::la fortezza delle scemenze

Eh no, stavolta no, non mi prenderanno in contropiede. Anzi, a questo giro elettorale li aspetto al varco. Ed il loro avvento varrà per me quale conferma della mia più temibile ipotesi.

Come ci si spiega il fatto che la maggior parte dei figuranti televisivi vanti sempre una connotazione tipicamente partenopea? E negli ambiti più disparati eh, non entro il perimetro di un genere caratteristico. L’unica risposta plausibile considera l’esistenza di una Fortezza delle Scemenze al largo del Golfo di Napoli, una scuola di stampo quasi marziale, votata alla formazione di svariate qualità di figuranti da utilizzare in diversi ambiti mediatici. Oltre l’ultima spiaggia della crisi lavorativa, ci sono le piattaforme marine del lavoro alternativo definitivo.

I figuranti diplomati alla FdS pullulano nei format ‘giudiziari’ tipo “Forum” o “Verdetto finale”, nei quali appare evidente come l’ufficio casting assoldi figuranti, probabilmente promossi dalla riserva inesauribile del pubblico su richiesta, allo scopo di interpretare simbolicamente l’iter di un caso tipico. La trasmissione parte sempre in modalità ‘neutra’, ma in men che non si dica, si va sempre a finire in colorite riduzioni di classici di Scarpetta, a suon di “signor giuuuudisce quell’è mio marito ca nun me riscpett'” “no vostr’eccelle’ ma che riscpett’e riscpett, si chell’me port’e caniéll fin’a dind’o liett!”. Format a cui manca solo una valida aggiunta: l’orchestra col putipù, le troccole e lo scetavajasse, pepperèèèè pepperèèèè!

I diplomati FdS di minor pregio non restano certo disoccupati, ma sono frequentemente impiegati come testimonial dei prodotti per dimagrire più spergiuri sul mercato, vera linfa vitale dell’82% dei canali tv in digitale terrestre. Più ti parte il San Carlo dell’anima, più il prodotto appare di buona fattura: l’eventuale cliente non può non ipotizzare la vittoria della magica pillolina contro eserciti di struffoli, campi minati di pastiere, artiglierie pesanti di babà pesantissimi. “Oé gl’amisci miéj nongi volevano credere, ma poi in zole due settimane due, aggie lassate o’quartiére a facc’lònga ‘nderra!”.

Infine, la grande sorpresa dai referendum abrogativi del 12-13 giungo 2011. Attorno  ai virgulti di più alto lignaggio della Fortezza delle Scemenze sono stati tirati su in fretta e furia circoletti, listine civichine e gruppettucoli. Entità chiaramente messe lì da chi aveva interesse a disperdere i ‘sì’ nel modo più basso ed antidemocratico possibile. Vederli nei cinque minuti RAI leggere sul gobbo con difficoltà, tentando una minima improvvisazione da avanspettacolo, è stata un’esperienza umiliante e divina insieme. Indimenticabili, grazie ragazzi.

Torneranno, lo so, lo sento. Torneranno i tristi figuri figuranti, vestiti in puro Piazza Italia style, titubanti sui congiuntivi e con l’occhio mai in camera. Le elezioni sono alle porte, e voi mazinghi napulielli della dispersione dei voti risponderete ‘”presente (almeno fisicamente)!” a quella chiamata mediatica. Ed io son qui che vi aspetto,  meravigliosi Garada K7 del calzone coi friarielli.