::c’è un pacco per te

Ma sapete che quasi quasi stavolta me la facevano sotto il naso? Che quasi non me ne accorgevo?

No, è che c’è questa colossale crisi economica mondiale, questo nuovo ’29 sventolatoci sotto il naso come preludio a cose brutte ma brutte parecchio.
Parallelismi storici a bizzeffe, timori di conflitti allargati, fantaeconomia del buono fruttifero postale, chemin de fer dei tassi di sconto, divinazioni delle ripercussioni sui costi reali della vita. Se ne stanno davvero sentendo di tutti i toni.

Io stesso ne ho sentite talmente tante da confondermi per un attimo. Ma poi.
Ma poi ci arrivi: nulla mi toglie dalla testa che sono semplicemente pronti i pacchi. Dopo il gran fattaccio dei mutui facili americani, dopo la ripercussione europea delle mancanze indotte di liquidi, dopo tanti Gx dove x sta per un numero qualsiasi per arrivare a dire G8 G4 e tante altre sigle ormai prive di significato, e soprattutto dopo tanto contrattar di banche; dopo tutto questo ed anche di più, ecco che da qualche parte, chissà sotto quale cammuffamento, chissà con quale falso nome, i pacchi sono pronti.

I pacchi contengono la fregatura per i piccoli contribuenti, le cui perdite economiche andranno a colmare gli azzardi compiuti da pochi oligarchi del mercato per strizzare fino all’ultimo un sistema morente. Sono pacchi simili ai bond argentini, all’affaire Parmalat; stavolta sono più grandi, più complessi, più elaborati, e per di più incartati con qualcosa di politico, studiata per farli sembrare più innocui all’inizio, ma per cautelarsi dalla restituzione del maltolto alla fine. Qualcosa tipo questo.
Deve essere stato lungo e complicato mettersi d’accordo a livello internazionale per sintetizzarli, ma quando qualcuno appicca foglie per far fumo, e per far uscire i topi allo scoperto al grido di “Salvate i vostri risparmi, investite!”, è evidente come i pacchi trappola siano già innescati.
Ed attendono i meno resistenti alla tensione.