::divide et impera – 1 di 3: guardate avanti ma mai tra di voi

Parlottavo un giorno con amici e conoscenti che hanno esattamente la metà dei miei anni, tanta energia da vendere, tanto vuoto di coscienza da plasmare ancora in una forma finita, tanti ormoni impazziti che schizzano qui là su giù senza una direzione certa dando ogni dove delle testate micidiali.

Quindi, si parlava di telefilm zzziòvanih. Discuti discuti discuti, ma no ma sì ma forse mi sbaglierò, dai oggi li vedo con occhio critico e vi saprò dire.

Guardo prima “The O.C.”. Ok, io ci ho capito tipo questo: ci sono i soliti protagonisti dei soliti teen drama ammeregani che vivono il solito mancato legame tra quello che succede loro e le loro possibilità economiche (ad esempio, stipendio possibilità e disgrazie in questi programmi non sono mai legati, in mezzo arriva la pubblicità…e non è un caso). Figa fotoscioppata e pose forzate imbarazzanti per quanto piazzate lì per strategia e non per sceneggiatura, skate e snowboard skate e snowboard, benessere sciorinato completamente a caso, una problematica nulla rispetto a quella che riconosciamo essere la vita reale per saturare la singola puntata. Poi ad un certo punto dice si amano, ma un si tromba perché aperta parentesi inserisci qui motivazioni bacchettone yankee chiusa parentesi. Poi verso la fine, regolarmente i ragazzi si menano. Fine.

Sieh, hai voglia a tentare le vie del vampirismo e delle mazzate, delle mamme e delle figlie, dell’ironia, della famiglia paradossale, dell’adolescenza problematica, del nucleo di amiciciciricchioni© e le di loro manie: queste serie sono sempre tacchini del ringraziamento, il ballo di fine anno, non voglio fare la cheerlead…anzi no, la cirlider però sono costretta.

Poi ne vedo uno del quale manco mi ricordo il nome, su MTV, con tutta una serie di ragazzi ganzi perché fanno scheit a livello scioè scioè professionale. In questa puntata: il ganzo fa il campionato e suo padre divorziato ci vuole venire a vederlo perché segue pippone moralista yankee. Una produzione talmente nulla che la consistenza puramente pubblicitaria del telefilm non deve neanche essere scoperta: è lì, è evidente.

Poi comincia “Skins”, che già dal titolo (“cartine”) dichiara l’argomento principale. E unico.

Un gruppo di teen scafatissimi su sesso e droghe ricercano sesso e droghe nella loro giornata tipo. C’è il ganzo con lo scheit, la nera d’ordinanza, il fesso come da regola, ed uno fichissimo dall’occhio truccato demoniettico, uno strategico fratellone bagnapassere per quindicennine da uniposca clitorideo, novello nick kamen nudo in lavanderia, che, attraverso un linguaggio tutto personale perché scioè illinguaggio deiggiòvanidòggih dicesievolve, istruisce gli amici zulla troka e zul zezzo, tanto agognati in egual misura, così eguale da non distinguerli più.

Il tema di “Skins” vorrebbe essere: i zzziòvanih sono scafati, fanno cose inimmaginabili, e noi parliamo a loro nel linguaggio delle loro esigenze. Ed è falso, questi sono degli scambisti tristi nelle piazzole di parcheggio a Cinisello Balsamo nel corpo di teenager, con un’idea delle droghe e del sesso mesta calcolativa costipata nella sua conoscenza similquarantacinquenne. Un falso che serve a dare ad Annina che frequenta il Liceo di Molfetta l’idea di come può essere diversa la vita dei zzziòvanih fuori da Molfetta (Molfetta per esempio, ovviamente). E per venderle i mezzi per sentirsi più a suo agio.

Il telefilm su quelli con lo scheit attende solo i ragazzotti frustrati come un formicaleone votato al libero mercato.

“The O.C.” è un grande spot subdolo, che usa le problematiche zzziòvanilih per occultare la sua naturale propensione alla vendita di modelli ed oggetti, entrambi ben più concreti dei sentimenti incollati con lo sputo che tenta di marionettare davanti ai suoi imberbi spettatori.

Frustrare per allontanare, allontanare per vendere: tutti e tre giocano a filtrare le condizioni di incontro, affetto, amicizia ed amore che dovrebbero essere naturali tra gli adolescenti. Naturalmente esplosivi, arruffoni, confusi, imbarazzati; lordi e candidi ad un tempo.

Così i ragazzi guardano avanti a sé il loro Grande Fratello, dritto negli occhi, in costante ipnosi del cuore. Quando potrebbero voltarsi e guardarsi direttamente tra di loro.

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5 thoughts on “::divide et impera – 1 di 3: guardate avanti ma mai tra di voi

  1. [comemigarbaquestoblog]
    che la tecnica sia quella che hai descritto (da “Frustrare” a “adolescenti”) è plausibile, ma cosa garantisce che funzioni sempre?
    Quando avevo l’età dei target (non troppo tempo fa) la frazione di tele-indipendenti era ancora significativa, e non voglio credere che tutti quelli nati dopo il ’90 stiano incollati al televisore.
    E anche se fosse immagino che
    “i fratelli minori che non ho” abbiano una vita fuori dallo schermo (qualcuno che suona qualcosa, qualcuno impegnato/equo/alternativo, la_compagnia_dei_geek_assortiti) né più né meno di come ce l’avevo io, seppure striminzita. E che quindi il moloch non se li mangi tutti.

  2. Diciamo anche che esiste un aspetto parallelo e ugualmente studiatissimo di annullamento delle varietà emozionali possibili. Che, stando a questi telefilm, è l’unico mezzo per poter auto-contrastare l’allontanamento che essi stessi creano.
    Se mostro incessantemente le modalità obbligate con le quali si deve amare, o provare sentimenti, o qualsiasi altra cosa, e depaupero gradualmente le possibilità espressive riducendo il vocabolario emotivo a quattro termini stereotipati, ottengo il controllo assoluto di un pubblico che si limita ad atrofizzare ogni possibile alternativa.

    In Italia, vedi Muccino and co.

    Bellissimo post, aspetto la parte seconda.

    Z

  3. Patriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiick…..Lumumbaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!
    Tu non mi conosci..ma io conosco le persone nella foto…AH AH AH !!!
    Abbasso Amanda Knox (pronunciato da tutti i tg umbri “k-n-o-x”…cioè esattamente come si scrive…no comment)! E, anche se la cosa potrà offenderti, penso che tu sia un genio…e se vieni sul mio blog capirai la mia stima a cosa arriva…AH AH AH !!! (sei un malcapitato amico di amisci…fattene una ragione! mi scuso per le mie conoscenze…e tu scusati per le suddette medesime!)

  4. veronikahope:Laura, chiunque sia stato iniziato alla Celeste Arte dello Jati Belli troverà su questo blog tappeti rossi a profusione!
    Matteo ti ha mostrato il reperto del manifestino per la serata Meredith? No-o? O chiediglielo! Paaattriiiicccccck…

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