::divide et impera – 2 di 3: panacea nutrizionale

Lo yogurt che ti ricrea la flora batterica, quello che ti rigenera l’alfa quattro, quell’altro che è fonte di cappa erre sette, o di doppia vu acca ics, o di qualsiasi altra sigla di cui non sapremo mai nulla; la pasta con il principio attivo inoculato, il pane con gli enzimi antiinfarto, la bevanda al tè (attenzione, non semplicemente “il tè”!) che rallenta l’invecchiamento cellulare.
Come dire che esiste cibo e Cibo: dividi i consumatori e domina il mercato.

Cosa faranno ai loro prodotti le Case che vantano la distribuzione di questi miracolosi intrugli, più di quanto possa fare, che ne so, la Ditta Visentin & Figli? Vabbè, dice che: fase uno la ricerca, fase due le prove certificate, fase tre la distribuzione col prodotto base dopato con queste aggiuntine positive.
Sì dai va bene, ma io sono dell’avviso che, prendiamo ad esempio, lo yogurt sia comunque un ottimo latte marcito, dal quale una siringata additiva di lactobacillus di una più salutare tipologia potrà far scaturire un vantaggio talmente esiguo da poter essere considerato molto molto vicino alla mera parvenza. Una differenza così povera ed instabile, che sarà spazzata via al primo sorso di birra o dito di vino, o da un’ora lavorativa particolarmente stressante, o dal veloce McChicken a pranzo, o comunque da un qualsiasi squilibrio minimo che pesi sull’organismo.

Secondo me, si punta invece alla certificazione scientifica di una baggianata, che renda speciale il consumatore, che ne giustifichi moralmente il suo stesso essere “iperconsumatore” che consuma tanto da danneggiarsi alle volte. E allora giù, con i nostri laboratori hanno scoperto, ricerche effettuate da importanti enti scientifici, gli studi sul campo hanno evidenziato, bla bla bla.
Un produttore non può sparare numeri a caso, oppure essere di parte per suo guadagno, quando riprende dati paventati come scientifici: c’è un Regolamento Europeo appositamente dedicato alla comunicazione commerciale di questo tipo, è del 2006, recente. Sapete cosa significa? Significa che le Case produttrici ne avevano sparate talmente delle grosse, che ad un certo punto qualcuno ha dovuto dire mobbastaveramente, ed ha dato delle linee guida.

Evidentemente, queste linee guida sono serie, ma se sei una grande Multinazionale puoi investire tanti soldini per creare un vero e proprio network di laboratori, oppure un centro di ricerca reale e tangibile, talmente grande da sembrare indipendente dalla Casa stessa. Possono questi Enti dire al proprio finanziatore e/o creatore una cosa del tipo “Non è vero che il tuo prodotto resuscita anche Lazzaro”? Ovvio che no. Un po’ come la nostra ricerca universitaria del farmaco, alla quale possiamo anche fornire il 5 per mille, che però è asservita alle Multinazionali del farmaco, che forniscono i veri veri veri soldi per la ricerca, e che quindi impongono le loro linee di ricerca alla faccia della “ricerca libera” (corollario: quindi, se date il 5 per mille alla ricerca medica, aiutate le ricche Multinazionali del farmaco; fossi in voi, eviterei…).

LC1 è lo yogurt panacea della Nestlè, è solo latte marcio come gli altri yogurt, ma dice che questo ripristina all’istante la flora intestinale, ti fa il caffè la mattina e ti lava la macchina di venerdì sera.
Dice che ci ha pensato “il nostro centro di ricerca Nestlè di Losanna” (a me questo fa già ridere, “tu manciah!! lui manciah!!” come Fantozzi). Poi però non rido più, quando leggo che tale indipendentissimo organismo scientifico è stato creato da una costola della Novartis, una delle Multinazionali del farmaco con più cosucce da farsi perdonare (facciamo uno dei tanti esempi). Mah, sento puzzetta di zuppetta…
La Danone produce invece Actimel, il siero dell’eterna giovinezza con sedili in pelle, che ha portato l’innovazione del far sentire in colpa i genitori che non “proteggono abbastanza la loro prole”, che spot dal meccanismo vigliacco! Assicura l’indipendenza scientifica dei dati: l’Istituto Danone (dai, su, almeno provateci, a non ridere!), un Istituto che, se ho ben capito, non esiste fisicamente! Quindi questi qui sono professori di università, inseriti nell’organigramma del fantomatico istituto, foraggiati dalla Danone a mettere il marchio francese su ricerche che utilizzano (anche?) risorse pubbliche! Indipendenza scientifica a palate!
Infine è la volta della Barilla, e della sua meravigliosa linea Alixir, brand di versioni strafighe di prodotti comunissimi, sui quali aleggia una sòrta di aura santa. Brand tra l’altro lanciato malissimo in un momento di recessione pressoché di massa, complimentoni ai manager Barilla. Il sito supersonico è dominato da un verbo:”aiuta”. Tutte le cose fotoniche che questi alimenti dovrebbero fare, hanno il verbo “aiutare” che attutisce le responsabilità delle loro promesse, fatte però assaporare attraverso gli advert come fumus curativo.
Chi assicura tutto questo? Boh, il sito parla di una misteriosa “ricerca Barilla” (oh, ho detto che non dovete ridere, un po’ di rispethahahahaha!), e di altrettanto misteriosi “Centri Universitari Italiani”; evidentemente nella mente di chi l’ha pensato e scritto voleva essere qualcosa di rassicurante…

Intendiamoci: le intenzioni sono buone, anche se probabilmente i risultati sono esposti in modo un po’ troppo tronfio per motivi meramente economici: far star bene la gente a partire dal cibo.
È male che il controllato ed il controllore si accordino prima, invece. Avete mai visto i G8 con i cortei, le mazzate ed il morto? Ecco, ora sapete quali meccanismi diabolici devono essere difesi, anche a costo dell’interruzione di una finzione di democrazia.

Update 28.02.2008:
o gesù d’amore acceso non t’avessi mai offeso, e datemi aria! Cioè, arrivate a controllare dopo poco addirittura un blog piccolo come il mio, che per latitanza plurisettimanale è anche crollato come lettori, roba da un’ottantina al dì. Poi uno passa anche da cattivo barricadero perché descrive con toni accesi le multinazionali, ma se fate così ci date da pensare, cribbio…

Update 27.11.2012:
Il lupo perde il pelo, ma non i fermenti lattici. E neanche la voglia di guadagnare sulle falsità un po’ borderline: Danone, falsa pubblicità, multa da 180.000€.

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12 thoughts on “::divide et impera – 2 di 3: panacea nutrizionale

  1. (non è che fo la corsa per essere il primo)

    Per quanto riguarda la visita dei temibili fabbricanti di yoghurt, la vedo più come una cosa automatica dovuta al fatto che hai linkato l’istituto danone.

    Per il resto hai pigiato un tasto per me sensibile (studio CTF…ma prima di finire isf sono disposto anche a alternative deprimenti).
    Beh, è vero.Gli studi migliori (cioè che dispongono di più mezzi) sono quelli con finanziamento privato consistente.
    Non è automatico, ma ciò può portare a articoli tipo quello che si trova digitando in PubMed phytosterol&danacol di cui mi fido quanto mi fido degli studi sull’omeopatia fatti dalla Boiron.
    Magari quello che dicono è vero, ma in effetti mi sarei stupito se avessi trovato un articolo con risultati negativi e con l’etichetta “on behalf of the DANACOL group”. (per onestà: dati del tipo “forse, sembra, non si sa” sullo stesso argomento erano arrivati prima da ricerche indipendenti e poi loro ci si sono buttati a pesce)

    Tuttavia ancora non è completata la transizione verso la “scienza postaccademica” (Ziman – La vera scienza – 2002 libro tanto pacco quanto interessante). E quindi non generalizzerei così tanto sulle linee di ricerca… per esempio abbiamo gruppi che si occupano di Leishmaniosi (patologia orfana) in collaborazione con strutture pubbliche dei paesi interessati. Non traboccano di finanziamenti ma se la cavano.

    Diciamo che valutare il peso di una committenza rientra nei criteri di una valutazione critica. Ma il pensiero critico può farsi subcritico se foraggiato con sufficienti palanche.
    E mi rendo conto che una cosa è l’advertising, un’altra è andare a spulciare articoli. Proprio per questo nessuno andrà dalle autorità competenti a dire: guardate, quello che dicono in quella pubblicità è esagerato, come spiego nel mio articolo!

  2. E’ che hanno saputo che sei un chimico laboratormunito in una scuola e volevano chiederti se nel tempo libero puoi fare 2 ricerchine. Comunque t’hanno beccato per via del link alla pagina: hanno gente pagata solo per controllare le statistiche di visita e riferimento ai loro siti e in che contesto sono usati questi riferimenti. Linkiamoli ovunque e senza motivo, facciamogli perdere un po’ di tempo.
    Vita (mi scocciavo di loggarmi)

  3. Ah che soddisfazione avere commentatori così preparati: premia la mia sempiterna scelta d’impostazione come blogger. Ma bando alle ciance.

    stefanoSCF: vero, c’è anche chi non ha la Roche dietro alla nuca, però appunto non mette su famiglia. Da ciò che vedo proprio a CTF, c’è chi ha assegni di ricerca senza sosta ed a vita (impensabile in altre facoltà!) che ti permettono anche di avere il figlio ed il mutuo. E quelli hanno la multinazionalaccia elvetica (indizio: c’è un settore all’unifi che sembra la città delle valchirie, visto il matriarcato imperante).
    Questo perdurare nella ricerca-non-ricerca a fondo perduto, è conseguenza del fatto che: non avendo i dati VERI in mano, ti fanno giochicchiare con gli articoletti (ma manco tanto), ma senza possibilità alcuna di fare carriera; non essendo pericoloso, non c’è pericolo che tu possa diventatre in qualche modo insostituibile in quel gruppo di ricerca. Quindi: vitalizi a vita, pagano le guardie svizzere della salute.

    …E pensare che pigliano anche il cinquepermille, straordinErioooo…grEnde libeertÈÈÈ… 😦

    Vita:aò e bbasta a ddi’ i cazzi miei, e che schifani è! 🙂 Ma tu, virgola, parlando d’altro, virgola, che te ne sei fatta? Non dovevi venire su per quella cosa per il tuo cavaliere?

  4. bel blog ti seguo da tempo ma pensavo che avessi smesso

    kekule, solo una nota di coniugazione latina “dividE et impera”, 3A coniugazione come “legere” che dà all’imperativo “lege/legite”

  5. Out:è vero hai ragione, e la colpa è doppia, perché pur non avendo mai studiato “seriamente” latino, il minimo sindacale di mia proprietà avrebbe dovuto portarmici.
    Provvedo, grazie.

  6. C64Days:mi hai sconvolto, il cerchio si chiude, davvero! Immagina che il tuo commento è arrivato mentre festeggiavo il mio primo ECM fullscreen plasma in 9 colori sul Plus/4. Il tutto sembrava un universo parallelo, miii chippaurah!

  7. Kekule, sono fortunata: quando faccio la spesa codesti prodotti dagli ingredienti strani mi lasciano indifferente. sarà che dopo un bel periodo di disoccupazione selvaggia oramai mi sono abituata a comprare le sottomarche scrause dal packaging loffio…

  8. Io assumo giornalmente una cospicua dose di Bifidus Vattelapescus o come diavolo si chiama, tramite costosissimi yogurt pubblicizzati da una Marcuzzi in versione new age. Non veggo risultati apprezzabili, la produzione media è sempre la stessa.

  9. Ma solo io giorni fa giorni fa ho visto lo spot di uno dei vari yogurt con bifidi vari, che prometteva un rimborso in caso di mancato ripristino della propria naturale regolarità entro tot giorni?

    Mi sono chiesto con quali modalità si potesse dimostrare il mancato funzionamento…

Una forchettata di commento?

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