogna accontentarsi, ho preso tante mazzate devo difendermi, ho comunque investito in una storia… Dietro queste frasi standard, che suonano come bigliettini di una versione laida dei Baci Perugina, si staglia minacciosa l’ombra di un orologio biologico dal ticchettìo sempre più rumoroso ed allarmante, imbarazzante effetto sonoro del quale un po’ ci vergognamo di ammettere la sempre più ingombrante presenza, dopo una vita passata a scavare fossati arciducali ed innalzare mura principesce tra i nostri “evoluti” sentimenti e quelli dei nostri genitori, marchiati come un po’ rozzi, sicuramente anacronistici, alle volte quasi da compatire con un sorrisino accondiscendente.

È secondo queste modalità che quella che doveva essere per noi la sagra degli affetti, si trasforma nel mercato rionale degli esseri umani, tratta degli schiavi tenuta in un luogo non fisico, durante la quale si soppesano valori umani e case di proprietà, ristorantini e stabilità economica, capacità riproduttive e qualità del parentado, aspetto fisico e arrendevolezza, forza d’animo e cultura, posizione sociale e passioni in comune.

Ma presto, presto però. Presto! Ché una volta disillusi, si ha una gran paura di restare soli. No, non ho detto “un timore”, intendo una paura fottuta, della solitudine! Quella, quella sì che ci fa accettare qualsiasi compromesso, alla tratta degli amori!

Non mi scandalizza mica, tutto questo: è la vita, nient’altro. Posso accettarlo e conviverci, posso ingollarlo, digerirlo e defecarlo naturalmente, senza tuttavia nutrirmene, che mi fa anche un po’ schifo ed ho quasi paura che me lo farà sempre, per mio masochismo involontario.

Però chiedo una cosa sola, una cosa piccola piccola, secondo me fattibile bene o male per tutti.

Quando vi capita l’episodio cardine (ce n’è sempre uno) che vi spara magicamente nel mondo degli adult(erat)i, dapprima siate bravi a riconoscerlo. Dopodiché, non negatevi l’allettante eventualità di cercare dentro di voi il tastino [insert], e magari premerlo. Così facendo, resisterete almeno per una volta al richiamo delle sirene di un irrimediabile calo della fiducia nel prossimo, portando a compimento un bellissimo, irriguardoso dispetto a mamma Natura, da veri birichini.

Inserite un periodo di prova, ultimo baluardo dei vostri credo e dei vostri sogni, tra i tempi dell’illusione e quelli della delusione, senza abbandonarvi subito ad una cruda immediatezza del servilismo desossiribonucleico: equivarrebbe a testimoniare la vostra umanità.

Non abbiate paura, dico davvero, non resterete soli: datevi un’altra possibilità di essere donne ed uomini, non solo maschi e femmine. Quando la vecchiaia bussa alla porta, prima di aprirle premete [insert].

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12 thoughts on “::premi il tasto [insert] quando la vecchiaia busserà

  1. StefanoSCF:è l’asservirsi (senza alcuna accezione negativa o positiva) alla logistica della procreazione 🙂
    In realtà, il neologismo imbecille da me coniato ed utilizzato senza remore, sarebbe dovuto essere “desossiribonucleidico” (dal nome dell’acido desossiribonucleico, cioè DNA), ma, pippa per pippa, sarebbe stato un di più, tant’è che di neologismo imbecillotto, in fondo, trattasi…

  2. Sono al mondo da 30 anni, e sola da altrettanto (sentimentalmente, che amiciziamente c’è un sacco di traffico :D). Il mondo esterno e quello interno non mi pare lancino indizi che la cosa debba/possa mutare nei prossimi 30. Poco male: si riproducono in tanti, uno in meno non provocherà l’estinzione della specie (sempre che ciò sia un bene…).

    L’unica cosa, Kekule: in caso di attacco acuto di solitudine, possiamo sempre telefonarci e scassarci le balle a vicenda. Va bene? XD

    minty

  3. se mai dovesse capitare a me di volermi asservire alla legge riproduttiva, ti prego, vieni da me e premi ctrl-alt-canc. Non posso sapere se mi capiterà, sono troppo giovane, sono ancora nella fase dei giuramenti assoluti. Se dovessi mai renderti conto che qualcosa di simile mi sta capitando fai qualcosa per distrarmi, cospargiti di miele e balla nudo sul tavolo o qualcosa del genere.
    Vita

  4. minty: resisto bene alla solitudine, non resisto invece agli inviti di reciproco scassamento di balle a vicenda, eh, come si fa? 🙂
    Vita: ma che poi non è mica un male voler figliare, è anzi cosa bellissima. Se però fosse una scelta individuale scevra dal rimodellamneto delle nostre idee usane e quant’altro, se non ci facessimo modificare dall’intero per predisporci in configurazione emotiva da prole, sarebbe davvero una cosa meravigliosamente umana.
    Umana, non animalesca, quasi tendente al divino.
    In quanto al miele…va be’ lo sai no?

  5. Spaventosamente vero, anche per chi è ancora distante qualche anno dal mezzo del cammin. Ma l’integrità cellulare del mio cervello (che, fino a prova contraria, è un organo come gli altri) raggiunge un’importanza superiore.

    Comunque tranquillo. Ti manca ancora il tatuaggio tribbbbale o amore-in-giapponese, prima di diventare una segretaria 2.0.

    zosimos

  6. [IN MODE ON] tremendamente vero!

    [IN MODE OFF] se sei tu che smanetti con photoshop qua sopra ti andrebbe di lavorare per una prossima compilation di “orrore a 33 giri”? fammi sapere: la deadline e’ fine agosto prima del’inizio del campionato di calcio (…chi ha buone orecchie…)

    ciauuu

    Vikk

  7. Non c’e’ problema. Sono solo, mi pesa, ma non mi spezzo. Meglio morire soli che scendere a compromessi. Scopa se puoi, non impegnarti se non ne vale la pena! Non procrei? E’ un valore aggiunto alla tua vita quello!

  8. Zosimos:che poi, ribadisco, dice che sto gioco è così che si gioca. Non mi piace mica più, me l’aspettavo differente.
    Vikk: sì sarei io, ma proprio smanetto eh! Cioè, faccio il massimo del minimo eh, nulla più. Poi ci si sente in separata sede…
    E comunque IBG stradomina, siamo troppo palline colorate!
    emanuele:ma come, proprio tu che con i tuoi occhioni partenopei potresti fare strage di cuori orientali!?

  9. questo post è la risposta alla domanda che mi stavo facendo da qualche giorno. mi faccio schiacciare dalla paura di restare sola o premo insert e occupo i pensieri a fare un nuovo template cartoonoso?

Una forchettata di commento?

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