::dozzinalità ecologiche

Lo spot televisivo del marchio Finish, gamma di prodotti dalla Reckitt Benckiser, trasmesso qualche mesetto fa, conteneva un messaggio davvero forte: lo sapevate che la lavastoviglie, a dispetto di ciò che si è sempre detto, rappresenta un’alternativa economicamente vantaggiosa rispetto a detersivo, acqua ed olio di gomito?

La prima volta che ho visto questa pubblicità ci son rimato davvero incredulo: ma come, e tutti gli insegnamenti della mia mamma, sulle quantità di stoviglie da lavare, su come usare l’acqua, sulla diluizione del detersivo? Questi citano addirittura uno “studio”, fatto da chissà chi, genericamente citato ma senza alcun riferimento percorribile per accertarsene.
Sarà stato per questa mancanza di dati che per un pò tale spot è svanito nel nulla. Per poi ricomparire, identico, ma con una piccola nota scritta in basso:”Studio condotto dall’Università di Bonn, valido per 12 coperti”. Ah ecco! Volevo ben dire! Per avere un vantaggio economico ed ecologico, bisogna imbastire sempre pranzi da dodici, una continua Ultima Cena in pratica, ottimizzare pertanto lo spazio nella lavastoviglie sempre sempre sempre.

Andiamo a cercarcelo, sto studio, allora. E grazie anche a Blogeko, che se ne è (pre)occupato in profondità ben prima di me, arrivo alla pagina del Guardian che lo riporta. I 113 individui messi in competizione con la lavastoviglie hanno effettuato i lavaggi nei modi più disparati. La media dei loro dati si è rivelata utile al sostegno della tesi solo in base alla miglior situazione operativa (12 coperti, appunto: piena completa) della lavastoviglie. Ma la fetta di utenti che ha lavato “coscientemente” i suoi piatti, se l’è mangiata a colazione la macchina, in quanto a risparmio di risorse!
Peggio ancora: lo studio non copre il computo energetico totale dell’uso della lavastoviglie, dato che non considera uso rendimento ed impatto ambientale dei detersivi, costruzione, trasporto e smaltimento della stessa.

Ben vengano le iniziative ecologiche Finish, e lungi da me demonizzare una mano santa come la lavastoviglie, specie per le aziende e le famiglie numerose. Resta però il fatto che le poche decine di secondi autobalanizzantesi in televisione, giocano a ficcare in testa agli utenti che, genericamente, “con la lavastoviglie si risparmia e si fa contenta Mamma Natura”. Male! Inoltre la multinazionale si è bullata dello studio tedesco, ma si è tenuta ben lontana da linkare un riferimento diretto, in nessuno dei siti che la rappresentano. Malissimo!
Lo studio dice invece che basterebbe educare la popolazione all’uso strategico e non consumistico della macchina, al dosaggio responsabile dei detersivi, alle tecniche di lavaggio a mano, per avere il vero risparmio economico ed il vero vantaggio ecologico.
Sfortunatamente, queste tre cose fanno consumare meno prodotti. Guarda caso, eh?

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10 thoughts on “::dozzinalità ecologiche

  1. Bèh, credo che come sempre la pubblicità tenda a vendere raccontando mezze verità. Ma la lavastoviglie basta farla a pieno carico e di sera per risparmiare, come dice la mamma. 😉

  2. Esempio tipico di questa strategia è quello di non specificare, per esempio, che le capsule di detersivo per la lavastoviglie son tanto potenti e concentrate che ne basterebbe metà per occuparsi di una lavastoviglie a pieno carico. Purtroppo non c’è nessuno “studio” o ricerca dietro questa constatazione, solo la vox populi e l’esperienza diretta del sottoscritto. Solo che si comprerebbe una sola scatola di prodotto per farla durare il doppio. Cosa del tutto inopportuna.

  3. ah ma quindi fare una lavastoviglie con 2 piatti, 3 bicchieri e una padella è antiecologico? penza te, io che la consideravo la migliore amica dell’uomo

    la triste verità è che tutto ciò che appartiene alla sfera dello sviluppo insostenibile è molto amico dell’uomo

  4. phoebe1976: sì, mamma batte tv parecchio a zero.
    Zosimos:ricapitolando, l’ecologico è inopportuno. Non è tremendo?
    camilla_lo:ad esempio, tu hai una casa, io sono senza casa, sarebbe così comodo ucciderti per prendere la tua casa. Invece, vedi, certe volte… Solo che i morti per consumismo, come si diceva tanti post fa, non si vedono, sono filtrati, non si vede connessione immediata tra i quintali di merda accanto al cassonetto che marciscono al bel sole partenopea d’estate, e la tua lavastoviglie di troppo.
    E là sta la furbbbbbbata.

  5. Pur essendo tutto sommato d’accordo con te, faccio l’avvocato del diavolo e contesto la faccenda del pieno carico: io, che vivo da solo con la mia compagna (quindi, nucleo di 2 persone), la lavastoviglie la faccio partire sempre quando è a pieno carico, cioè ogni 2-3 giorni, lavaggio breve e metà dose di detersivo. Per quelli che fanno come me la lavastoviglie parte sempre con la “miglior situazione operativa”. Certo, resta da calcolare l’impatto dei detersivi (che entrambi i metodi comunque hanno) e della costruzione della lavastoviglie.

  6. Phibbi:e ciò ti fa davvero onore. Purtroppo, non solo non conosciamo il vero computo totale dell’impatto di una lavastoviglie (anche al meglio), ma è quasi sicuro che se la percentuale di quelli che lavano a mano come si deve salisse di un pò (educazione all’igiene domestica), le ragioni della Finish salterebbero via, oppure risulterebbero vanto per la loro astrusa tesi, non so, da millemila coperti in su 😀
    Lavastoviglie per due? Uao, non hai problemi di odori? Sai, lo sporco dopo tre giorni cristallizza biostalattitico. 😀

  7. Senza contare che, prima di metterli in lavastoviglie, i piatti è sempre bene sciacquarli, onde evitare la proliferazione di muschi e licheni elettro-domestici (ma davèro Phibbi, come fai col tanfo?).
    Mia suocera in questo senso smonta tutte le ricerche possibili: lei per sicurezza i piatti li lava prima a mano e poi in lavastoviglie.

  8. di che tanfo parlate? ma cosa cucinate voi, i ratti marci? 🙂

    se metti in lavastoviglie piatti e pentole per un paio di giorni è difficile che vengano fuori cattivi odori (basta sciacquarle con un po’ d’acqua prima di sistemarle dentro la lavastoviglie).

  9. un microscopico residuo di pesto genovese in un piatto dopo un paio di giorni può costringere all’evacuazione dell’appartamento (c’ho l’angolo cottura)

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